“No ai licenziamenti mascherati in Telecom”

Taglio di 4000 lavoratori e di altri 2000 in mobilità cosiddetta “volontaria” a seguito di un accordo per un’azienda tutt’altro che in crisi. Tra le controproposte di FLMUniti-CUB riduzione dei dividendi degli azionisti, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, nuovi investimenti e ripubblicizzazione delle telecomunicazioni. 

5 agosto 2010. Taglio di 4000 posti di lavoro e di altri 2000, questi ultimi destinati all’interno di corsi di formazione per lavoratori lasciati a casa con contratti di solidarietà, secondo l’accordo sottoscritto per la parte sindacale da Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Quello che è stato definito come un “accordo positivo”, ma che in realtà si traduce non solo nella peggior macelleria sociale ai danni dei lavoratori, ma anche in una clamorosa beffa, in quanto veri e propri licenziamenti mascherati da mobilità “volontaria”.

La disastrosa conclusione di questa trattativa rende ancora più attuali alcune delle controproposte di FLMUniti-CUB, quali la riduzione dei dividendi degli azionisti, dato che basterebbe la riduzione dei dividendi, delle consulenze e degli stipendi del top management, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, investimenti sulla larga banda e sui posti telefonici e Internet pubblici, e la ripubblicizzazione delle telecomunicazioni.

Tutto questo a fronte del fatto che il gruppo Telecom non è certamente in crisi, dato che nel 2009 ha conseguito un utile netto di ben 1.581 milioni di euro e così ha distribuito un dividendo di circa 1 miliardo di euro agli azionisti, ed è veramente scandaloso che i vertici chiedano ancora sacrifici quando Bernabè si è visto aumentare il compenso a 3,43 milioni di euro nel 2009, con un +76% sul 2008.

Una volta di più i lavoratori non sono stati nella maniera più assoluta coinvolti né nell’elaborazione delle controproposte all’azienda, né nel corso dello sviluppo della trattativa, e “forse” saranno chiamati a ratificare l’accordo già firmato.

La Confederazione Unitaria di Base continuerà con iniziative di lotta per la salvaguardia dell’occupazione per una vicenda che non è affatto conclusa.

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Confederazione Unitaria di Base

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