“Imparate a fare la rivoluzione socialista!”

La borghesia imperialista e il suo clero sprofondano il nostro paese in una tragedia senza fine. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti precipita il mondo intero in una barbarie sempre più grave…

Comunicato CC 02/2020 – 21 gennaio 2020

Il (n)PCI ai giovani delle masse popolari, a tutti i giovani capaci di assumere le responsabilità della fase attuale

Non perdete tempo a imparare un mestiere che non farete!
Imparate a fare la rivoluzione socialista!

Solo instaurando il socialismo possiamo porre fine al catastrofico corso delle cose!
Solo instaurando il socialismo possiamo porre fine alla distruzione del pianeta Terra!
Solo con la rivoluzione socialista possiamo prevenire la nuova guerra mondiale nella quale i gruppi imperialisti trascinano l’umanità!

La borghesia imperialista e il suo clero sprofondano il nostro paese in una tragedia senza fine. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti precipita il mondo intero in una barbarie sempre più grave in cui si combinano variamente crisi economica (disoccupazione, povertà, smantellamento dell’apparato produttivo e delocalizzazione), abbrutimento morale e degrado intellettuale (prostituzione, tossicodipendenza, ludopatia e così via), devastazione della Terra e inquinamento dell’ambiente, guerre e delinquenza diffusa. Tutto questo non è affatto casuale: è l’effetto della seconda crisi generale del capitalismo iniziata negli anni ’70 del secolo scorso ed entrata nel 2008 nella sua fase acuta e terminale.

Questo corso delle cose cambierà quando il movimento comunista cosciente e organizzato, che sta rinascendo anche nel nostro paese, sarà riuscito ad organizzare sotto la propria direzione una parte consistente delle masse popolari. Allora paese dopo paese esse abbatteranno il putrido sistema di relazioni politiche, economiche e sociali della borghesia e del suo clero. Il primo paese imperialista che romperà le catene del sistema imperialista mondiale, mostrerà la strada e aprirà la via anche agli altri paesi ed esso sarà sostenuto dalle masse popolari degli altri paesi.

L’Italia ha tutte le condizioni per essere questo paese, il primo paese imperialista che instaurerà il socialismo. Spetta a noi comunisti italiani promuovere la rivoluzione socialista qui ed ora. In definitiva, questo è anche il miglior contributo che possiamo dare ai comunisti e alle masse popolari del resto del mondo perché si liberino definitivamente della nefasta esistenza della borghesia e del suo ordinamento sociale. Questo è ciò che intendiamo per internazionalismo proletario vero e conseguente.

Il nostro è un paese disseminato di focolai di resistenza delle masse popolari agli effetti del catastrofico corso delle cose. Questa è la resistenza spontanea, frutto cioè dell’esperienza diretta e del senso comune delle masse popolari. L’intervento dei comunisti e solo esso può elevare il livello della loro lotta, far passare le masse popolari da lotte rivendicative, proteste e atti di ribellione alla lotta per la conquista del potere e l’instaurazione del socialismo che poggia su tre pilastri:

1. il potere nelle mani degli operai e dei lavoratori organizzati con alla testa il Partito comunista (dittatura del proletariato);

2. la gestione pubblica e pianificata dell’economia nazionale per produrre quello che serve alla popolazione e alle relazioni con gli altri paesi;

3. la crescente partecipazione delle masse popolari alle attività specificamente umane (politiche, culturali, sportive, ricreative, ecc.) e l’impiego delle risorse del paese per la sana formazione delle nuove generazioni.

Il (nuovo)Partito comunista chiama i più generosi tra i giovani a dedicarsi a questa impresa, come negli anni ’40 del secolo scorso il primo Partito comunista chiamò i giovani di allora alla Resistenza, per eliminare il nazifascismo e il sistema capitalista che lo aveva generato.

