Stati Uniti: una manciata di miliardari possiede tutti i principali mezzi di informazione

Molti stanno mettendo in discussione quello che negli ultimi anni è stato un notevole aumento di attenzione al tema della razza e del razzismo nei media della sinistra mainstream americana. È interessante notare che questa impennata di attenzione alla razza da parte della sinistra mainstream è stata accompagnata nei media di destra da un apparente aumento del gergo quasi razzista.

Ciò che sta diventando sempre più chiaro a tutti tranne ai più indottrinati, è che le linee editoriali delle fazioni di sinistra e di destra dei media mainstream sono dettate da una manciata di miliardari che ora possiedono tutti i principali canali di informazione. Questi magnati dei media straordinariamente ricchi e i loro rappresentanti democratici e repubblicani al governo sono decisi a deviare l’attenzione del pubblico e rivolgerla verso qualsiasi cosa che non sia l’enorme divario di ricchezza che si è significativamente allargato negli ultimi due anni.

Dall’inizio della pandemia di COVID-19 i miliardari, che possiedono e gestiscono i media mainstream, hanno aumentato la loro ricchezza di un 55% senza precedenti, con 700 persone che hanno accumulato circa 2 trilioni di dollari di profitto. (1) Durante questo stesso periodo milioni di americani hanno perso il lavoro e la casa. Come se non bastasse, l’avanzamento tecnologico esponenziale dell’Intelligenza Artificiale renderà presto obsoleti migliaia, se non milioni, di posti di lavoro. (2)

Per la maggioranza degli americani la crisi socio-economica non è mai stata così terribile in quasi un secolo. C’è chiaramente qualcosa di incongruo tra ciò su cui i media scelgono di concentrare la loro attenzione e ciò che sta realmente accadendo alla grande maggioranza delle persone nel paese.

Gli Stati Uniti sono una cultura socio-economica la cui costruzione è stata resa possibile in larga misura dal lavoro degli schiavi. La storia statunitense di razzismo e sfruttamento brutale delle persone di colore è un fatto innegabile, ma spesso intenzionalmente offuscato. Da questo punto di vista è una buona cosa che ora si stia diffondendo una prospettiva storica sul razzismo e i suoi effetti persistenti e profondamente dannosi.

Il problema un po’ paradossale è però che la linea editoriale dei media della sinistra mainstream è esattamente l’opposto di quello che fingono che sia. Il Partito Democratico ha perso la sua capacità di rappresentare le classi medie e basse, arrendendosi negli ultimi due decenni completamente alla classe dei miliardari e all’agenda neoliberista del “libero mercato”, sta ora usando la politica dell’identità nel tentativo di mantenere la sua base di supporto in declino.

L’impeto dietro l’uso da parte dei media mainstream di questo falso approccio tattico è palesemente ovvio per chiunque abbia prestato un minimo di attenzione allo spostamento bipartisan verso la deregolamentazione e la privatizzazione delle imprese avvenuto negli ultimi quattro decenni. Questi media stanno tentando di creare divisioni tra i membri neri, marroni e bianchi della classe lavoratrice deviando la loro attenzione dalla divisione storicamente ineguagliata e ancora crescente della ricchezza tra i miliardari e tutti gli altri.

La direttiva centrale dei media mainstream ora è quella di distogliere l’attenzione del pubblico da quello che è stato un vero e proprio colpo di stato da parte dei miliardari, un colpo che sta andando avanti e si è intensificato con il crollo finanziario del 2008. I media tradizionali, a causa della deregolamentazione dei media dell’era Clinton, sono ora completamente gestiti da enormi corporazioni, da una manciata di miliardari. (3) I media tradizionali di sinistra ora funzionano in gran parte come uno scudo e un cane da guardia per questa classe miliardaria, deviando e ingannando il loro pubblico, incoraggiandolo e indirizzandolo verso lotte intestine e senza uscita.

Nel frattempo, la destra si è spostata in un regno di pensiero magico e regressivo. I media della destra mainstream (e alternativa) sono, per la maggior parte, un calderone di tendenze regressive e in alcuni casi profondamente pericolose (e sì, razziste). La destra promuove ora una specie di atavismo antistorico che sostiene un ritorno a un’America immaginaria del passato. Per ironia, la destra chiede la restaurazione di una forma provinciale di capitalismo industrializzato che aveva la destra stessa ha incitato a distruggere durante l’era Reagan.

Questo è ciò che rimane della nostra democrazia sociale spinta dal New Deal dopo quattro decenni di deregolamentazione e “correzioni” dell’era Reagan-Clinton-Bush. Siamo rimasti con un paese, con un mondo in effetti, che esiste solo per servire gli interessi dei super ricchi, la classe dei miliardari (che non pagano più le tasse negli Stati Uniti).

Mi dispiace essere così cupo, ma questo è a mio modesto parere il punto in cui siamo. La “sinistra” e la “destra” mainstream si sono in un certo senso fuse, in quanto entrambe hanno ugualmente ceduto ai dettami della classe miliardaria. Tutto questo ha lasciato per il momento il destino della stragrande maggioranza degli americani nelle mani di una manciata di ricchissimi uomini d’affari che sono totalmente scollegati e apparentemente ciechi di fronte all’enorme crisi che essi stessi stanno esacerbando.

Speriamo che forze migliori/più sagge/più gentili sorgano nei prossimi decenni. Io credo che alla fine sorgeranno. Nel frattempo sta a noi fare uno sforzo per cercare fonti di notizie e informazioni che servano gli interessi del nostro futuro comune (globale) e non i dettami e i capricci di pochi potenti e ricchi.

 

16.08.21

 

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid.

Revisione di Anna Polo

Bibliografia:

(1) https://inequality.org/great-divide/updates-billionaire-pandemic/

(2) https://www.forbes.com/sites/ashleystahl/2021/03/10/how-ai-will-impact-the-future-of-work-and-life/?sh=2bf4bec479a3

(3) https://truthout.org/articles/democracy-in-peril-twenty-years-of-media-consolidation-under-the-telecommunications-act/

 

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