“Nuovo Piano pullman è fallito, torpedoni padroni della città”

Pullman turistici: al Colosseo uno ogni 30 secondi, a Colle Oppio uno su due parcheggia oltre i 15 minuti.

 

Roma, 13 ottobre 2010

Legambiente Lazio – Comunicato stampa

Pullman turistici: al Colosseo uno ogni 30 secondi,  a Colle Oppio uno su due parcheggia oltre i 15 minuti

NUOVO PIANO FALLITO, I TORPEDONI SONO DIVENTATI PADRONI DELLA CITTÀ

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Francesi, tedeschi, spagnoli, giapponesi e brasiliani, ma anche campani e romani. Sono tante le provenienze dei pullman turistici che utilizzano le aree per la sosta breve come parcheggio a lunga permanenza. A Legambiente è bastato monitorare lo stallo di Colle Oppio per un’ora, dalle 9 alle 10 di martedì 12 ottobre, per scoprire che su ben 18 torpedoni in arrivo, poco meno della metà (8 per la precisione, il 44%) non sono affatto ripartiti dopo i 15 minuti previsti, scempiando l’area sopra il Colosseo e intralciando il traffico. Ma c’è di più: su via dei Fori Imperiali, nella mezz’ora dalle 10 alle 10.30, sono incredibilmente transitati 64 mezzi turistici, dei quali 55 pullman (solo 5 del servizio turistico Atac 110) e 9 minibus, insomma davanti all’Anfiteatro Flavio passa un torpedone ogni 30 secondi, con un micidiale impatto di smog.

Ma i pullman spadroneggiano un po’ ovunque e si fermano dove vogliono, come dimostra il mini-dossier realizzato dai volontari ambientalisti e presentato oggi nella trasmissione “Corsia Preferenziale” in onda su Radio Popolare Roma tutti i mercoledì alle 13, in collaborazione con Legambiente Lazio: da via del Teatro Marcello a Borgo Sant’Angelo, da via Cavour (in doppia fila) a piazza dell’Esquilino. E se non si fermano è anche peggio, visto che iniziano a peregrinare in giro per il centro per tornare poco dopo a recuperare i turisti. Sporadici i controlli: a Colle Oppio una pattuglia dei vigili urbani è spuntata poco dopo le 9, sanzionando un pullman non in regola con il contrassegno, ma non appena la Municipale si è allontanata il caos è tornato a regnare sovrano. Grandi torpedoni dai colori sgargianti -rosso vivo, giallo limone e persino oro- hanno tirato il freno a mano, scaricato folle di turisti e non si sono mossi più. Ecco quello che avviene nelle 30 nuove cosiddette aree di “sosta breve”, dove i pullman si possono fermare quando vogliono dalle 00.00 alle 24.00, in luoghi meravigliosi e centralissimi della città: alla Basilica di Santa Maria Maggiore, a Castel Sant’Angelo, a Villa Borghese, a Via del Traforo, al Circo Massimo, a Piazza Risorgimento e Via della Conciliazione, a Via delle Botteghe Oscure e Via del Teatro Marcello, a Via di San Gregorio affianco al Colosseo, a Piazza San Giovanni in Laterano e Via Giolitti. Per ben due ore ci si può, invece, fermare a Via della Navicella, a Via Marsala, a Via Appia Antica (Catacombe di S. Sebastiano), a Via delle Terme di Caracalla, a Viale Washington e Lungotevere Aventino. Sempre che non si possieda un’autorizzazione speciale per “avvicinarsi con il pullman il più possibile al luogo di visita”, concessa oltre che ai disabili, ad artisti con materiale scenico e partecipanti a cerimonie civili e religiose.

 

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Il nuovo piano pullman è fallito, consentire la sosta nel cuore della città significa consegnare la Capitale ai torpedoni invadenti e inquinanti, è ora di ricacciarli lontani dai monumenti e dal centro -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sosta breve o lunga piuttosto che tour in centro il problema non cambia, non si deve proprio permettere ai pullman di arrivare nelle zone pregiate della città. Roma non ha bisogno di blandire il turismo ‘mordi -inquina- e fuggi’ con concessioni e deroghe, i romani non ne possono più del caos traffico e dello smog aggravato dai pullman che scorrazzano ovunque: le illegalità dei torpedoni vanno combattute in modo spietato applicando il Codice della Strada e arrivando a sospendere gli abbonamenti per chi non rispetta le regole. Chiediamo anche che sia sospeso immediatamente il disastroso privilegio che sta consentendo ai bus turistici di utilizzare alcune corsie preferenziali”.

Ufficio stampa Legambiente Lazio

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