Insegnanti no-vax, Tribunale di Treviso stabilisce che l’obbligo vaccinale è illegittimo

Con l’ultimo decreto legge il governo Draghi avrebbe ammesso implicitamente di aver sbagliato a sospendere gli insegnanti no vax dal lavoro e dallo stipendio. È quanto emerge da una sentenza rivoluzionaria emessa dal tribunale di Treviso a favore di 34 docenti trevigiani. 

Pertanto, si legge nel merito della sentenza, con il decreto legge del 24 marzo scorso “le domande delle parti ricorrenti devono ritenersi essere state soddisfatte dal legislatore prima ancora che in sede giudiziale”.

In altre parole il giudice Massimo Galli riconosce nelle azioni del governo quello che nel linguaggio del diritto viene definito come un riconoscimento confessorio ovvero il riconoscimento che l’obbligo vaccinale era illegittimo. 

Migliaia di insegnanti italiani che non avevano inteso adempiere all’obbligo vaccinale dal 15 dicembre 2021 si sono visti sospendere dall’attività lavorativa e dal relativo stipendio, essendo subentrata al tampone obbligatorio, la richiesta di vaccinazione anti covid-19.

Dunque con questa sentenza il magistrato ritiene superfluo esprimersi sull’illegittimità dell’obbligo vaccinale riconoscendo nel Governo l’aver voluto rimediare autonomamente al quadro profondamente discriminatorio generato con le precedenti decretazioni. 

Abbiamo raggiunto l’Avv. Mauro Sandri, del foro di Milano, che è stato il legale che patrocinato gli insegnanti in questa coraggiosa causa. 

Il legale che oggi rappresenta circa la metà degli insegnanti italiani sospesi dal decreto del governo Draghi (circa 4000) spiega come il giudice non abbia ritenuto necessario rivolgersi alla suprema Corte, ritenendo implicitamente l’illegittimità dell’obbligo manifestata dal comportamento proprio dell’esecutivo che ha posto in essere una misura diversa. Infatti il Governo abrogando la precedente misura ha riammesso gli insegnanti a scuola.

La nuova decretazione di marzo” aggiunge l’Avv. Sandri, “aggiunge un elemento nuovo per le future cause e cambia il quadro giuridico“. In ogni caso non è ancora mai stato provato il vantaggio per la collettività fornito da vaccinazioni selettive sui luoghi di lavoro essendo invece provato che questi vaccini non hanno la capacità di immunizzare e quindi ridurre il contagio.

Questa sentenza cambia il paradigma ed è un’ottima notizia anche perché non dubito che verrà ripresa anche in altre cause. Ma la questione non si esaurisce qui, perché oltre al rimborso di tutte le mensilità di stipendio, questi docenti hanno anche diritto al risarcimento del danno, in primo luogo morale” aggiunge l’avv. Sandri.

Si apre dunque uno scenario imponente di risarcimenti a favore di tutti i lavoratori discriminati a causa delle loro scelte vaccinali.

Davide G. Porro

14 Maggio 2022

IL GOVERNO AMMETTE IMPLICITAMENTE L’ERRORE. RIVOLUZIONARIA SENTENZA A FAVORE DEI DOCENTI NO VAX | ByoBlu – La TV dei Cittadini

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