“Le autorità italiane pongano fine agli sgomberi forzati dei rom”

Amnesty International ha chiesto alle autorita’ italiane di riesaminare un controverso piano abitativo che ha causato lo sgombero forzato di centinaia di rom.

‘Sogniamo tutte le notti che i nostri figli avranno una casa dove vivere,
cosi’ non li chiameranno ‘zingari’’
(Elpida, una rom macedone, madre di quattro figli, arrivata in Italia nel
1991 insieme al marito. Entrambi hanno il permesso di soggiorno)

Amnesty International ha chiesto alle autorita’ italiane di riesaminare un
controverso piano abitativo che ha causato lo sgombero forzato di
centinaia di rom e che spiana la strada allo sgombero di altre migliaia di
persone nei prossimi mesi.

In un nuovo documento, intitolato ‘La risposta sbagliata. Italia: il
‘Piano nomadi’ viola il diritto all’alloggio dei rom a Roma’, Amnesty
International sottolinea che tale programma, avviato nel luglio 2009,
viola i diritti umani di migliaia di rom.

Il piano prevede la distruzione di oltre 100 insediamenti rom nella
capitale e il trasferimento di circa 6000 persone in appena 13 campi,
ampliati o di nuova costruzione, situati nella periferia di Roma. Il piano
e’ destinato a lasciare senza alloggio oltre 1000 rom.

‘Queste misure devono essere riconsiderate urgentemente. Le famiglie rom
della capitale rischiano di perdere beni personali, contatti, accesso al
lavoro e servizi pubblici’ – ha dichiarato Ignacio Jovtis, esperto di
Amnesty International sull’Italia.

‘Vi e’ inoltre il rischio’ – ha sottolineato Jovtis – ‘che, se attuato,
questo piano possa essere preso a modello per eseguire sgomberi forzati in
altre regioni italiane. Uno sgombero effettuato senza consultazione
preventiva e senza l’offerta di un alloggio alternativo adeguato a tutte
le persone colpite e’ una violazione dei diritti umani’.

Negli ultimi mesi, centinaia di famiglie rom sono state sgomberate da
almeno cinque campi della capitale. Prima della chiusura di ‘Casilino
900’, uno dei piu’ grandi campi rom d’Europa, nel febbraio di quest’anno,
erano stati a lungo consultati alcuni leader del campo. Tuttavia, gli
standard internazionali sui diritti umani richiedono che vengano
consultate tutte le persone di cui e’ previsto lo sgombero.

Lo sgombero di ‘Casilino 700’, ufficialmente escluso dal ‘Piano nomadi’,
nel novembre 2009, e’ avvenuto senza alcuna consultazione preventiva e ha
lasciato centinaia di rom senza alloggio. I residenti di altri campi non
autorizzati rischiano la stessa sorte e cio’ solleva dubbi sull’effettiva
ampiezza del piano.

‘Molti rom vivono in baracche e roulotte prive delle condizioni igieniche
di base. La situazione attuale e’ il risultato di anni di mancata
attenzione, politiche inadeguate e discriminazione da parte di successive
amministrazioni. Il tentativo di affrontare questa eredita’ e’, in se’,
apprezzato e le condizioni di vita di molti rom miglioreranno. Tuttavia,
il piano e’ incompleto e rischia di rendere la situazione di molti altri
rom ancora peggiore. E’ la risposta sbagliata’ – ha aggiunto Jovtis.

Invece di offrire ai rom l’accesso a un alloggio adeguato, le autorita’ li
stanno allontanando trasferendoli in campi lontani. Questo aumenta
ulteriormente gli ostacoli e la discriminazione cui i rom vanno incontro
nella ricerca di un lavoro regolare che consentirebbe loro di accedere al
mercato immobiliare privato.

I rom che vivono nei campi sono di fatto esclusi dall’accesso alle case
popolari in quanto l’attuale sistema di graduatorie richiede l’esistenza
di uno sfratto da locazione privata.

Amnesty International ritiene che, nella sua formulazione attuale, il
‘Piano nomadi’ non rispetti gli obblighi dell’Italia di garantire che non
vi sia discriminazione nei confronti di gruppi specifici ne’ segregazione
in materia di alloggio.

‘Il piano e’ chiamato ‘Piano nomadi’. Ma la maggior parte dei rom che
saranno toccati non e’ affatto nomade. Etichettandoli e trattandoli come
nomadi, chi ha ideato il piano sta perpetuando gli stessi problemi che
sostiene di affrontare’ – ha precisato Jovtis.

Ulteriori informazioni

La maggior parte delle stime indipendenti colloca tra 12.000 e 15.000 il
numero dei rom che vivono a Roma e nei dintorni. Circa 3000 sono sinti
italiani, radicati da tempo nel paese. A partire dagli anni Sessanta,
molti rom sono arrivati dall’ex Jugoslavia. Molti di essi ora hanno il
permesso di soggiorno e figli che hanno cittadinanza italiana. Nell’ultimo
decennio, un significativo numero di rom e’ arrivato dai nuovi stati
membri dell’Unione europea, in particolare dalla Romania. Poche migliaia
di rom vivono in alloggi permanenti a Roma, mentre la maggior parte di
essi si trova in campi di vario tipo.
Negli ultimi anni, le autorita’ italiane hanno adottato una serie di
misure discriminatorie, che hanno contribuito alla stigmatizzazione dei
rom residenti nel paese. Gli sgomberi forzati sono diventati piu’
frequenti dopo la conclusione di accordi in materia di sicurezza tra il
governo centrale e le municipalita’, a seguito dei quali alcuni poteri
sono stati trasferiti dal ministero dell’Interno alle autorita’ locali.
Nell’ambito della sua campagna ‘Io pretendo dignita’’, Amnesty
International chiede ai governi di prendere tutte le misure necessarie,
compresa l’adozione di leggi e procedure in linea col diritto
internazionale dei diritti umani, per proibire e prevenire gli sgomberi
forzati.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 11 marzo 2010

 

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