Fulvio Grimaldi: “Stato di polizia in dirittura finale”

Fulvio Grimaldi – 03/11/2022

MONDOCANE: STATO DI POLIZIA IN DIRITTURA FINALE (fulviogrimaldi.blogspot.com)

 

Visione TV

Francesco Capo conduce un forum sulla misura del governo Meloni presuntamente contro i Rave.

Partecipano: il giornalista Fulvio Grimaldi, il Prof. Daniele Trabucco, la Dr. Lina Manuali.

Dove si illustra in termini giuridici e politici, anche alla mano di corsi e ricorsi storici, quali intenzioni, quali obiettivi, si nascondano dietro al decreto Piantedosi-Torquemada. Decreto di regime che, sulla falsariga del Codice Antimafia e contro gli attentati allo Stato del 2011, prende a ridicolo pretesto innocui e inermi partecipanti al Rave Party di Modena, per sancire punizioni di invasioni di terreni, luoghi, scuole, fabbriche, strade, piazze, con pene fino a 6 anni e 10.000 euro. Pene superiori a quelle per omicidio colposo. Che sarebbe quello commesso dai responsabili delle stragi da amianto.

La morsa dello Stato di Polizia si stringe ora anche sui giovani, allo stesso modo e con metodiche analoghe dei decenni passati del terrorismo della manovalanza fascista e mafiosa, sotto il controllo dei servizi segreti, mandante lo Stato e i suoi padrini atlantici.

La militarizzazione, per via sanitaria, bellica, climatica, non lascia scoperto nessun frammento della società.

La risposta necessaria.

Vogliamo parlarne?

 

Ma quello che hanno messo nel 434-bis del Codice Penale, non era già scritto pari pari nel 633, solo con pene meno naziste?

Chi minaccia più lo Stato, 2000 hippy in un capannone a sballarsi e ad ascoltare musica, o 3000 in camicia nera che, commettendo reato, marciano per Predappio celebrando il golpe della Marcia su Roma? O, ancora, quei branchi di tifosi dell’Inter che, per onorare la morte di una capo-tifoso delinquente, cacciano dallo stadio, a spintoni, pugni e calci centinaia di spettatori e famiglie pacifici’

A chi di questi la mazzata di 10.000 euro e sei anni di galera, più le intercettazioni degli organizzatori (chi li conosce?)

E se sono 51 a festeggiare il compleanno sul prato o sulla spiaggia? O se più di 50 tra sposi e convitati invadono i sagrato? E se 51 fanno picchetto davanti ai cancelli della fabbrica?  E se qualcuno suona bene la chitarra nel metrò e si mettono ad ascoltare 51 passanti? E se i cinofili nella Valle dei cani di Villa Borghese superano i 50?

Chi devasta più viventi e territorio, 2000 hippy in un capannone abbandonato, con i decibel chiusi tra quattro mura, o il  Lorenzo Cherubini del Jova Beach Party, con circa 40 concerti e milioni di decibel all’aperto, le ruspe che spianano tutto e 600.000 persone sulle ultime spiagge integre italiane, dove crescono piante rare, le dune difendono dall’erosione e nidificano uccelli e tartarughe?

Dove ci si sballa e droga di più, in due giorni nel capannone o ogni fine settimana nelle migliaia di discoteche del paese? Nel primo la festa è gratis, nelle seconde il business si paga e si fa profitto.

Chi si ricorda che una misura analoga al decreto d’urgenza(!) meloniano, anti-giovani e anti-libertà di manifestazione su territori, scuole, fabbriche, piazze, fu presa nel 1975, in piena strategia della tensione e delle stragi di Stato, dal ministro della Giustizia, Oronzo Reale? Permise il fermo di polizia, la carcerazione preventiva e le armi da fuoco contro i manifestanti.

Chi si ricorda che tra il 1975 e il 1989 le Forze dell’Ordine ammazzarono 254 persone e ne ferirono gravemente 371, nel 90% dei casi disarmate. I feriti furono molti di più, ma non si presentarono negli ospedali per non essere arrestati e malmenati.

Chi si ricorda che, di conseguenza, nel 1977, maggio, durante una manifestazione contro l’abolizione del divorzio, i “Falchi” del ministro degli Interni Cossiga (agenti travestiti da dimostranti con licenza di sparare) spararono e uccisero? Io mi trovavo a Ponte Garibaldi, Trastevere, riecheggiarono spari dall’altra parte e, accanto a me, fu colpita a morte Giorgiana Masi, studentessa, 16 anni. Senza neppure aver guardato, o sollevato un sasso, ma essendo direttore di un quotidiano sgradito alla legge Reale, venni colpito da un candelotto al ginocchio. Un medico amico, il papà della mia collega Ilaria Alpi, mi consigliò di evitare pronti soccorsi e starmene al largo. Rimasi un anno nello Yemen.

Chi ha capito che siamo alle solite, quando un regime, in difficoltà per la rabbia dei sudditi, cessa di agire da mediatore di interessi contrapporti e di assicurare la convivenza civile e adopera strumenti repressivi, dalle stragi ai terroristi, alle leggi di polizia,  per garantire la propria sopravvivenza?

Chi ha capito che per assicurare a sé e ai propri figli, al mondo vivente, un presente e un futuro giusto, tocca organizzarsi?

Siamo, dopo 4 anni, al 4° Stato di Polizia. Io sto con Italia Sovrana e Popolare.

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