Quando papa Wojtyła umiliò monsignor Romero…

Ieri Papa Bergoglio ha proclamato santo monsignor Romero, un processo tenuto fermo nel cassetto per anni da Giovanni Paolo II, il Papa che si rifiutò di riceverlo da vivo e che invece celebrò il dittatore cileno Pinochet.

 

Quando il papa polacco umiliò monsignor Romero giunto dal Salvador per chiedere aiuto contro gli squadroni della morte

Ieri Papa Bergoglio ha proclamato santo monsignor Romero, un processo tenuto fermo nel cassetto per anni da Giovanni Paolo II, il Papa che si rifiutò di riceverlo da vivo e che invece celebrò il dittatore cileno Pinochet.

Nel 1979 in Salvador ci furono 5 religiosi uccisi dai paramilitari di destra che sostenevano la dittatura di Carlos Mena, lo slogan era: “costruisci la Patria, uccidi un prete”. L’accusa fatta a quei sacerdoti era di sostenere la guerriglia rivoluzionaria del Frente Farabundo Martí che lottava per la liberazione delle popolazioni oppresse.
Il vescovo di San Salvador, Oscar Romero, decise quindi di recarsi a Roma per incontrare il nuovo Papa Giovanni Paolo II. Era il suo superiore ed era obbligato a denunciare le atrocità commesse contro la Chiesa cattolica e i suoi prelati.

Monseñor Romero arrivò con un appuntamento confermato all’Ufficio Papale ma nonostante ciò non fu ricevuto. Gli aiutanti del pontefice riuscirono a impedire che la riunione si verificasse. “Dovresti già sapere che la posta italiana è un disastro” era la frase che gli dicevano come scusa, e gli chiusero tutte le porte in faccia.

Senza rassegnarsi a tornare in Salvador senza aver parlato con Giovanni Paolo II, l’arcivescovo Romero si comportò come ogni parrocchiano che si reca a Roma per incontrare il Papa: la domenica mattina si alzò all’alba per mettersi in prima fila alle transenne di Piazza San Pietro in attesa del saluto papale.
Quando il Papa gli passò di fronte e fu il momento di stringergli la mano, gli disse semplicemente: “Sono l’arcivescovo di San Salvador e ho bisogno di parlarti.” Senza altra via d’uscita, il Papa fu obbligato a concedergli un appuntamento per il giorno successivo.

Monsignor Romero mise sulla scrivania una scatola contenente i documenti e le relazioni che rivelavano gli abusi, le calunnie, la campagna di diffamazione che il governo del generale Mena aveva intrapreso contro la chiesa salvadoregna.

Impaziente, quasi sprezzante, il Papa gli risponde: “Ti ho già detto di non venire caricato con così tante carte! Qui non abbiamo tempo per leggere così tanto”.

Sorpreso, con le lacrime agli occhi, il vescovo di San Salvador aprì la busta che teneva, con la foto del volto massacrato del sacerdote Octavio Ortiz appena ucciso. Gli raccontò la storia del sacerdote, contadino, il giorno in cui era stato sequestrato dal governo solo perché stava insegnando ai ragazzi in un quartiere povero di San Salvador il Vangelo. “L’hanno ucciso con crudeltà e hanno persino detto che era un guerrigliero …”
Guardando la foto, Karol Wojtyla si voltò e gli chiese: “e per caso non era vero?”

Monsignor Romero sopportò tutto. Alla fine del colloquio il consiglio del Papa non poteva essere più sorprendente: gli suggerì di stabilire dei ponti con la dittatura al governo e gli ricordò che il generale era cattolico, e che quindi qualcosa di buono lo doveva avere.

Abbandonato dalla sua Chiesa, il vescovo tornò in patria e si indurì ulteriormente nei sui interventi denunciando l’arbitrarietà e la repressione dell’esercito e la fame insaziabile dell’ “impero di inferno” epiteto riferito ai proprietari terrieri.
Le minacce aumentarono fino a quando il suo circolo di fedeli decise come misura di sicurezza, di limitare le sue messe, “confinandole” all’Oratorio dell’Ospedale per i malati di cancro.
Ma anche lì arrivarono i suoi carnefici. Il 24 marzo 1980, tre mesi dopo essere stato nell’ufficio papale, un killer, in piena omelia, gli spara al cuore e lo uccide.

https://www.las2orillas.co/el-dia-en-juan-pablo-ii-humillo…/

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4 thoughts on “Quando papa Wojtyła umiliò monsignor Romero…

  1. L’immagine di Giovanni Paolo II alleato di Pinochet e degli squadroni della morte contro Romeo è offensiva per la nostra intelligenza più che per il Papa.

  2. Parlare bene di Papa Wojtyla. Bisogna avere un palmo di peli sullo stomaco. Nel suo papato la banca vaticana IOR, aveva creato un altra banca parallela per riciclare il denaro sporco di sangue delle varie mafie e della banda della Magliana. Compresi assegni di politici di dx. In Vaticano ci furono tre omicidi e la sparizione di 2 ragazze che frequentavano la stessa chiesa dove fu sepolto il capo della banda della Magliana Renatino De Pedis. E mi fermo qui perché ci vogliono giorni per definire quello schifo di Papato.

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