Il (n)PCI oggi vi chiama con piena coscienza dei limiti del vecchio PCI, a causa dei quali i Partigiani non realizzarono sino in fondo l’impresa che tanti giovani, operai, lavoratori e donne avevano condotto con eroica dedizione. Il Partito si appella a voi con piena coscienza dei motivi per cui essi non riuscirono a impedire che la vittoria della Resistenza fosse sostanzialmente aggirata dalle vecchie classi dominanti che imposero la Repubblica Pontificia, con la complicità dei revisionisti moderni alla Togliatti che avevano preso la direzione del Partito comunista.

Oggi, la situazione delle masse popolari non è meno grave di allora. La Repubblica Pontificia ha sostituito la sudditanza ai nazisti tedeschi alla quale era approdato il fascismo, con la sudditanza ai gruppi imperialisti USA e ai loro accoliti sionisti, il nostro paese è costellato di basi NATO e USA, il governo ufficiale ha al collo il cappio dell’Unione Europea e quello del Debito Pubblico e il nostro paese partecipa alle imprese terroristiche dei gruppi imperialisti USA, UE e sionisti oltre a essere coinvolto nello sfruttamento dei paesi oppressi dal sistema imperialista mondiale. La disoccupazione, la povertà e il lavoro precario non sono sfortune e accidenti individuali: sono l’applicazione di una criminale guerra di sterminio non dichiarata scatenata dalla borghesia contro le masse popolari. Con questa guerra essa colpisce milioni di lavoratori, uomini e donne e voi giovani, per tenere alti i suoi profitti ed escludere le masse popolari dai benefici delle conquiste tecnologiche che fanno crescere la produttività del lavoro umano.

Nelle scuole e nelle università, borghesia e clero impongono di pensare secondo i loro schemi e la loro concezione del mondo. Il principio è questo: se ci riuscite, studiate per imparare un mestiere, ma anche nel più fortunato dei casi dovrete adeguarvi alla flessibilità (salari da fame, orari insostenibili, ambienti lavorativi invivibili). La precarietà perenne, la disoccupazione galoppante, l’emigrazione con annessa “fuga di cervelli” all’estero, sono solo alcune conseguenze del regime imposto dalla borghesia e dal clero ai giovani delle masse popolari. Il loro obiettivo è sottoporli a una direzione umiliante, volta ad arricchire la classe dominante senza curarsi della tragedia che questa quotidianamente provoca al resto della popolazione.

Giovani, combattete coraggiosamente quest’infame destino cui vorrebbe piegarvi la borghesia!

Le file dei combattenti della rivoluzione socialista hanno bisogno di voi per liberarvi dalle catene dell’oppressione!

Questa è l’impresa più importante e urgente per il nostro paese. Questa è l’opera a cui devono dedicare senza riserve le loro energie i figli più generosi del paese. Osare è necessario, vincere è possibile!

Fare la rivoluzione socialista e instaurare il socialismo è un’impresa realistica. Le condizioni oggettive in cui siamo immersi sono dalla nostra parte. Sostituire il capitalismo con il socialismo – fase di transizione dal capitalismo al comunismo – è più necessario e urgente che mai per salvare il pianeta e, con esso, la sopravvivenza della specie umana in condizioni sostenibili, dignitose e prospere. Non c’è altra soluzione!

Che fare? La rivoluzione socialista non è un’impresa di buon senso. Con la pubblicazione nel 1848 del Manifesto del partito comunista, Marx ed Engels hanno fondato il movimento comunista cosciente e organizzato. Essi hanno mostrato che la rivoluzione socialista va condotta applicando una scienza che si impara, si applica e si sviluppa facendo il bilancio dell’esperienza, una scienza sperimentale come tutte le altre. Essa permette a chi l’assimila di comprendere a fondo le condizioni, le forme e i risultati della lotta di classe e condurla fino alla vittoria finale.

