Coronavirus. Campidoglio, ampliata accoglienza H24 per persone senza fissa dimora

Più pasti a domicilio, nelle mense sociali al via pranzo ‘al sacco’

Nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del nuovo Coronavirus Covid-19, l’Amministrazione Capitolina ha ampliato l’accoglienza H24 per persone senza fissa dimora nelle strutture del Piano Freddo.

I centri attualmente in regime di H15 passeranno infatti al regime completo di H24, permettendo così a 240 ospiti di rimanere all’interno delle strutture per l’intero arco della giornata e contenere gli spostamenti. I nuovi inserimenti saranno preceduti da uno screening specifico per la verifica dello stato di salute dei singoli ospiti.

È stato parallelamente rafforzato il servizio di distribuzione dei pasti a domicilio, che passeranno da 600 a 800 al giorno. Alle mense sociali, che servono circa 40 mila pasti al mese, è stata data disposizione di prendere tutti gli accorgimenti necessari affinché sia rispettata la distanza minima di sicurezza tra le persone, insieme alle altre misure di prevenzione raccomandate, anche trasformando una parte consistente dei pasti in pranzi e cene ‘al sacco’.

L’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì sta passando al vaglio insieme agli uffici capitolini tutte le possibilità in campo per ampliare ulteriormente l’accoglienza ed efficientare i servizi. Per le nuove misure da attivare in questa fase l’assessora ha previsto di destinare ulteriori risorse economiche che si andranno ad aggiungere ai 15 milioni di euro già investiti annualmente nel servizio di accoglienza per adulti e madri con bambini, mense sociali, pasti a domicilio, emergenze climatiche con il Piano Freddo e il Piano Caldo, barbonismo domestico e Sala Operativa Sociale capitolina.

L’Amministrazione sta verificando la disponibilità degli enti gestori per ampliare ulteriormente i posti del Piano Freddo, così come per utilizzare per l’accoglienza le strutture dei servizi del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati oggi dismessi. A tutti i Municipi che hanno ricevuto i fondi capitolini per aprire strutture per il Piano Freddo sul territorio è stata inviata la richiesta di ampliare anche i propri posti H15 fino al regime completo di H24.

La situazione è costantemente monitorata dal Centro Operativo Comunale che riunisce i vertici di Protezione Civile, Ragioneria, Risorse Umane, Polizia Locale, Politiche Sociali, Simu, Sviluppo Economico e Attività Produttive, Mobilità e Trasporti, Servizi Educativi e Scolastici, Ambiente, Atac, Ama e Acea.

“Ringrazio i dipendenti capitolini e tutti gli operatori e i volontari che in questo momento delicato stanno contribuendo all’accoglienza e alla distribuzione dei pasti per i più fragili mettendo in campo tutte le misure di prevenzione raccomandate. Roma ne è orgogliosa”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“Stiamo vagliando con gli uffici ogni possibile soluzione per sostenere con ancora maggiore forza le persone più fragili sul nostro territorio, aumentando i posti dell’accoglienza e contenendo il più possibile gli spostamenti. Ringrazio profondamente i dipendenti di questa Amministrazione, che in questa fase confermano un impegno importante al servizio dei cittadini, insieme a tutti gli enti gestori, gli operatori e i volontari dei servizi di accoglienza e distribuzione pasti finanziati da Roma Capitale. Dobbiamo lavorare uniti per superare questo momento delicato”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

Roma, 16 marzo 2020

 

L’inverno di Progetto Arca a fianco dei senzatetto, numero solidale 45582

Fino al 9 febbraio 2020: numero solidale 45582  

L’inverno di Progetto Arca a fianco dei senzatetto:

anche a Roma più monitoraggio e più assistenza a chi vive in strada

 

Potenziamento delle Unità di Strada che soccorrono le persone fragili ed emarginate che non hanno un riparo durante l’inverno e aumento del numero di pasti preparati e distribuiti per far fronte alle situazioni di grande emergenza: sono i due obiettivi che Fondazione Progetto Arca vuole raggiungere con la campagna “Si muore di freddo, non essere freddo” a sostegno delle persone senza dimora: fino al 9 febbraio 2020 è possibile per tutti contribuire con un sms o una telefonata da fisso al numero solidale 45582.

Progetto Arca – onlus che da oltre 25 anni porta aiuto concreto alle persone in stato di povertà ed emarginazione in diverse città italiane tra cui Roma, Milano e Napoli – affronta questo inverno puntando a migliorare e intensificare la sua presenza a fianco delle persone senza dimora man mano che le temperature scendono.

In particolare i volontari organizzati e coordinati nelle numerose Unità di Strada proseguono incessanti nella loro attività di distribuzione di tè caldo e cibo, coperte e indumenti caldi, che diventano un primo aiuto per coloro che dimorano in strada. Insieme, offrono conforto e indicazioni utili per dormire al riparo a chiunque incontrino in difficoltà: un aiuto importante anche per tenere costantemente monitorata la situazione in strada.

 

Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca, fa un appello per affrontare il freddo inverno e in particolare nel periodo dal 19 gennaio al 9 febbraio: “Grazie di cuore a chi osserverà la strada segnalandoci le persone in difficoltà che possono aver bisogno del nostro intervento; grazie a chi si interesserà ai nostri servizi di assistenza e di accoglienza, magari con l’idea di entrare a far parte della bella squadra di nostri volontari; e grazie a chi vorrà sostenere le nostre attività invernali dedicate alle persone senza dimora inviando un sms al 45582: un piccolo gesto che per noi significa molto”.

www.progettoarca.org

Fondazione Progetto Arca onlus nasce 25 anni fa a Milano per portare un aiuto concreto a coloro che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono persone senza dimora, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, rifugiati e richiedenti asilo. Con i suoi operatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero personale e di reinserimento sociale, abitativo e lavorativo. Nel 2018 Progetto Arca ha assistito più di 15.000 persone fragili nei suoi servizi, accolte nei centri di accoglienza aperti H24 o coinvolte nel progetto di housing sociale, che offre in particolare alle famiglie indigenti una soluzione abitativa temporanea con l’accompagnamento di un’equipe specializzata nel percorso di ripresa. Nell’ultimo anno il 34% delle persone accolte nel servizio di housing è stato dimesso poiché ha raggiunto l’autonomia.

progettoarca.org