Nessuna correlazione? E la falcidie di atleti come la spieghiamo?

Adesso che dobbiamo pensare? Adesso che un pentito del CTS, Donato Grecoha ammesso durante la trasmissione radiofonica ‘Un giorno da pecora’, che le misure prese dal comitato tecnico scientifico erano peggio che inutili, erano dannose? Misure la cui dimostrazione scientifica di efficacia era debole, mentre invece i costi sociali ed economici erano certi. Un esempio? Qualunque chiusura, a partire dalle scuole e fino alle limitazioni al commercio”.

Così ha confessato il pentito, confermando quanto gli esecrati “novax” andavano sostenendo da sempre: il greenpass serviva al greenpass, a un regime che doveva blindarsi col pretesto della sicurezza comune. Un gesto di coraggio, quello del Greco?

Ma no, un gesto tardivo: nel frattempo sono morte cinquecentomila attività produttive e commerciali ed è morta la mente di milioni di italiani. Misure che hanno provocato la perdita di 10 miliardi a settimana, quasi un punto di Pil. Ma non è solo questo.

Il pentito Greco glissa sui contraccolpi di una strategia punitiva che ha, di fatto, obbligato alla somministrazione massiccia, due, tre, quattro volte con l’arma di ricatti ignobili ed eversivi, caso unico al mondo per violenza e durata. Una scelta obbligata che ha estromesso i refrattari dalla vita civile e ha provocato situazioni gravissime, anche letali, in chi si è adeguato.

Esagerazioni? Non proprio, se l’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, a un certo punto ha sollecitato ulteriori informazioni di prodotto a Spikevax, il vaccino anti-Covid prodotto da Moderna: “In casi rarissimi si è verificata la sindrome da perdita capillare (Cls). Una condizione estremamente rara e grave che provoca fuoriuscita di liquidi dai piccoli vasi sanguigni, i capillari causando rapidamente gonfiore di braccia e gambe, improvviso aumento di peso, sensazione di svenimento, ispessimento del sangue, bassi livelli ematici di albumina e bassa pressione sanguigna. La sindrome è spesso correlata a infezioni virali, certi tumori del sangue, malattie infiammatorie e alcuni trattamenti farmacologici”.

È il quadro di una devastazione totale, irreversibile. Ma sono casi “rarissimi”, allegria. E poi, il nesso tra Cls e vaccino “Non facile da stabilire”: non sarà facile, sta di fatto che il Prac, l’ente regolatorio Ue, pubblica una nota inquietante: “Non ci sono prove sufficienti per stabilire un’associazione causale tra i due vaccini e l’insorgenza di nuovi casi di Cls”. Come a dire: è così, ma non possiamo ammetterlo. Autoassoluzione per mancanza di pistola fumante.

Ma le pistole fumano e come. Fumano per centinaia di migliaia di soggetti senza storia e fumano per sportivi professionisti, stracontrollati, giovani, sani, che si squagliano sul campo. Al Miami Open si sono ritirati in 15, una ecatombe, i casi più noti quelli di Paula Badosa, che cede durante il quarto di finale contro Jessica Pegula, e di Jannik Sinner, atterrato da vesciche improvvise al piede, fatto anomalo per un tennista professionista.

Così come anomala è la malattia di Rafael Nadal, che di colpo accusa problemi respiratori: colpa delle costole, dell’usura scheletrica, dicono. In sella non va meglio: tracheobronchiti, bronchiti influenzali, infezioni delle alte vie respiratorie, ostinate, rognose, impediscono troppe gare a troppi ciclisti. Attribuite al Covid, ma scoppiano dopo la somministrazione. All’ultimo Giro delle Fiandre un turbine di rinunce, anche dal campione del mondo Julian Alaphilippe che non ha corso nemmeno la Sanremo, o al favorito Wout Van Aert: colpa del covid, dicono.

Mentre a Miami Sinner e Badosa abbandonavano, in Norvegia Daniel Aakervik, diciassettenne norvegese campione Juniores di sci di fondo e biathlon, si fermava per una miocardite.

A settembre, dopo la vaccinazione il giovanissimo campione si era scoperto una frequenza cardiaca anomala, estremamente alta. “All’inizio non sapevamo cosa fosse successo” dice il padre e allenatore Alf Morten Aakervik. Ma, da direttore medico presso l’Agenzia norvegese per i medicinali, non gli ci vuole molto a capire che situazioni del genere discendono dai vaccini Pfizer e Moderna; 40.068 effetti collaterali sospetti dopo i vaccini covid in Norvegia, secondo un report del 9 novembre 2021.

A due mesi dalla somministrazione, Daniel Aakervik non riesce a sostenere gli allenamenti previsti dal suo staff, la stagione è finita, la carriera chissà. Un altro norvegese colpito da miocardite dopo il siero è il mezzofondista Filip Ingebrigtsen, fratello maggiore del campione olimpico a Tokyo 2020 sui 1.500 metri piani, Jakob Ingebrigtsen. Durante la stagione Filip ha combattuto con un fisico che non sentiva più suo e lui si sentiva sempre più sfinito. Alla fine ha avuto la sua risposta: una miocardite a causa del vaccino Covid-19. “Non è una malattia curabile, è il fisico che non risponde”, dice il padre e allenatore Gjert.

