“Obbligo vaccinale”: la giustizia amministrativa siciliana mette spalle al muro il governo

L’appello proposto da un tirocinante non ammesso al corso formativo all’interno di strutture sanitarie perché non sottopostosi al vaccino per il Covid-19 potrebbe rivelarsi un’autentica bomba: il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana ha disposto infatti “incombenti istruttori, ai fini della valutazione della non manifesta infondatezza della prospettata questione di costituzionalità, affidata ad un collegio composto dal Segretario generale del Ministero della Salute, dal Presidente del Consiglio superiore della sanità operante presso il Ministero della salute e dal Direttore della Direzione generale di prevenzione sanitaria.”
C’è un giudice a Palermo verrebbe da chiedersi?

È in assoluto la prima volta che le domande inevase, i dubbi, le perplessità, si trasformano in un elenco dettagliato di un organo giudiziario a cui il governo dovrà dare una risposta.

E le domande non vengono da un organo qualsiasi. Si tratta, al pari del Consiglio di Stato per il resto d’Italia, dell’organo giurisdizionale di appello per quel che riguarda la Sicilia. Qualsiasi sentenza emanata dai TAR della Regione Siciliana, in altri termini, può essere appellata presso il CGA e non presso il Consiglio di Stato.

Ha sede a Palermo ed è assolutamente svincolato dal Consiglio di Stato, sia funzionalmente sia organizzativamente.

Tra le richieste del CGA tre ci sembrano le più dirompenti:

1) individuare “le modalità di valutazione di rischi e benefici operata, a livello generale, nel piano vaccinale e, a livello individuale, da parte del medico vaccinatore, anche sulla basa dell’anamnesi pre-vaccinale”. Ma anche se vengano “consigliati all’utenza test pre-vaccinali, anche di carattere genetico (considerato che il corredo genetico individuale può influire sulla risposta immunitaria indotta dalla somministrazione del vaccino)”.

2) la richiesta di un chiarimento “sugli studi ed evidenze scientifiche (anche eventualmente emerse nel corso della campagna vaccinale) sulla base dei quali venga disposta la vaccinazione a soggetti già contagiati dal virus”. Qui un passaggio risulta particolarmente saliente. Quello in cui il Cga chiede al ministero di Roberto Speranza “la trasmissione dei dati attualmente raccolti dall’amministrazione in ordine all’efficacia dei vaccini, con specifico riferimento al numero dei vaccinati che risultino essere stati egualmente contagiati dal virus (ceppo originario e/o varianti), sia il totale sia i numeri parziali di vaccinati con una due e tre dosi; i dati sul numero di ricovero e decessi dei vaccinati contagiati; i dati di cui sopra comparati con quelli dei non vaccinati”.

3) Al governo il Consiglio di Stato siciliano chiede anche di chiarire “le modalità di raccolta del consenso informato” e spiegare meglio come funzionerà “l’articolazione del sistema di monitoraggio” che in casi eccezionali e di pericolo per la salute pubblica possa consentire “la sospensione dell’applicazione dell’obbligo vaccinale”.  Il governo dovrà anche chiarire il ruolo del medico di base, mettendo nero su bianco quando e in quali casi spetterà a lui comunicare “tutti gli eventi avversi (letali e non) e patologie dai quali risultino colpiti i soggetti vaccinati” o ancora “se sia a discrezione dei medici di base comunicare eventi avversi che, a loro giudizio, possano essere ricollegabili alla vaccinazione”.

Dopo il Tar del Lazio che ha bocciato come contraria alla professionalità del medico la “cura Speranza” della “tachipirina e vigile attesa”, una nuova bomba si potrebbe presto abbattere con chi ha la responsabilità politica di una gestione drammatica, fallimentare e criminale di un autentico disastro.

Agata Iacono
18 Gennaio

“Obbligo vaccinale” e vaccinati contagiati: la giustizia amministrativa siciliana mette spalle al muro il governo – DALL’ITALIA – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

 

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