[n p c i] Organizzarsi e combattere a modo nostro fino a vincere

Lo Stato Maggiore allerta i reparti dell’esercito, la Camera approva un ordine del giorno della Lega che impegna il governo ad aumentare di 13 miliardi l’anno le spese militari (dagli attuali 25 a 38), Stellantis annuncia tagli di stipendi agli operai “a causa della guerra in Ucraina”, crescono le bollette e i prezzi di benzina, gasolio e alimenti, ministri e associazioni padronali aprono alle importazioni di prodotti OGM e di gas liquefatto dagli USA

Per non subire la guerra dei Draghi e della NATO, dei Tavares e dei fondi speculativi

Organizzarsi e combattere a modo nostro fino a vincere

Porre fine alla partecipazione dell’Italia alla guerra in corso è l’azione più efficace che le masse popolari italiane possono fare a tutela dei propri particolari interessi e per porre fine o almeno ostacolare la continuazione della guerra e quindi venire in aiuto alle popolazioni colpite. Tutti i comunisti e i progressisti devono promuovere la mobilitazione delle masse popolari a questo scopo!

Cacciare il governo della guerra e dell’asservimento alla NATO, della censura, del carovita, della chiusura di aziende, dei morti sul lavoro e delle paghe da fame, dei rigassificatori e degli OGM!

Rendere l’Italia ingovernabile da Draghi e dai vertici della Repubblica Pontificia!

Creare le condizioni per costituire un governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare!

I lavoratori dell’aeroporto Galilei di Pisa che il 14 marzo si sono rifiutati di caricare casse, mascherate da aiuti umanitari, con dentro armi ed esplosivi dirette alle basi USA e NATO in Polonia hanno aperto la strada e sono un esempio di cosa i lavoratori di aeroporti, porti e ferrovie possono fare per impedire il dilagare della guerra! Denunciare ogni tentativo camuffato e aperto di inviare armi e rifiutarsi di collaborare all’invio di armi alle basi USA e NATO in Ucraina e nei paesi limitrofi asserviti alla NATO.

L’USB ha rafforzato e rilanciato l’iniziativa dei lavoratori dell’aeroporto Galilei. Ha chiamato in causa la direzione di Toscana Aeroporti e le pubbliche amministrazioni che siedono nel consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti (Regione Toscana, Comune di Pisa in primis) e denunciato i rischi a cui questo traffico di armi ed esplosivi espone il personale dell’aeroporto civile G. Galilei, i viaggiatori e gli abitanti di Pisa. Ha organizzato un presidio al porto di Genova il 31 marzo in occasione dell’arrivo della nave saudita Bahri con armi statunitensi e mobilitato i lavoratori a bloccare i porti italiani al traffico di armi. I sindacati alternativi e di base e la sinistra CGIL sono nella posizione per moltiplicare iniziative di questo genere!

Sono numerose le manifestazioni già in programma, le principali:

– 19 marzo manifestazione all’aeroporto militare di Pisa indetta da No Camp Derby

– 25 marzo sciopero globale per il clima indetto da Fridays For Future

– 26 marzo manifestazione indetta dal Collettivo di Fabbrica e dagli operai della GKN

– 31 marzo presidio al porto di Genova indetto dall’USB.

Promuovere la più ampia partecipazione, farne altrettante occasioni per moltiplicare organismi operai e popolari in ogni azienda, scuola e zona, orientarli a cacciare il governo Draghi e costituire un loro governo di emergenza.

La presa di posizione dell’Esecutivo Nazionale del Sibas Finanzieri il 26 febbraio, l’intervento di un esponente dell’Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito in occasione della manifestazione contro la guerra tenutasi il 6 marzo scorso davanti ai cancelli della base NATO di Ghedi (BS), l’intervista rilasciata il 10 marzo all’Antidiplomatico dal generale Fabio Mini (già Capo di Stato Maggiore del Comando NATO del Sud Europa e comandante della missione internazionale in Kosovo) sono iniziative piccole ma indicative della debolezza della borghesia imperialista e della putrefazione del suo regime. Esso è giunto a infamie tali da suscitare la ribellione tra i soldati e persino tra alcuni dei suoi più privilegiati funzionari. L’esposizione all’uranio impoverito dei soldati mandati Jugoslavia e la vicenda di Nicola Calipari in Iraq hanno mostrato a che punto i vertici della Repubblica Pontificia sono prostituiti agli imperialisti USA e alla NATO. Il governo Draghi agisce in aperta e sistematica violazione della Costituzione: nessuna obbedienza a questo governo è legale e tanto meno legittima. I soldati italiani possono e devono rifiutare di obbedire agli ordini di un governo che viola leggi e Costituzione e di ufficiali traditori del loro stesso giuramento di fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana! Incitare i membri delle masse popolari arruolati nelle Forze Armate a ribellarsi alle angherie dei superiori, a denunciare, contrastare, sabotare le attività antipopolari che i loro superiori vogliono far loro fare! Sostenere gli alti ufficiali delle Forze Armate che si oppongono ai compiti infami e ai delitti che il regime della Repubblica Pontificia, infeudato alla NATO e all’UE, assegna agli organismi militari in violazione della stessa Costituzione del 1948.