Il 18 agosto del 2021 Jente van Genechten, calciatore belga di 25 anni, casca folgorato sull’erba: “Si sono spente le luci”, ricorderà poi. Era finito in arresto cardiaco dopo aver perso conoscenza in campo durante una partita con la sua nuova squadra, il Lanaken. Jente non sa ancora cosa gli sia capitato, ma sa che la sua carriera agonistica è verosimilmente finita.

Lo stesso per 2021 Greg Luyssen, altro pedalatore belga, che il 16 luglio del 2021 chiude la carriera a 22 anni dopo problemi cardiaci riscontrati a seguito del vaccino anticovid. E gli va meglio che a Frederic Lartillot, stecchito dopo una partita amichevole l’11 settembre del 2021. O a Benjamin Taft, trentatreenne tedesco, secco il 5 ottobre del 2020 dopo un infarto post partita. A 33 anni. O al diciottenne Rune Coghe, anche lui infartuato – 18 anni! – ma se non altro vivo per la prontezza dei suoi compagni.

Il 21 settembre del 2021 Helen Edwards, guardalinee, si accascia e deve uscire dal campo in barella durante le qualificazioni ai Mondiali per problemi cardiaci. Il 13 settembre del 2021 Dimitri Lienard, 33 anni centrocampista dello Strasburgo, va giù durante la partita: non è più stato lo stesso. Così anche l’argentino del Barcellona Sergio Aguero, stramazzato sul campo lo scorso 31 ottobre. Emil Palsson, 28 anni, è svenuto mentre giocava una partita in Norvegia. Il 26 aprile del 2021 un altro giocatore argentino, Luis Ojeda, muore di colpo. “Non sopporto l’idea di non vederti mai più”, ha lasciato scritto la fidanzata ventenne, Lola Ortiz.

Il caso più eclatante, almeno per il 2021, resta quello di Christian Eriksen, danese dell’Inter: la sua corsa spastica prima di sfasciarsi sull’erba, al 42mo del primo tempo durante la partita d’esordio degli Europei del 2021 tra Danimarca e Finlandia, sciocca il mondo; lo salvano i compagni, lo strappano letteralmente alla morte. Otto mesi dopo vorrebbero farlo riprendere a giocare, ma Christian ha il cuore spaccato e lo sa.

La cattiva coscienza di chi non può e non vuole riconoscere un nesso sempre più impossibile da escludere non si arresta davanti alle montagne di soldi che lo sport professionistico garantisce, senza dire delle alluvioni di fango che una ammissione tardiva scatenerebbe.

Il 26 ottobre del 2021 Cienna Knowles, campionessa di equitazione di 19 anni, è ricoverata in ospedale per coaguli di sangue dopo il vaccino Pfizer. “Super sana”, come la nostra Camilla Canepa, e si ritrova devastata da coaguli di sangue dopo una somministrazione Pfizer.

Il 24 agosto del 2021 Francesca Marcon, 38 enne pallavolista professionista, rivela una pericardite da vaccino. “Dal 3 agosto è iniziato il mio calvario, ho fatto la seconda dose del vaccino Pfizer e sono cominciati i problemi”. Jeremy Chardy, ex numero 108 del mondo, non riesce più a giocare e racconta il suo dramma a Le Figaro: “Mi pento di aver fatto il vaccino. Da allora, nel periodo tra le Olimpiadi e gli US Open, ho dei problemi e sto lottando. Improvvisamente non posso allenarmi, non posso giocare. Ora sono andato da due medici, ho fatto degli esami per sapere cosa ho e la cosa più importante è prendermi cura di me stesso”.

Non si ammette, come per il doping, ma si sa e si dà per scontato. “Analisi preliminari di nuovi dati, relativi alle segnalazioni di effetti cardiaci indesiderati successivi a vaccinazione anti-Covid con prodotti a mRna indicano la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax [il vaccino di Moderna] rispetto a una seconda dose di Comirnaty” di Pfizer – BioNTech, sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione”, dichiarano dall’Ema all’Adnkronos Salute lo scorso 6 ottobre 2021.

Possono valutare quanto vogliono, ma pochi giorni fa Pfizer rivela a sua volta una “diminuzione transitoria dei linfociti”, quanto a dire un calo immunitario dopo il vaccino. “Con i prossimi andrà meglio, ha dichiarato, incredibilmente, il ceo di Pfizer, Albert Bourla. Se lo dice lui. Ma sempre l’Ema avvertiva meno di un mese fa circa “un possibile rischio di riacutizzazioni nelle persone con una storia di sindrome”. C’è la casistica e ci sono i numeri nudi e crudi: “Tra febbraio e marzo i ricoveri per infarto e scompenso cardiaco sono aumentati del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, ha ammesso Carlo Cernetti, 54 anni, direttore delle unità di Cardiologia di Treviso e Castelfranco. E l’impennata d’infarti coincide con la somministrazione di massa. Questo è quello che i pentiti dell’ultima ora non dicono.

In compenso le trovano tutte, il caldo, il freddo, la stitichezza, il traffico, una scopata, l’ora legale, un bicchiere di vino, il cane che abbaia. Tutto ma non il siero, quello è carico di effetti potenzialmente legali ma, ehi, fa solo bene. A patto di sopravvivere.

Max Del Papa

06/06/2022

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