“Gli industriali investano su ferro e non su nuovo GRA”

Indirizzare investimento industriali su ferro e non su secondo nuovo GRA, inutile e devastante.

 

Roma, 5 Ottobre 2010

Legambiente Lazio – Comunicato stampa

Indirizzare investimento industriali su ferro
e non su secondo nuovo GRA, inutile e devastante

È importante la disponibilità degli industriali ad investire su opere pubbliche, ma Comune Provincia e Regione devono indirizzare quel fiume di denaro sul ferro e sul trasporto pubblico regionale, piuttosto che su un inutile quanto devastante secondo GRA -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- A Roma e nel Lazio abbiamo il più alto tasso di motorizzazione d’Italia con 976 auto ogni 1.000 abitanti, lo smog che viene battuto solo dalle piogge e un intasamento che porta mediamente i cittadini a perdere 74 minuti al giorno nel traffico, con costi sociale e per le imprese che si aggirano intorno ai 10,3 punti percentuali di PIL e sono determinati per il 63% dal trasporto passeggeri e per il 34% da quello merci. In questo contesto, un secondo GRA significherebbe non solo congestionare definitivamente la Capitale e l’hinterland -giacché è noto che una nuova, grande, infrastruttura per la mobilità attrae ulteriore traffico- ma soprattutto abbandonare la strategia del ferro per puntare ancora sulle auto. Senza contare che sarebbe necessario devastare l’importante corona dei Parchi urbani e regionali, soprattutto nel Quadrante Nord-Ovest della Capitale, ossia Parco di Veio, Monumento naturale di Mazzalupetto, Parco dell’Insugherata e Parco della Marcigliana”.

La crisi ambientale, economica e climatica impone di scegliere in modo molto attento le priorità degli investimenti e sono chiare le indicazioni del piano Europa 2020 che vedono nella crescita sostenibile una delle urgenze assolute, si parla di ‘decarbonizzare’ il sistema trasporti per aumentare la competitività -prosegue Parlati– Secondo recenti nostre stime, attestandosi ad un incremento del 10%, i passeggeri delle ferrovie nel Lazio saliranno nel 2010 a 385mila al giorno, mentre, considerando un incremento del 35%, al 2015 si arriverà a oltre 472mila passeggeri trasportati nelle 24 ore. Numeri che richiedono nuove infrastrutture ferroviarie, mettendo mano ai 1.250 km di linee che per il 39% sono ancora a binario unico, di cui 240 all’interno del nodo metropolitano di Roma, e alle 118 stazioni principali, oltre che a realizzare almeno 40 nuovi treni fino al 2015, che possano aggiungersi ai 115 che circolano oggi ogni giorno. Sulla mobilità, non servirebbe allora a niente un secondo GRA, bisogna affrontare la sfida del ferro e dei nodi di scambio per far muovere e respirare meglio i cittadini romani e dell’intera regione. Nel 2008 il Sindaco Alemanno aveva affermato la sua contrarietà al secondo GRA di Roma, dichiarando la necessità di investire sulle ferrovie per i pendolari piuttosto che sull’asfalto. Dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio ci aspettiamo allora che non si ceda al fascino dei soldi dei privati, ma si individui con chiarezza qual è l’interesse pubblico per Roma e per la nostra Regione. Ai cittadini e alle imprese non serve un secondo GRA, alle centinaia di migliaia di pendolari che entrano ed escono ogni giorno da Roma servono più binari, più treni, più mezzi pubblici. È questa la nuova grande opera del secolo per la Capitale e per il nostro Paese, è questo l’obiettivo da inseguire e sul quale aprire una discussione seria con gli industriali”.

Ufficio stampa Legambiente Lazio

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