A Roma vita dura per chi si sposta in bicicletta

A Roma vita dura per chi si sposta in bicicletta. Il Comune deve investire di più su mobilità ciclabile.

 

Roma, 15 settembre 2010

Legambiente Lazio – Comunicato stampa

A Roma vita dura per chi si sposta in bicicletta. Il Comune deve investire di più su mobilità ciclabile.

RAPPORTO “L’A-BICI” DI LEGAMBIENTE BOCCIA I CAPOLUOGHI DEL LAZIO:
LA CAPITALE È AL 66° POSTO NELLA CLASSIFICA PER INDICE DI CICLOPEDONALITÀ, RIETI AL 53°, LATINA AL 62° E FROSINONE AL 67°

“Roma si ritrova fanalino di coda nella classifica che premia i Comuni italiani più virtuosi nel favorire la mobilità ciclabile. Malgrado qualche segnale di risveglio, come il potenziamento di un servizio Bike-sharing ancora del tutto insufficiente e il prossimo avvio dei lavori della ciclabile verso il mare, la situazione generale resta sconfortante. Al di là di interventi spot e opere spesso non inserite in un piano organico di itinerari messi in rete, preoccupa la strage silenziosa che si consuma ogni giorno sulle strade con sempre più ciclisti vittime di incidenti che denotano l’assoluta assenza di una cultura diffusa di rispetto verso il piccolo mezzo ecologico e verso coloro che, nonostante tutto, si ostinano a pedalare in città. Tanto che le associazioni dei ciclisti si sono viste costrette a diffondere un manuale di sopravvivenza del ciclista urbano”. È quanto afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commentando il rapporto “L’a-bici – Numeri, idee, proposte sulla mobilità ciclabili” diffuso da Legambiente alla vigilia di ExpoBici in programma dal 18 al 20 settembre a PadovaFiere.

Per il rapporto è stato elaborato l’indice di ciclopedonalità, un nuovo parametro che misura quanto hanno lavorato gli amministratori locali per integrare i mezzi di spostamento all’interno del territorio. I metri ciclabili per abitante sono stati così trasformati in “metri equivalenti” con un calcolo che ha tenuto conto di lunghezza e tipologia delle piste ciclabili, estensione delle aree pedonali e delle zone con moderazione di velocità a 30 km/h e altri interventi di “traffic calming”.
Il risultato finale vede la Capitale piazzarsi al 66° posto, con un indice di ciclopedonalità di appena 2,52 metri per abitante, lontanissima dal podio formato da Reggio Emilia (indice 34,86), Lodi (31,14) e Modena (28,39). Non va meglio per le altre città del Lazio: Rieti è al 53° posto con un indice di 4,19 metri per abitante, Latina è al 62° posto con 2,81 metri e Frosinone al 67° con 2,48 (Viterbo non ha comunicato i dati).

“La scorsa primavera abbiamo apprezzato il via libera della giunta Alemanno al tanto atteso Piano della ciclabilità -prosegue Parlati- ma per non farlo rimanere sulla carta ora va sostenuto con le risorse necessarie alla realizzazione degli interventi, accelerandone l’attuazione con priorità decise tramite un confronto con cittadini, comitati e associazioni. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi del Piano, che prevede un salto da 225 a 1.200 km di rete ciclabile e da 26 a 350 stazioni per il Bike-sharing con tanti nuovi parcheggi nei nodi di scambio, servono altrettanto ambiziose scelte di investimento, visto che ad oggi sono finanziati solo 65 km dei nuovi itinerari. Nel medio periodo sono necessari circa 40 milioni di euro, mentre nell’immediato, oltre alle utili ricuciture dei percorsi esistenti già previste, si può pensare di realizzare itinerari ciclabili leggeri e in sicurezza lungo tutte le strade che lo consentano, a partire da quelle individuate dai Municipi e riportate nel Piano”.

“Per rendere davvero la bicicletta un sistema di trasporto alternativo è necessario non solo implementare il numero delle piste e dei percorsi ciclabili, ma anche migliorare la fruibilità di quelle già esistenti: non servono super-piste ma collegamenti che favoriscano gli spostamenti reali verso i poli di attrazione dei quartieri e una manutenzione costante dei tracciati per evitare che il degrado li renda presto impraticabili -aggiunge Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Accanto alle ciclabili, necessarie sui grandi assi urbani di scorrimento, occorre attuare interventi adeguati per rendere possibile su tutta la viabilità secondaria una felice coabitazione di mezzi diversi: piedi, pedali e motori. Roma e tutti i capoluoghi e le grandi città del Lazio devono essere attrezzati con una serie di servizi dedicati, come strutture porta-biciclette con meccanismo di sicurezza, per favorire al massimo l’intermodalità con l’alternanza dell’uso delle due ruote con i mezzi pubblici, su questo anche la Regione Lazio può avere un nuovo ruolo molto importante, programmando investimenti con le Province ed i Comuni in questa direzione”.

Legambiente chiede infine un deciso potenziamento del servizio di Bike-sharing, da portare al livello quantitativo e qualitativo delle altri capitali europee; interventi di segnaletica orizzontale e verticale per dare maggiore visibilità ai ciclisti sulle strade in uscita dalla Capitale (salita verso Castel Gandolfo, Castel di Guido- Tragliata verso Bracciano, Litoranea Ostia-Torvaianica, Tiberina sino a Fiano, Tiburtina sino a Tivoli).

Ufficio stampa Legambiente Lazio

www.legambientelazio.it

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