Amnesty Italia partecipa al Napoli Pride

La Sezione Italiana di Amnesty International partecipera’ al Pride nazionale che si svolgera’ sabato 26 giugno a Napoli.

LA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL PARTECIPA AL NAPOLI PRIDE
2010 DI SABATO 26 GIUGNO. VENERDI’ 25, SEMPRE A NAPOLI, IL CONVEGNO
‘L’AMORE, L’ODIO E I DIRITTI UMANI’

La Sezione Italiana di Amnesty International partecipera’ al Pride
nazionale che si svolgera’ sabato 26 giugno a Napoli, per manifestare
contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e
l’identita’ di genere e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle
violazioni dei diritti umani delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali
e transgender) in Europa, Italia inclusa, e nel mondo.

Le attiviste e gli attivisti di Amnesty International, insieme a tutti i
simpatizzanti che vorranno unirsi all’associazione, sfileranno dietro lo
striscione ‘Liberi ed eguali in dignita’ e diritti’ con centinaia di
cartelli a forma di fumetto recanti slogan in favore dei diritti umani
delle persone Lgbt. L’appuntamento e’ in piazza Cavour, dalle 13 fino alla
partenza del Pride.

Il giorno prima del Pride, venerdi’ 25, sempre a Napoli al cinema
Modernissimo (via Cisterna dell’Olio 59) con inizio alle 17, si terra’ il
convegno ‘L’amore, l’odio e i diritti umani’ cui prenderanno parte, oltre
ad Amnesty International e all’organizzazione Mozaika della Lettonia,
numerosi relatori e relatrici del movimento Lgbt italiano (tra cui
Arcilesbica, Transgenere, Associazione genitori di omosessuali, Arcigay,
Certi diritti, Famiglie Arcobaleno, Movimento identita’ transessuale).

Da anni, Amnesty International agisce perche’ le persone Lgbt abbiano gli
stessi diritti riconosciuti a ogni persona, senza subire discriminazioni e
minacce da parte delle autorita’ statali o di altri soggetti.

La discriminazione e gli attacchi xenofobi contro le persone Lgbt
continuano a essere un fenomeno presente ovunque nel mondo. In diversi
paesi africani, asiatici e mediorientali, l’omosessualita’ e’ un reato
penale che puo’ essere punito anche con la pena di morte.

In Europa, dove discriminazione e attacchi contro le persone Lgbt sono a
loro volta diffusi, Amnesty International sta sollecitando i governi
dell’Unione europea, incluso quello italiano, ad adottare la nuova
Direttiva antidiscriminazione, che proibirebbe la discriminazione per
motivi di orientamento sessuale, religione, convinzioni personali, eta’ o
disabilita’ in settori quali educazione, alloggio, assistenza sanitaria e
sicurezza sociale.

Per quanto riguarda l’Italia, Amnesty International ha apprezzato i passi
positivi intrapresi dalle autorita’, quali la campagna contro l’omofobia
lanciata nel novembre 2009 e il recente annuncio dell’istituzione di un
ufficio della Polizia per prevenire e contrastare tutti i crimini contro
persone che potrebbero essere piu’ esposte alla discriminazione.

Tuttavia, l’organizzazione continua a chiedere alle autorita’ italiane (da
ultimo, in una lettera inviata al ministro per le Pari opportunita’, Maria
Rosaria Carfagna), di colmare la lacuna costituita da una normativa che
non considera i crimini motivati da discriminazione per orientamento
sessuale e identita’ di genere alla stregua di quelli fondati su altro
tipo di discriminazione, attualmente coperti dalla Legge n.203/1993 c.d.
Mancino (il cui elenco comprende  razza, nazionalita’, etnia e religione).
Cio’ diventa ancora piu’ urgente di fronte all’aumento, segnalato dalle
organizzazioni per i diritti delle persone Lgbt, dei crimini basati
sull’intolleranza nei confronti di queste ultime.

FINE DEL COMUNICATO  
Roma, 24 giugno 2010

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