Emergenza casa, diisperazione a Roma

Questa mattina (07/03/2010, n.d.r.) alcune decine di famiglie hanno tentato di occupare la fabbrica dismessa dell’Ossidal in via di Tor Tre Teste. L’iniziativa generata dal bisogno disperata di avere un tetto sulla testa ha prodotto momenti di tensione con i carabinieri intervenuti sul luogo.

Rappresentanti dei movimenti per il diritto all’abitare, avvisati dell’accaduto e preoccupati anche per la vicinanza con l’occupazione “Metropoliz” in via Prenestina 913, sono intervenuti per verificare cosa stava avvenendo.

Dopo aver ascoltato anche la voce delle famiglie occupanti, hanno avviato una mediazione utile ad uscire dalla brutta situazione creatasi. Convinti che l’iniziativa presa dai nuclei occupanti derivi solo dalla drammatica situazione alloggiativa esistente a Roma e che le tensioni che si generano vanno risolte con risposte all’altezza dell’emergenza esistente, i movimenti hanno invitato gli uomini e le donne con i loro bambini, a desistere dall’iniziativa oramai compromessa.

Successivamente, la fabbrica è stata liberata dagli occupanti e molti di loro sono stati accolti nel percorso di lotta dei movimenti per il diritto all’abitare.

È chiaro che l’emergenza continuerà a produrre conflitti e giornate come questa, dentro una crisi profonda che genera disperazione e iniziative che travalicano l’attivismo degli stessi movimenti. Solo soluzioni vere con politiche abitative pubbliche autorevoli e decisive, possono produrre il salto di qualità che fino ad oggi non è dato vedere.

I movimenti intendono, dopo le mobilitazioni che hanno modificato il piano casa del comune, dare visibilità massima all’emergenza abitativa e proseguire a denunciare gli stabili abbandonati e non utilizzati.

Roma, 7 marzo 2010

Movimenti per il diritto all’abitare

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