“Il Governo contro la Toscana, ma si dimentica della Lombardia”

Le associazioni ambientaliste: “Atteggiamento sconcertante e legalità calpestata.” Al vaglio degli uffici giuridici tutte le iniziative possibili.

 

Comunicato stampa
12.11.2009

CACCIA: IL GOVERNO CONTRO LA TOSCANA MA SI DIMENTICA DELLA LOMBARDIA.
Le associazioni ambientaliste: “Atteggiamento sconcertante e legalità calpestata.”
Al vaglio degli uffici giuridici tutte le iniziative possibili.

“Come può accadere che il Consiglio dei Ministri, che giustamente decide di impugnare la legge Toscana 53/2009, si dimentichi nella stessa seduta della gravissima legge 21 della Lombardia, che autorizza la caccia in deroga a varie specie di uccelli non cacciabili e che è un atto palesemente illegittimo?”.

Lo chiedono le associazioni ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, No alla Caccia, Associazione Vittime della Caccia, WWF Italia a conclusione dell’odierna seduta del Consiglio dei Ministri, sostanzialmente l’ultima prima della scadenza dei termini per l’impugnazione della legge in Corte Costituzionale.

“Quello assunto oggi dal Governo è un atteggiamento che ha dello sconcertante, a fronte non solo delle procedure di infrazione contro l’Italia e la stessa regione Lombardia, ormai prossime a condanna, ma anche e soprattutto considerando la netta violazione costituzionale rappresentata dalla legge lombarda.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 250 del 2008, ha infatti sancito che “sono costituzionalmente illegittime le previsioni regionali che consentono di approvare mediante legge i prelievi in deroga”. Una pronuncia chiara, cristallina e peraltro riferita proprio ad una legge sulle deroghe della regione Lombardia, che di per sé avrebbe dovuto sconsigliare la regione dall’emanare una nuova legge e che avrebbe dovuto provocare l’immediata impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri.

Ma, per motivazioni assolutamente inspiegabili, ciò non è avvenuto, sebbene la richiesta di impugnazione della legge sia stata portata in Consiglio dei Ministri, il Governo ha scelto di non discuterla, lasciando così colpevolmente, come già avvenne lo scorso anno, che i termini per l’impugnazione andassero in scadenza.

Si consuma così un nuovo atto di questa sorta di via crucis della legalità rappresentata dalla legge 21 della Lombardia, che ha visto, nell’ordine, il presidente Formigoni tradire i suoi stessi impegni (“Mai più leggi sulle deroghe”), il Consiglio regionale emanare la nuova legge (“Tanto il Governo non la impugna”) e infine il Governo “dimenticare” l’impugnazione.

La conseguenza immediata è che le regole più alte, quelle della Costituzione e della coerenza al diritto comunitario, sono state sospese per via dei cacciatori di fringuelli e dei loro interessi, di parte e illegittimi.

Tuttavia, è una storia che non si esaurisce qui: chiederemo al Governo, in tutte le forme che la legge ci consente, le ragioni di questa gravissima “dimenticanza” amministrativa e già da subito valuteremo ogni possibile iniziativa per ripristinare, su questa e su analoghe vicende, uno stato di diritto e di legalità.

 

 

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