Usa: necessario trovare una soluzione per il futuro dei detenuti di Guantanamo

Il governo statunitense deve raddoppiare gli sforzi per trovare una soluzione al futuro dei detenuti ancora trattenuti presso il centro militare di detenzione di Guantánamo Bay, Cuba.

 

Lo ha dichiarato Amnesty International dopo che il presidente Barack Obama ha riconosciuto che la
sua amministrazione non rispettera’ la scadenza da lui preventivata per la
chiusura del centro.

‘Negli ultimi mesi, le autorita’ statunitensi hanno permesso che la
questione di Guantánamo divenisse una partita politica e che la politica
della paura avesse la meglio sui diritti umani’ – ha affermato Susan Lee,
direttrice del Programma Americhe di Amnesty International.

‘Come avrebbe dovuto fare sin dal primo giorno, ora il governo deve
trovare una soluzione per queste detenzioni, sottoponendo i prigionieri a
un processo equo o rilasciandoli immediatamente’ – ha aggiunto Susan Lee.

Il 22 gennaio 2009, il presidente Obama ha firmato un ordine esecutivo,
impegnando la sua amministrazione a risolvere i casi dei detenuti di
Guantánamo ‘il prima possibile’ e a chiudere il centro di detenzione ‘non
piu’ tardi di un anno dalla data di questo ordine’.

Nel suo commento di ieri, il presidente Obama non avrebbe fissato una
nuova data esatta per la chiusura del centro, dichiarando di aver
anticipato che sarebbe stata realizzata entro l’anno successivo e
aggiungendo che sarebbe ‘dipesa dalla collaborazione del Congresso’.

Le speranze di porre fine alle detenzioni a Guantánamo quest’anno si sono
affievolite negli ultimi mesi, quando i membri del Congresso hanno cercato
di bloccare la chiusura del centro e l’amministrazione e’ stata lenta nel
formulare le accuse contro i prigionieri.

Al tempo stesso, gli sforzi diplomatici per cercare una soluzione per i
detenuti che non possono fare ritorno ai loro paesi di origine, perche’ a
rischio di violazioni dei diritti umani, sono stati indeboliti dal rifiuto
delle autorita’ statunitensi di rilasciare anche un solo detenuto sul
territorio degli Usa.

Amnesty International chiede da tempo che i detenuti di Guantánamo siano
sottoposti a processo in un tribunale indipendente e imparziale, non una
commissione militare, oppure rilasciati immediatamente.

L’organizzazione per i diritti umani ha inoltre ripetutamente chiesto agli
Usa di non ricorrere alla pena di morte in nessun caso.

Da quando il presidente Obama si e’ insediato, 26 detenuti sono stati
trasferiti da Guantánamo mentre altri 215 sono ancora nel centro.

Un detenuto e’ stato trasferito per essere sottoposto a processo presso un
tribunale federale di New York e l’amministrazione ha annunciato che
questo avverra’ per altri cinque prigionieri; con molta probabilita’ sara’
chiesta per loro la pena di morte.

Il ministro della Giustizia statunitense ha anche detto che
l’amministrazione ha deciso di rinviare altri cinque casi al Pentagono,
affinche’ siano processati da una commissione militare.

Nel suo ordine del 22 gennaio, che chiedeva all’amministrazione
statunitense di assicurare ‘un’immediata e appropriata’ risoluzione di
ogni caso e di chiudere il centro di Guantánamo entro un anno, il
presidente Obama aveva richiamato l’attenzione sulle ‘significative
preoccupazioni sollevate da queste detenzioni, sia negli Usa sia a livello
internazionale’.

‘Queste preoccupazioni permangono e saranno rafforzate dalle dichiarazioni
rilasciate da Obama ieri’ – ha concluso Susan Lee.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 19 novembre 2009

 

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