EPBD, dal Governo ci sia un corretto recepimento nei modi, nei tempi e nei contenuti

Direttiva UE sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD): le Associazioni Kyoto Club, Legambiente e Renovate Italy chiedono al Governo un corretto recepimento nei modi, nei tempi e nei contenuti

È stata resa pubblica la bozza del recepimento in Italia della Direttiva 2018/844 che modifica ed integra la Direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD). Sul recepimento si esprimono le Associazioni Kyoto Club, Legambiente e Renovate Italy in una lettera al Governo in cui sottolineano come il nostro Paese debba fare scelte coraggiose senza bisogno di decisioni dilatorie. Chiedono perciò che il recepimento avvenga correttamente nei contenuti (adeguatamente al testo della Direttiva), nei modi (tramite convocazione degli stakeholder, alla quale saremo felici di portare i nostri contributi) e nei tempi (almeno entro la fine del presente anno).

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Questo recepimento è un passaggio fondamentale, soprattutto per quella che è la novità principale di tale direttiva, l’approvazione di una strategia di ristrutturazione a lungo termine (per la quale viene creato apposito articolo 2 bis nell’EPBD). Tale strategia sarà lo strumento che orienterà le azioni e le politiche in tema di ristrutturazione edilizia fino al 2050. La direttiva prevede, infatti, che l’intero stock edilizio debba essere riqualificato, de-carbonizzato e trasformato in NZEB (ovvero edifici a consumo energetico quasi nullo).

Kyoto Club, Legambiente e Renovate Italy oggi, 18 febbraio 2020, hanno inviato una lettera indirizzata a: Stefano Patuanelli, Ministro dello sviluppo economico, Alessandro Manuel Benvenuto, Presidente dell’8° Commissione della Camera (Ambiente, territorio e lavori pubblici), Barbara Saltamartini, Presidente della 10° Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), gianni pietro Girotto, Presidente della 10° Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo), Vilma Moronese, Presidente della 13° Commissione del Senato (Territorio, ambiente, beni ambientali).

Nella lettera le Associazioni scrivono “abbiamo letto la bozza di recepimento con grandi aspettative, che però, alla lettura dell’articolo 5, si sono trasformate in delusione”.

“Tale articolo è quasi completamente aderente al testo della direttiva, tranne che per alcuni passaggi fondamentali. – si legge ancora nella lettera – In particolare la bozza prevede che la prima versione della strategia conterrà (cfr. art. 5.1.d)) “proposte di politiche e azioni volte a stimolare le ristrutturazioni importanti” e (cfr. art. 5.1.e)) “la proposta di politiche e azioni rivolte ad accelerare la qualificazione energetica degli edifici pubblici” mentre (cfr. art. 5, comma 4) solo nelle versioni successive saranno riportati ‘i dettagli relativi all’attuazione della strategia stessa, ivi comprese le politiche e le azioni in essa previste’. Riteniamo che ciò sia un errore: senza le politiche e le azioni che verranno messe in campo, la strategia si limita ad essere un documento di indirizzo che contiene mere ipotesi”.

Infine, si legge “abbiamo riscontrato un approccio simile anche in merito ad altre decisioni che il nostro Paese deve prendere per rispondere alla sfida della nuova EPBD. Questa infatti recita (cfr. art. 7.5) ‘gli Stati membri … prendono in considerazione le questioni del benessere termo-igrometrico degli ambienti interni, della sicurezza in caso di incendi e dei rischi connessi all’intensa attività sismica’. La bozza di recepimento invece recita che (cfr. art. 5.1.f)) la strategia di ristrutturazione a lungo termine conterrà ‘un’analisi della possibile integrazione degli interventi di efficientamento energetico degli edifici con gli interventi per la riduzione del rischio sismico e di incendio, volta ad ottimizzare la sicurezza, i costi di investimento e la durata degli edifici’.

Per il recepimento tanto dell’art. 2 bis, quanto dell’art. 7.5 dell’EPBD, riteniamo che il nostro paese non abbia bisogno di decisioni dilatorie ma di scelte coraggiose e pertanto chiediamo che il recepimento avvenga correttamente, nei contenuti (aderentemente al testo della Direttiva), nei modi (tramite convocazione degli stakeholder, alla quale saremo felici di portare i nostri contributi) e nei tempi (almeno entro la fine del presente anno).”.

Comunicato stampa
Roma, 18 febbraio 2020   

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Ufficio stampa e Comunicazione
www.kyotoclub.org

 

Inquinamento e biomasse legnose, lettera aperta al sindaco di Frosinone

Inquinamento e biomasse legnose: una lettera aperta al sindaco di Frosinone per fare chiarezza sul problema e individuare le soluzioni 

Ad inviarla è “Italia che rinnova”, che riunisce associazione ambientaliste, enti locali e associazioni di settore

 

Una lettera aperta al sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, per fare chiarezza sulle cause dell’inquinamento e contribuire a trovare le soluzioni. A scriverla sono le realtà che aderiscono alla campagna di informazione L’Italia che rinnova, un progetto di informazione e valorizzazione dell’“energia che nasce dal legno” promossa, tra gli altri, da Legambiente, Kyoto Club, UNCEM (Unione comuni di montagna), AIEL (Associazione Energie Agroforestali).

