“Fiat Pomigliano, prima sfruttamento e poi chiusura”

Tiboni, CUB: “Fiat punta allo sfruttamento intensivo per poi alla fine chiudere comunque”. CUB indica che per difendere l’occupazione è necessario ridurre l’orario a parità di salario. Anche Pomigliano allo sciopero generale del 25 giugno.

16 giugno 2010. “L’idea di Fiat per Pomigliano è lo sfruttamento intensivo di impianti e di lavoratori, fino al totale e definitivo esaurimento” è il commento di Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della CUB. “La realtà è che su questa strada indicata dal colosso automobilistico di Torino, lo stabilimento di Pomigliano d’Arco è destinato a chiudere”.

Una considerazione maturata sulla base dei fatti, dopo sette piani industriali presentati solo negli ultimi 10 anni, nei quali Fiat non ha mai mantenuto uno solo degli impegni assunti.

“CUB, anche da quanto è emerso durante il Convegno Europeo sull’Auto
(Proposte per il diritto al lavoro e al reddito, per una mobilità alternativa, oltre il modello di sviluppo costruito sull’auto – Napoli, 12 giugno 2010) ritiene che l’auto, il trasporto individuale e su gomma di persone e merci, abbia esaurito la sua spinta propulsiva” afferma Tiboni. “Per difendere l’occupazione e per garantire il mantenimento degli stabilimenti è necessario che nel breve periodo si distribuisca il lavoro e si persegua la riduzione dell’orario a parità di salario per garantire il diritto al lavoro e al reddito”.

Anche per questo la CUB, promuove lo sciopero generale del 25 giugno con presidi a Roma, a Palazzo Chigi alle ore 1,0 e a Milano in largo Cairoli, ore 9.30.

Confederazione Unitaria di Base

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