Applicando questa scienza, il Partito comunista (bolscevico) dell’Unione Sovietica, prima diretto da Lenin e poi da Stalin, guidò le masse popolari russe ad approfittare con successo della Prima Guerra Mondiale scatenata proprio cento anni fa dalle potenze imperialiste e benedetta dal loro clero. Le diresse a fondare il primo Stato socialista degli operai e contadini, a mobilitare i più avanzati dei rivoluzionari di tutto il mondo a costituire partiti comunisti e a creare l’Internazionale Comunista (1919), a scatenare la prima ondata della rivoluzione proletaria che mobilitò le masse  popolari di tutti i paesi, portò alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1949) e di altri paesi socialisti, mise fine al vecchio sistema coloniale in Africa e Asia con lo sviluppo di rivoluzioni democratiche antimperialiste (Corea, Vietnam, Laos, Cambogia, Angola, Mozambico, Algeria, ecc.), portò a un livello più alto il movimento progressista e antimperialista in America Latina (Cuba, Nicaragua, Cile, Venezuela, ecc.), strappò grandi conquiste di civiltà e benessere anche nei paesi imperialisti del continente europeo e americano, generò la Rivoluzione Culturale Proletaria del Popolo Cinese guidata da Mao Tse-tung (1966-1976).

Nonostante gli sforzi generosi di migliaia di militanti e l’opera eroica di Antonio Gramsci, il primo Partito comunista italiano non assimilò a sufficienza la scienza della rivoluzione socialista: sulla natura e origine della prima crisi generale del capitalismo (crisi legata alla sovrapproduzione assoluta di capitale), del regime politico dei paesi imperialisti (controrivoluzione preventiva) e della strategia per l’instaurazione del socialismo (guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata). Dopo la vittoria della Resistenza nel 1945, il vecchio PCI non seppe guidare i partigiani, gli operai, i contadini e il resto delle masse popolari a instaurare il socialismo. Li distolse anzi dall’attuare le riforme previste dalla Costituzione del 1947, le misure che intaccavano il potere dei monopoli e degli speculatori, la riforma agraria con l’assegnazione delle terre incolte e delle grandi proprietà terriere ai contadini. Li indusse a lasciar cadere i consigli di gestione delle fabbriche e soprattutto la lotta per il controllo operaio nelle fabbriche. Li indusse a smobilitare in vista della “democrazia progressiva” nel quadro della “via italiana al socialismo” – sancita ufficialmente nella svolta revisionista del 1956 – analogamente a quanto accadde negli altri paesi imperialisti europei e del continente americano, sull’onda del XX Congresso del PCUS e dell’ascesa della cricca di Kruscev. È questo che in definitiva ha portato all’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) e alla disgregazione e corruzione del movimento comunista cosciente e organizzato. La borghesia e il suo clero hanno preso nuovamente in mano la direzione del mondo per quanto compatibile con la loro natura, fino a ripiombarlo nella crisi generale in cui ora si dibatte. Oggi tutto il pianeta si trova in preda alla seconda grande crisi generale del capitalismo. Solo con la rivoluzione socialista possiamo porci fine.

Il (nuovo)PCI ha tratto gli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria, ha individuato ed esposto nel suo Manifesto Programma pubblicato nel 2008 i limiti che allora in Italia impedirono di instaurare il socialismo e i rimedi da adottare, i passi avanti da compiere nello studio e applicazione della scienza della rivoluzione socialista, la scienza grazie alla quale gli uomini e le donne delle masse popolari faranno, per la prima volta consapevolmente, la loro storia.

Il nuovo Partito comunista italiano ha mostrato chiaramente che l’esito della prima ondata della rivoluzione proletaria conferma la scienza che Marx e Engels hanno fondato e ha messo in luce anche i limiti nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe che i comunisti dovevano superare per portare a compimento la loro impresa. Su questa base abbiamo quindi fondato (3 ottobre 2004) il nuovo Partito comunista italiano e dato inizio alla fase del suo consolidamento e rafforzamento (La Voce 18, novembre 2004). Avanziamo ancora lentamente perché solo man mano che si allarga la nostra attività impariamo a tradurre praticamente e costantemente nelle condizioni particolari in cui agiamo la teoria derivata dall’esperienza del passato. Avanzeremo tanto più rapidamente quanto più elevati saranno da parte nostra l’assimilazione e l’uso del materialismo dialettico e quanto più numerosi vi arruolerete per compiere quest’impresa.

