Fulvio Grimaldi: “Dall’informazione al lobbismo, alla spazzatura. Dal mondo unipolare a quello multipolare”

Intervista di 9MQ Web Tv a Fulvio Grimaldi – 14/11/2022

 

In occasione del convegno della Casa Editrice Nexus, dalla variopinta partecipazione, una valida e coraggiosa tv locale, “9MQ”, mi ha dato l’occasione e, grazie anche a stimolanti domande, mi ha consentito, di dire la mia sul sistema cosiddetto dell’informazione. Un sistema che ha subito un rapido processo di trasformazione-corruzione-degrado a tutti i livelli: integrità, onestà, deontologia, etica, conoscenza, coscienza, lessico, professionalità in tutti i suoi aspetti, dignità e, dunque, del suo prestigio e della sua credibilità.

Che questa credibilità si sia ridotta a qualcosa poco al di sopra dello zero è dimostrato dalla fuga di lettori e spettatori, in particolare da trasmissioni e pubblicazioni che vantano di essere prestigiose rappresentanti dell’informazione.

Non di informazione si tratta, se non nei casi dei media online, o che, in virtù di grandi sforzi e dell’impegno di autori e sostenitori sono riusciti ad arrivare, come Byoblu, sul digitale terrestre (canale 262). A fatica, l’informazione mainstream arriverebbe alla designazione, pur solo tecnica, di “comunicazione”, se anche questo non fosse troppo onore per quanto ci viene somministrato dai mainstream, cioè dalla stampa detta generalista, con lo stesso grado di buonafede che si deve assegnare a Pfizer e ai suoi sicari.

Nell’era del dominio della borghesia capitalista, la stampa non è mai stata integra e interamente devota alla sua missione di mettere il pubblico in rapporto con una realtà, possibilmente non troppo travisata dalle opinioni personali del redattore e dagli interessi dell’editore. Ma quanto è capitato al sistema e alla categoria che lo sostiene negli ultimi trent’anni, non ha l’eguale neanche nei periodi che si definiscono i più bui del secolo scorso. Si noti che questa mutazione genetica è andata di pari passo con la forsennata militarizzazione della parte nord-occidentale del pianeta, a partire dall’assalto alla Jugoslavia, e a essa è intimamente intrecciata

Lo strumento per trasformare presunzioni, o apparenze, di informazione, garantite da minuscoli crostini di opinione “altra” galleggianti nel brodo della mistificazione-manipolazione-occultamento, in brutale lobbismo, tifo, propaganda senza remore, nè scrupoli, è stata la concentrazione delle testate. Da alcune decine, definite autorevoli, nel nostro paese, si è passati a un’oligarchia di due o tre potenze editoriali (Elkann, De Benedetti, Cairo). Tutte, peraltro, sotto il tacco dei grandi fondi di investimento sovranazionali, con in testa Blackrock.

Negli USA uno studio ha dimostrato come da circa 150 fonti autorevoli di informazione, ci si sia ridotti a non più di sei, sette. Con, ovviamente, al seguito conforme e omologo, il mercenariato delle pubblicazioni ed emittenti minori (vedi da noi Repubblica-GEDI), cui è permesso di sopravvivere nella misura in cui la loro conformità ai grandi e sintonia con i poteri gli garantisce il cruciale sussidio degli inserzionisti.

Che vi siano le nuove emittenti online, come quella dell’Emilia Romagna che mi ha dato l’occasione di dire queste cose, o le più affermate a livello nazionale Visione TV, Byoblu, Comedonchisciotte, 100giorni da leone, Orizzonte degli eventi e tante altre sul territorio, è l’antidoto salvavita per il nostro rapporto con la “realtà effettuale”, come la chiamava Machiavelli. Sosteniamole. Ne va della verità.

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