Diritto di sciopero, ‘decreto su Beni Culturali restringe diritti tutti lavoratori’

Presidio USB a Roma, sotto la  sede della Commissione di Garanzia Sciopero, in concomitanza con la convocazione da parte della Commissione di un incontro con Cgil Cisl Uil, Aran e Ministero dei Beni Culturali per concludere un accordo sulle “prestazioni indispensabili”.

 

COMUNICATO STAMPA

DIRITTO DI SCIOPERO: USB AD ALESSE, DECRETO SUI BENI CULTURALI STRUMENTALE A RESTRINGERE DIRITTI DI TUTTI LAVORATORI

 

Folto presidio USB questa mattina a Roma, sotto la  sede della Commissione di Garanzia Sciopero, in concomitanza con la convocazione da parte della Commissione di un incontro con Cgil Cisl Uil, Aran e Ministero dei Beni Culturali per concludere un accordo sulle “prestazioni indispensabili”, da garantire in caso di sciopero o di assemblea nei musei e nei luoghi della cultura, come previsto dal recente decreto legge governativo.

A seguito della protesta, una delegazione USB ha incontrato il Presidente della Commissione, Roberto Alesse, al quale è stata espressa netta contrarietà al decreto sull’inserimento dei beni culturali fra i servizi essenziali: un’aberrazione strumentale ad imporre ulteriori limitazioni dei diritti sindacali a tutto il mondo del lavoro, già penalizzato da una legge sullo sciopero tra le più restrittive d’Europa.

Secondo l’USB, questo decreto si inserisce in un quadro complessivo di smantellamento dei diritti dei lavoratori e dei servizi: Jobs act,  riforma della PA, “Buona scuola”, il decreto sulle cosiddette “prestazioni sanitarie inappropriate”, realizzano la completa privatizzazione dei servizi pubblici e ridisegnano lo Stato in senso autoritario.

Questa posizione verrà ribadita dall’USB anche quando l’ARAN, deputata a discutere la materia, convocherà le organizzazioni sindacali del Pubblico Impiego per l’accordo sull’individuazione dei servizi minimi essenziali da garantire in caso di sciopero.

Al Presidente Alesse, che ha espresso preoccupazione per il clima di scontro in atto nel Paese auspicando disponibilità al dialogo, l’USB ha fatto presente che tale disponibilità deve partire dal Governo cominciando ad  affrontare i veri problemi sul tappeto, come  il rinnovo dei contratti nazionali, ancora bloccati nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale, ed il riconoscimento di aumenti che non siano risibili.

Per quanto poi attiene alle amministrazioni pubbliche, come il Colosseo, l’USB ritiene doveroso che queste paghino nei tempi giusti quanto dovuto ai lavoratori.

Roma, 24 settembre 2015

Ufficio Stampa USB

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