Giorgio Cremaschi: “Marmolada, strage del sistema”

La strage della Marmolada, dove alla fine conteremo decine di morti, non ha nulla di fatale, essa è frutto di un insieme di azione umane nefaste che, combinate assieme, portano al massacro.

Il cambiamento climatico, da noi esploso in un’ondata di calore e siccità, è frutto dell’opera e del modello di sviluppo degli esseri umani. Un modello di sviluppo fondato sulla crescita continua, che non può certo essere modificata dalla “riverniciatura verde” di economie che mettono il profitto davanti a tutto.

La guerra, che ovviamente è la più grande devastazione della vita e dell’ambiente, ha poi rilanciato il peggio dell’inquinamento: il carbone, il petrolio, le trivellazioni selvagge, il nucleare.

Ma la feroce stupidità di chi governa non sta solo nel non fare nulla per fermare la catastrofe climatica, ma anche nel non predisporre nulla di significativo per adattarsi ad essa.

Che misure vengono prese per controllare il suolo, l’acqua, l’aria; dalle città al mare, al fiume, ai monti? Nulla. Il monitoraggio dell’ambiente avviene con gli scarsi mezzi e i tagli della spesa pubblica decisi in questi anni.

Possibile che non sappiamo prima che un ghiacciaio enorme, a dieci gradi di temperatura, può frantumarsi in slavine terrificanti?

Figuriamoci se ci occupiamo dei ghiacciai, quando non ci sono strumenti e mezzi adeguati per convogliare l’acqua senza sprecarne la metà, per sorvegliare e prevenire incendi, per informare ed educare al rispetto della natura.

Infine, è senza responsabilità che centinaia di turisti si concentrano sotto un ghiacciaio che può crollare da un momento all’altro? Non sarebbe necessario organizzare diversamente l’accesso alla natura, tenendo conto della sua condizione reale? Che vuol dire l’appello ipocrita alla “prudenza” delle persone, quando le autorità non fanno nulla per garantirne la sicurezza, per paura di danneggiare gli affari del turismo?

È come per gli omicidi sul lavoro: chiacchiere e lacrime di coccodrillo, quando le misure di sicurezza non vengono prese, controllate, imposte.

A questo punto sento di nuovo pronunciare lo stesso anatema che ha percorso la pandemia: “noi siamo società libere, tu vuoi irreggimentarci tutti in una specie di comunismo!

Ebbene, sì. Io credo che il mondo attuale – sia che parliamo di salute, di ambiente, di lavoro e economia – questo mondo che va alla catastrofe, non possa più permettersi l’individualismo trascinato dal mercato e dal profitto.

Penso che il cambiamento climatico – sia nei suoi effetti di medio periodo, sia nei suoi colpi immediati – si possa affrontare solo in un’ottica di pianificazione economica e sociale, di eguaglianza, di distribuzione programmata delle risorse, di cambiamento organizzato dei modi di vita.

Invece stiamo andando nella direzione esattamente opposta. Ai due anni di pandemia sono seguiti nuovi tagli alla sanità pubblica e territoriale. La necessità di programmazione pubblica è stata negata con il rilancio del privato e delle privatizzazioni.

Spendiamo più in armi che in ambiente. Mentre il clima irrompe nelle nostre vite, tutto il potere agisce come se non stesse succedendo nulla. Sembra davvero di vivere dentro il film “Don’t look up”.

La strage di turisti sulla Marmolada non è frutto del destino, ma di un sistema che nel grande come nel piccolo non vuol cambiare nulla di se stesso. E che per questo va ribaltato.

Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo)

 

Dalla Marmolada una lezione per i comunisti e tutti gli individui di buona volontà

mobilitarsi per porre fine al catastrofico corso delle cose che la borghesia imperialista impone all’umanità!

Sono gli uomini che fanno la loro storia e oggi, applicando la concezione comunista del mondo, il marxismo-leninismo-maoismo, sono in grado di farla consapevolmente. Invece fin che dominano gli esponenti del modo capitalista di produzione la grande conoscenza e padronanza della natura che gli uomini hanno raggiunto si trasformano in una sciagura.

Due sono le direttive in cui oggi si riassumono i compiti dei comunisti: 1. consolidare e rafforzare il partito comunista basato sulla più avanzata comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e 2. praticare la più ampia unità nella mobilitazione delle masse popolari per porre fine al catastrofico dominio della borghesia imperialista sull’umanità e sulla Terra.

All’insegna dell’unità d’azione facciamo nostre e diffondiamo le parole con le quali uno dei maggiori esponenti di Potere al Popolo denuncia la responsabilità della borghesia imperialista nella sciagura della Marmolada e chiama alla mobilitazione per porre fine al capitalismo.

 

La rivoluzione socialista è possibile e necessaria!

I tempi dipendono principalmente da noi comunisti: dalla nostra assimilazione del marxismo-leninismo-maoismo e dalla nostra capacità di applicarlo concretamente in ogni situazione tenendo conto delle sue particolarità!

Il partito comunista è il fattore decisivo della vittoria!

Apprendere, assimilare, applicare la concezione comunista del mondo!

Costituire clandestinamente Comitati del Partito comunista in ogni azienda e in ogni centro abitato!

Fare di ogni lotta una scuola di comunismo!

Sta a noi comunisti diventare promotori della guerra popolare rivoluzionaria e contrapporla alla guerra di sterminio non dichiarata

che la borghesia e il clero conducono contro le masse popolari

in ogni angolo del mondo, fino a instaurare il socialismo!

Ma in cosa consiste il socialismo che noi vogliamo instaurare? Tre sono le sue caratteristiche principali:

1. la direzione politica del paese è nelle mani degli organismi operai e popolari, cioè delle masse popolari organizzate;

2. l’apparato produttivo è un’istituzione pubblica che svolge attività pianificate per soddisfare i bisogni della popolazione residente e delle sue relazioni di solidarietà, collaborazione e scambio con altri paesi;

3. la principale tra le tre, tutte le risorse del paese sono dedicate ad accrescere la partecipazione della popolazione alle attività specificamente umane dalle quali le classi dominanti hanno da sempre escluso la massa degli esseri umani e li escludono ancora oggi benché la produttività del lavoro sia cresciuta tanto che, se l’attività economica non fosse ancora dominata dai capitalisti, per produrre le condizioni materiali dell’esistenza basterebbe che l’intera popolazione dedicasse al lavoro una parte trascurabile del proprio tempo e della propria energia.

Il socialismo è la fase della creazione di un’umanità nuova, quale non è ancora mai esistita proprio perché la grande maggioranza degli esseri umani doveva dedicare tempo ed energie a produrre le condizioni materiali dell’esistenza e per di più i membri delle classi dominanti da sempre, come ancora oggi, si appropriavano di gran parte di quelle che i lavoratori producevano.

Comunicato CC 16/2022 – 6 luglio 2022

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

nPCI

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