La lettera, inviata anche all’assessore della Regione Lazio, Enrica Onorati, e al presidente della provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, aiuta a capire, numeri alla mano, la realtà del riscaldamento legna e pellet, ricordando che le biomasse legnose sono fondamentali nella tutela dell’ambiente in quanto rappresentano la prima energia rinnovabile del nostro Paese, come evidenziato nel recente report statistico redatto e pubblicato dal GSE, senza la quale non avremo raggiunto gli obiettivi europei di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Malgrado il miglioramento progressivo della qualità dell’aria nell’arco degli ultimi anni – si legge nel testo – il contributo alle emissioni prodotte dal traffico, dal trasporto merci e dai veicoli leggeri associato a quello generato dal riscaldamento a legna e pellet, rappresenta una oggettiva criticità che va affrontata in modo serio ed efficace. A tale riguardo le informazioni corrette possono contribuire ad abbassare i livelli di PM10. I dati ufficiali, aggiornati proprio a questi ultimi giorni, hanno messo in evidenza la complessità della questione. Ad esempio, “nell’attuale dibattito sull’apporto di emissioni di particolato dei diversi settori, siano essi quelli del trasporto, delle attività industriali, agricole o del riscaldamento, in pochi hanno fatto una distinzione tra particolato primario e quello secondario, cioè quello che si genera dalle componenti gassose emesse in atmosfera e che si trasformano successivamente in componenti solide che a loro volta ricadono a terra. Questo particolato secondario, al quale contribuisce anche la combustione di metano, rappresenta ben il 70% di tutte le polveri presenti nell’aria”.

Rispetto al quadro complessivo, talvolta raccontato superficialmente, “questi elementi ufficiali restituiscono una situazione sensibilmente diversa, nella quale la somma delle emissioni di particolato primario e secondario derivanti dal trasporto merci su strada e dei veicoli leggeri raggiunge il 34% del totale, il 19% è generato dalle attività agricole e dagli allevamenti, il 17% dal riscaldamento a biomasse, il 16% dall’industria”.

Se è vero che la combustione di biomasse legnose costituisce una componente non trascurabile delle emissioni di polveri sottili, è anche vero che ridurne in modo significativo il contributo è possibile ed è doveroso. Oggi, infatti, è possibile riscaldarsi con legna e pellet in sicurezza, nel rispetto dell’ambiente e della qualità dell’aria seguendo una serie di regole: la sostituzione dei generatori obsoleti o dei camini aperti con quelli certificati con almeno 4 stelle in base ad ariaPulitaTM attraverso il Conto Termico, incentivo che copre fino al 65% della spesa che viene rimborsata direttamente sul conto corrente in pochi mesi; utilizzare combustibili legnosi certificati di qualità; manutenzione del proprio generatore e della canna fumaria affidata a personale specializzato; conoscenza delle buone prassi d’uso del proprio generatore da parte degli utenti.

Viene infine evidenziato il fatto che, “se da un lato il riscaldamento a metano o GPL genera emissioni di particolato primario quasi a zero, questa non può essere considerata una soluzione dato che i combustibili fossili sono i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria, perché emettono uno dei principali gas climalteranti come la CO2. Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg, il metano 250 kg, il pellet solo 29 kg, la legna da ardere 25 kg”.

In conclusione, per migliorare la qualità dell’aria viene sottolineata l’utilità che vengano attivate specifiche misure anche nel settore del riscaldamento a biomasse. I diversi soggetti che hanno aderito alla campagna L’Italia che Rinnova esprimono la massima disponibilità a collaborare affinché, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, venga veicolata una corretta informazione che promuova l’innovazione tecnologica le buone pratiche d’uso.

L’Italia che rinnova

Roma, 3 febbraio 2020

 

Al via i seminari online sull’azione dell’UE per la tutela ambientale e climatica

Le associazioni partner del progetto Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development (SCSD-SD) organizzano un ciclo di 10 webinar gratuiti dedicati al quadro normativo comunitario in materia di giustizia climatica e alle buone pratiche legate alla sostenibilità ambientale.

Cosa prevede la Direttiva europea sull’efficienza energetica? E quali sono le strategie Ue per le energie rinnovabili? E ancora, quali sono gli obiettivi previsti per la riduzione delle emissioni?

Per rispondere a tutte queste domande, a partire da martedì 21 gennaio 2020, Kyoto Club (Italia) e Environmental Energy Association (Turchia), le due associazioni partner del progetto Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development, organizzano un ciclo di 10 webinar – ciascuno sarà replicato due volte – dedicati al quadro normativo comunitario in materia di sostenibilità ambientale e alle buone pratiche giustizia climatica. Obiettivo principale del ciclo di seminari online è quello di sensibilizzare la platea sull’azione dell’Unione europea per la tutela ambientale e sull’impegno nella diminuzione delle emissioni.

Rinnovabili, efficienza energetica, tutela della biodiversità, azione climatica, economia circolare, rigenerazione urbana: a trattare queste tematiche saranno ricercatori, esponenti del mondo associativo ed esperti del settore.

I seminari sono rivolti al pubblico turco e a quello italiano, e si terranno in lingua inglese.

Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (UE) nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V, che supporta iniziative dedicate allo scambio di conoscenza ed esperienze su temi di interesse comuni alla società civile turca e UE. Scopo dell’azione è quello di aumentare gli scambi bilaterali e la cooperazione a lungo termine tra Turchia e Italia nel settore ambientale, promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’importanza e i benefici dello sviluppo sostenibile e diffondere le buone pratiche rispettose del clima e dell’ambiente.


Comunicato stampa
Roma, 20 gennaio 2020
www.kyotoclub.org