“No al cemento, sì al Parco Somaini al Casilino Centocelle”

2.000.000 di metri cubi mettono a rischio cemento il VI Municipio: l’urbanistica torna al 1974, con una memoria DI giunta si vorrebbero triplicare le cubature, ma la dotazione di verde pubblico è  un terzo del minimo di legge.

LEGAMBIENTE LANCIA MOBILITAZIONE E RACCOLTA FIRME AD ALEMANNO.

No a due milioni di metri cubi di cemento al posto del verde del Parco Somaini e delle aree verdi del comprensorio Casilino Centocelle. Legambiente ha lanciato oggi la mobilitazione contro l’assurda previsione del Piano Particolareggiato Casilino, secondo la memoria approvata dalla Giunta comunale poche settimane fa.

Sono circa 143 gli ettari a rischio cementificazione, grazie ad una sentenza del TAR sulla base del solito ricorso, dei soliti costruttori, con la quale vengono ripristinate le previsioni urbanistiche della variante al PRG del 1974, ossia circa due milioni cubi, con indice edificatorio pari a 1,30 metri cubi/metri quadri. Un vero e proprio ritorno al passato.

“No al cemento nelle sole aree libere del quartiere Casilino Centocelle, in uno dei Municipi più densamente popolati di Roma -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel piano regolatore il sesto Municipio è già sotto standard per il verde pubblico ed i servizi locali, visto che ogni cittadino dispone solo di 3,60 metri quadri di verde e non di 9,60 metri quadri come previsto invece dalla legge. La gran parte del Municipio è, inoltre, classificata quale periferia consolidata, dove bisogna fare non nuovi metri ma piuttosto recupero, sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione e non certo due milioni di metri cubi in più. Non vale nemmeno l’argomentazione della Giunta secondo la quale l’arrivo della Metro C renderebbe compatibili nuovi carichi urbanistici, non è un caso infatti se il PRG vigente prevede intorno alle stazioni solo servizi locali e non nuove case. Legambiente lancia da oggi una raccolta di firme indirizzata al Sindaco Alemanno per sventare il rischio della definitiva cementificazione del sesto Municipio.”

La storia di queste cubatura è lunga e complessa, inserite tra le aree del vetusto SDO, ma era passata per diverse riduzioni del dimensionamento, con un importante vincolo archeologico “Ad Duas Lauros” esteso per circa 120 ettari del Parco Archeologico di Centocelle, ai quali occorre aggiungere 143 ettari del comprensorio Casilino. Sin dal 2003 il “Consorzio Centro Direzionale Casilino” presenta formale opposizione per ristabilire le previsioni edificatorie e nel 2006 il Tar del Lazio annulla la parte del vincolo suddetto, riguardante il Comprensorio Casilino. Nel 2009 in una memoria alla Giunta Comunale gli Assessori On. Corsini e On. Ghera prendono passivamente atto del pronunciamento del Tar del Lazio, proponendo per il “nuovo” Piano Particolareggiato del Comprensorio un indice edificatorio pari a 1,30 mc/mq: il che, più o meno significano 2.000.000 metri cubi. Il precedente indice era, infatti, pari a 0,50 mc/mq. Ossia triplicano le cubature, invece di adeguare gli standard urbanistici per i cittadini del VI Municipio.

“Questo territorio è già saturo di automobili, ma anche dal punto di vista antropico, il quartiere è al limite della vivibilità -dichiara Luciano Ventura, del Circolo Legambiente Città Futura- Con la decisione del Tar, presa in seguito al ricorso presentato, legato a scelte affaristiche, si rischia di fare un vero e proprio scempio. Il parco rappresenta già oggi un luogo importante per gli abitanti ed è anche una risorsa se si vuole dare un ruolo all’agro romano nella città consolidata.”

Roma, 17 Dicembre 2009

Ufficio Stampa

Legambiente Lazio ONLUS

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