Per fare la rivoluzione socialista, bisogna che noi comunisti aiutiamo gli operai e gli altri lavoratori a organizzarsi costituendo organismi operai (OO) nelle aziende capitaliste e organismi popolari (OP) nelle aziende pubbliche (scuole, università, ospedali e tutte le altre aziende dei servizi pubblici); lo stesso vale per le zone di abitazioni e quartieri, dove le masse popolari devono organizzarsi e costituire organizzazioni popolari, nuclei del nuovo potere che pezzo dopo pezzo contende il terreno a quello borghese.

Le OO e OP devono costituirsi e agire come nuove autorità pubbliche, promuovendo e adottando esse stesse misure d’emergenza e usando i mezzi già disponibili per far fronte subito almeno agli effetti più gravi della crisi, coordinandosi tra loro a livello locale e nazionale; devono rendere il paese del tutto ingovernabile ai vertici della Repubblica Pontificia, fino a essere in grado di costituire un loro governo d’emergenza (che abbiamo chiamato Governo di Blocco Popolare) e farlo ingoiare a padroni, preti e loro lacché. La costituzione del GBP porterà la rivoluzione socialista a un livello superiore, sarà l’inizio di una nuova fase della lotta di classe. Resistendo con successo alle aggressioni e alle manovre della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti, dei loro soci e complici interni, arriveremo a instaurare il socialismo.

Portare organizzazione e coscienza tra gli operai e masse popolari è oggi il compito di chi vuole contribuire alla soluzione della crisi e aprire all’umanità una nuova via di progresso. Assimilare la concezione comunista del mondo e organizzarsi per applicarla è il primo passaggio.

Invece di perdere tempo nelle scuole e nelle università a imparare un mestiere che per lo più neanche potrete esercitare, formate gruppi di studio per assimilare la concezione comunista del mondo esposta nel Manifesto Programma del Partito e applicarla fondando nella clandestinità Comitati di Partito, promuovendo la costituzione di OO e OP e partecipando alla loro attività. Questa è l’impresa che vi attende, l’impresa alla quale dedicare fieramente la vostra vita. La disoccupazione non tocca chi si dedica a quest’impresa! Dedicarsi consapevolmente, con scienza e coscienza a cambiare la vita di milioni di uomini e donne, a dare ai giovani e al resto delle masse popolari un futuro fondato su lavoro utile e dignitoso, salute e ambiente sani, indipendenza e pace è opera avvincente, dà senso alla vita di ogni individuo che vi si applica.

Non basta protestare e avanzare rivendicazioni alla borghesia e al suo clero. Non sono loro a costruire il futuro. Siete voi in prima persona artefici di un futuro luminoso: se assimilate e applicate la concezione comunista del mondo, sarete in grado di portare l’umanità a vette mai ancora viste.

Il mondo dei padroni è in fiamme e loro non hanno alcuna soluzione per spegnere quest’incendio: servono giovani che guardano avanti, capaci e disposti a costruire una civiltà nuova e superiore sulle macerie di quella capitalista.

In ogni paese, altri comunisti affrontano i nostri stessi problemi, forti degli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria e del legame con le masse popolari. Le masse popolari del nostro paese hanno nel mondo molti alleati inconsapevoli oltre a quelli consapevoli, per condurre con successo la lotta contro la borghesia e il clero fino a instaurare il socialismo. Sta a noi comunisti perseguire con tenacia la nostra impresa e svolgere con scienza e coscienza il nostro compito storico. Abbiamo un mondo da guadagnare, solo le catene dell’oppressione da perdere!

 

Arruolatevi nelle file del nuovo Partito comunista per fare la rivoluzione socialista: questa è l’impresa principale a cui siete chiamati oggi!

Viva il movimento comunista cosciente e organizzato che rinasce!
La seconda ondata della rivoluzione proletaria avanza in tutto il mondo!

Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 63: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione <delegazione.npci@riseup.net> l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

 

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[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

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