“Cold case”

Ogni tanto i giornali ci narrano la soluzione di un “cold case”.

Un omicidio di cui, per circostanze fortuite, si sono conservati i reperti che hanno permesso di effettuare il test del Dna e di consegnare, anche dopo trent’anni, il colpevole alla giustizia.

La storia arriva quasi sempre dall’America e suscita un’ammirazione sconfinata per il sistema giudiziario di quel paese. Tolleranza zero, sindaci sceriffi, libertà di girare armati: tutto il ciarpame giuridico-telefilmico ci viene rovesciato addosso.

Peccato che dietro la fogliolina del “cold case” risolto si nasconda un’inquietante foresta.

Ogni anno, nella sola California, 1.000 omicidi restano impuniti. Ogni anno nello stato del Governatore più fico del mondo 1.000 assassini la fanno franca.

Pensiamo agli ultimi dieci anni: quelli che ci separano dall’undici settembre. Negli Stati Uniti ci sono stati almeno 130 mila omicidi criminali, 50.000 sono senza un colpevole e di questi 12.000 in California. Un risultato sconfortante di fronte a qualche cold case risolto.

 

La situazione è destinata a peggiorare.

La California non ha soldi per pagare gli straordinari alla polizia, mentre i tribunali vengono chiusi e il personale licenziato.

In compenso il Golden State si ostina a spendere più di 100 milioni di dollari all’anno nella pena capitale.

Il braccio della morte di San Quintino trabocca di 700 condannati, ma le esecuzioni sono state 13 in trent’anni e ciascuna è costata almeno 250 milioni di dollari.

 

Dott. Claudio Giusti

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm

 

30 aprile 2010

30 aprile 1859

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