Bonino e Polverini: Legambiente chiede inserire “No al Nucleare” nei loro programmi

“Chiediamo ai candidati Governatori per la Regione Lazio di inserire il no al nucleare con chiarezza tra le priorità del programma che stanno costruendo”.

Montalto di Castro (Vt), la confluenza tra Nera e Tevere tra Magliano Sabina e Orte (Vt) e Borgo Sabotino (Lt): sono ben tre i luoghi a rischio per la possibile costruzione di una nuova centrale nucleare nel Lazio, secondo la mappa preparata dal CNEN (Comitato nazionale per l’energia nucleare) nel 1979 e rilanciata ieri da Ermete Realacci, durante un question time alla Camera dei Deputati.

 

“Chiediamo ai candidati Governatori per la Regione Lazio di inserire il no al nucleare con chiarezza tra le priorità del programma che stanno costruendo -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il nucleare non ha risolto i suoi problemi di sempre: diciamolo con chiarezza, non esistono garanzie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva; rimane il problema della contaminazione ordinaria, dovuto al rilascio di dosi di radioattività durante il normale funzionamento dell’impianto, a cui vengono esposti lavoratori e popolazione nelle vicinanze del sito; non esistono soluzioni al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, come dimostrano le 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo, tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo. Rilanciare il costosissimo nucleare significherebbe anche peraltro abbandonare la strada dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, viste le poche risorse disponibili, una scelta assurda. Legambiente ha già iniziato da tempo anche nel Lazio la mobilitazione con i cittadini contro il rischio nucleare, con iniziative sia a Montalto che a Borgo Sabotino dove siamo pronti a continuare la battaglia per portarla fino in fondo. Emma Bonino si è già espressa con chiarezza rispetto alla contrarietà all’atomo, mentre è per ora decisamente troppo generica l’affermazione di Renata Polverini secondo la quale va ‘tutto rivisto’ rispetto ai siti: attendiamo risposte definitive dalle coalizioni e chiediamo priorità per il no al nucleare nel programma.”

Così Legambiente rilancia anche nella nostra Regione il quesito “Una centrale nucleare nella mia regione, sì o no?” che l’associazione rivolge a tutti i canditati alle prossime elezioni regionali in Italia, ricordando che ben undici Regioni, tra le quali il Lazio, hanno già avanzato ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della norma varata dal governo che prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando inoltre i siti scelti.

Roma, 14 Gennaio 2010

Ufficio Stampa

Legambiente Lazio ONLUS

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