Stellantis annuncia esuberi e riduzione di salari a Melfi “a causa della guerra in Ucraina”, Whirlpool ha chiuso alcuni reparti dello stabilimento di Siena e messo in CIG gli operai di quello di Melano (AN). Per i grandi capitalisti ogni scusa è buona per condurre in porto i loro piani, per delocalizzare, darsi alla speculazione finanziaria o spremere soldi pubblici: dai “sindacati ideologici” ai “lavoratori fannulloni”, dalla pandemia ai rincari dell’energia e delle materie prime alla guerra in Ucraina. Formare in ogni azienda organismi operai come il Collettivo di Fabbrica della GKN e fare di ogni azienda che i capitalisti vogliono chiudere, delocalizzare o ridurre un centro di mobilitazione contro lo smantellamento dell’apparato produttivo. La lotta condotta finora dal CdF e dagli operai della GKN di Campi Bisenzio mostra che un organismo che gode di una certa autorità presso il resto dei lavoratori di un’azienda (e una cosa analoga vale per un ospedale e per una scuola o università e vale anche per un territorio: lo dimostra la Val di Susa) è in grado di creare nell’intero paese una mobilitazione che la borghesia imperialista non è in grado di gestire e la costringe a fare concessioni.

Moltiplicare le mobilitazioni e le proteste fino a rendere il paese ingestibile dal governo Draghi e da ogni governo basato sulle larghe intese dei partiti asserviti ai vertici della Repubblica Pontificia, creare ovunque organismi operai e popolari e unirli intorno all’obiettivo di instaurare un governo di emergenza popolare, composto da uomini di loro fiducia, da essi revocabili e disposti e capaci di tradurre in leggi e altre misure politiche le soluzioni indicate da questi organismi, come hanno dimostrato di fare i tecnici, i giuristi, gli economisti e gli ingegneri che proprio gli operai della GKN hanno riunito a Campi Bisenzio per elaborare, su loro indicazione, il decreto legge antidelocalizzazioni e il piano per la mobilità sostenibile.

L’instaurazione del socialismo in un paese come l’Italia, anche solo un deciso salto di livello della rivoluzione socialista come la costituzione del Governo di Blocco Popolare spezzerebbe la spirale distruttiva di guerre, epidemie, devastazione ambientale, miseria, abbrutimento in cui il dominio della borghesia imperialista trascina le masse popolari del mondo intero ed è l’aiuto principale che noi comunisti italiani possiamo dare alla rivoluzione negli altri paesi.

La lotta contro la guerra, il riarmo, la produzione di armamenti, l’aumento delle spese militari, le basi militari e la loro moltiplicazione, la lotta contro lo smantellamento dell’apparato produttivo, la lotta contro la devastazione dell’ambiente, la lotta contro la miseria economica, intellettuale e morale delle masse popolari sono strettamente legate. Per essere efficaci devono confluire nella lotta per fare dell’Italia un paese socialista.

Il socialismo inizia semplicemente utilizzando più razionalmente le forze produttive esistenti e organizzando in modo più dignitoso il lavoro necessario. Occorre che le aziende smettano di esistere per produrre profitti; che diventino istituzioni pubbliche incaricate di produrre beni e servizi utili alla popolazione; che formino un sistema in cui ogni azienda svolge un ruolo simile a quello che oggi svolge un reparto in una grande azienda. Le aziende non devono chiudere: le aziende che oggi fanno produzioni inutili, inquinanti o nocive, devono essere trasformate e adibite a lavorazioni utili e necessarie. Il lavoro deve diventare un diritto e un dovere per ogni adulto sano, una funzione civile come l’istruzione. Non fare la propria parte di lavoro deve diventare per ogni individuo un reato come l’omissione di soccorso. L’energia di ogni persona deve essere indirizzata a dare il massimo contributo che egli può dare alla vita della società. L’attività economica deve essere pianificata per soddisfare i bisogni socialmente riconosciuti di tutta la popolazione e di ogni individuo. Insomma occorre eliminare la proprietà capitalista e instaurare un nuovo ordinamento sociale. Bisogna eliminare lo Stato dei capitalisti e instaurare un nuovo Stato basato sui lavoratori organizzati. Allora tutto diventa possibile e relativamente facile.

L’instaurazione del socialismo richiede un grande sforzo alle masse popolari: la borghesia, il clero e le altre classi dominanti fanno di tutto per dissuaderle, fanno appello alla tradizione, ai vizi e alle abitudini più arretrati e, quando questi non bastano, alla repressione. Ma è solo facendo questo sforzo che le masse popolari possono porre fine al marasma sociale, alla guerra dilagante e al disastro ambientale in cui la borghesia ci fa sprofondare ogni giorno di più.

La rivoluzione socialista è possibile e necessaria!

I tempi dipendono principalmente da noi comunisti: dalla nostra assimilazione del marxismo-leninismo-maoismo e dalla nostra capacità di applicarlo concretamente in ogni situazione tenendo conto delle sue particolarità!

Il partito comunista è il fattore decisivo della vittoria!

Costituire Comitati di Partito clandestini in ogni azienda, scuola, istituzione pubblica e in ogni territorio!

Comunicato CC 7/2022 – 17 marzo 2022

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

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