“Contro la chiusura del centro per i rifugiatidell’ospedale Forlanini”

Contro la chiusura del centro per i rifugiati dell’ ospedale Forlanini: una considerazione e tre proposte

Grazie alla disponibilità dei locali posti a disposizione dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, il centro che da dicembre ospita i rifugiati afgani presso l’ospedale Forlanini rimarrà aperto (contrariamente a quanto affermato oggi da un quotidiano) fino al 20 aprile. Medici per i Diritti Umani (MEDU), insieme ad altre associazioni, continuerà a sostenere l’iniziativa mantenendo un presidio permanente con i propri volontari presso il centro di accoglienza. Si ricorda che dopo la chiusura del Piano Freddo (31 marzo) il centro continua a funzionare su base puramente volontaria e senza ricevere alcun sostegno economico, logistico e organizzativo da parte delle istituzioni.

MEDU rinnova il suo appello affinché il centro di accoglienza del Forlanini non venga chiuso e affinché le istituzioni competenti prendano in carico la struttura.
In questo senso, MEDU sottopone al Comune di Roma e alle altre istituzioni una considerazione e tre proposte:
1)       Civiltà dell’accoglienza. Si prenda atto che a Roma esiste da anni un grave problema di accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati afgani, molti dei quali sono obbligati a vivere per mesi sulla strada nei pressi della stazione Ostiense in condizioni disumane, privati, ancor prima che dei servizi più elementari, dei propri diritti fondamentali. Occorre passare dalle parole ai fatti con vere misure a favore dell’accoglienza e dell’integrazione dei profughi. La situazione attuale si configura come una vera e propria crisi umanitaria prolungata nel tempo che non può in alcun modo essere risolta se si continua ad affrontarla come un problema occasionale né tanto meno come una questione di ordine pubblico o di decoro urbano.
2)       Tavolo inter-istituzionale. Una soluzione di accoglienza efficace e sostenibile può essere individuata solo all’interno di un sforzo congiunto interistituzionale. MEDU auspica l’istituzione di un tavolo per la risoluzione del problema in cui a fianco del Comune di Roma e delle altre istituzioni competenti (Ministero dell’Interno, Regione, Provincia) vengano coinvolte le associazioni e le istanze della società civile che, nei limiti delle loro possibilità, si sono attivate – spesso con un’azione di supplenza al servizio pubblico – per garantire un’accoglienza dignitosa ai profughi afgani ed aiutarli nel percorso di integrazione
3)       Punto di orientamento. Si promuova la creazione, presso la stazione Ostiense, di un punto di primo orientamento e di assistenza ai profughi afgani, particolarmente vulnerabili per la loro giovane età e spesso disinformati sui loro diritti. Molti di loro, fuggendo dalla guerra e dalla violenza del loro paese, giungono a Roma al termine di un viaggio lungo e pericoloso, spesso in condizioni psico-fisiche estreme. L’esperienza del centro Saida, promossa lo scorso anno da diverse associazioni, ha dimostrato che un servizio di questo genere può essere utile ed efficace.

4)       Centro di accoglienza al Forlanini. Come prima risposta concreta si garantisca il funzionamento del centro di accoglienza del Forlanini con i suoi 90 posti. Da circa 20 giorni il centro funziona esclusivamente in virtù della capacità di autogestione dei profughi e del contributo volontario della società civile. Riteniamo che, senza oneri eccessivi per la Pubblica Amministrazione, le istituzioni possano e debbano assicurare il funzionamento di un centro che un gruppo di associazioni e di profughi hanno dimostrato poter essere gestito.

Roma, 16 aprile 2010

Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale, fornisce dal 2006 assistenza e orientamento socio-sanitario ai profughi afgani della stazione Ostiense nell’ambito del progetto Un Camper per i Diritti

La salute è un diritto di tutti. Nessuno escluso.
Medici per i Diritti Umani onlus
www.mediciperidirittiumani.org

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