Segreto militare anche sui report dei vaccini. I sieri sono considerati armi?

Mai come ora il vaccino diventa un vero e proprio atto di fede. EMA infatti ha comunicato che i dati sui vaccini sono coperti da segreto militare, paragonandoli quindi, seppur indirettamente, a quanto il Consiglio di Stato aveva deciso sui fatti di Alzano e Nembro, anch’essi coperti dallo stesso impenetrabile segreto. L’agenzia europea per i medicinali, così si legge nelle dichiarazioni fatte al Fatto Quotidiano da Enzo Iapichino, sostiene infatti che la divulgazione dei report pregiudicherebbe l’autorizzazione incondizionata. Già, perché forse ci siamo troppo presto dimenticati che dopo aver autorizzato in via emergenziale la distribuzione e l’utilizzo dei vaccini per un breve periodo, si dovrebbero, secondo legge, produrre documenti atti a poterne determinare o meno l’approvazione in via definitiva.

Tuttavia, visto che un segreto militare è per definizione un vincolo giuridico che vieta la diffusione di notizie o comunque informazioni la cui conoscenza potrebbe rivelarsi dannosa per gli interessi militari di un paese, per quale motivo Ema ha detto “che i dati sui vaccini sono un segreto militare”? In che modo gli interessi militari e quelli di un vaccino si legano? Probabilmente vogliono dirci che siamo in guerra? Forse. Ma potrebbe esserci anche altro.

Negli ultimi mesi molti dati sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini anti Covid 19 sono usciti tra crescente interesse e parimenti crescente sconforto da parte degli italiani, i quali spesso obbligati per questioni lavorative a sottoporsi ad un trattamento sanitario non desiderato, si sono trovati a subire effetti avversi di ogni tipo.

Ma se la questione sicurezza é per alcuni ancora da dirimere, almeno la questione efficacia non sembrerebbe più un tabù, visto che persino clamorose sentenze come quella del tribunale di Padova hanno confermato che la garanzia di essere protetti dal siero sarebbe praticamente pari a zero, se si considera che quasi la totalità di coloro che si sono sottoposti ad immunizzazione si sono poi ammalati prima, dopo o durante. Appare quindi lecita e doverosa la richiesta dei report periodici sulla sicurezza dei prodotti, sulla base dei quali consentire l’autorizzazione non condizionata del vaccino anti-covid 19. La richiesta infatti é stata fatta, ma i report però non sono mai arrivati. Ed ora possiamo avere un’idea del perché.

La IDU (Istanza Diritti Umani di Novara) e la DUS (Diritti Umani e Salute di Roma), due associazioni per la trasparenza e per la promozione sociale, hanno inizialmente fatto richiesta dei report in itinere sulla sicurezza dei vaccini tramite i loro legali ad AIFA, la quale ha dichiarato di non essere in possesso di tali dati, e hanno altresì dichiarato che i documenti da loro richiesti sono privati ed in possesso delle case farmaceutiche.

Quindi, dopo un lungo ed estenuante tira e molla, e non ricevendo comunque i file richiesti, le associazioni hanno poi deciso di sporgere querela contro AIFA, Ministero della Salute, Comitato Tecnico Scientifico, e Istituto Superiore di Sanità, con precise accuse, tra cui omissione di atti d’ufficio e falso ideologico.

AIFA in un primo momento tuttavia aveva rimandato ad EMA, l’ente europeo, il quale aveva dichiarato in prima battuta di non comprendere il motivo della richiesta dei legali delle due associazioni, poi, vista l’insistenza si era esposta tirando fuori delle motivazioni che lasciano letteralmente a bocca aperta.

Secondo EMA, infatti, l’interesse pubblico sarebbe subordinato al processo decisionale per l’autorizzazione non condizionata del vaccino, processo che verrebbe minato dal rilascio dei report. Inoltre, il rilascio dei report secondo l’EMA non è cosa consueta nel loro regolamento, visto che lo stesso pertiene all’ordine pubblico e al segreto militare.

A questo punto, nella speranza che la querela contro AIFA faccia il suo corso ed imponga un dibattimento che chiarisca la questione, rimaniamo nel frattempo con un paio di martellanti domande in mente.

Ma se c’é di mezzo il segreto militare, non é che i vaccini potrebbero essere considerate armi vere e proprie? E poi: siamo sicuri che la nuova Repubblica italiana fondata sul Segreto Militare non produca altri segreti a spese della trasparenza dovuta ad i propri cittadini?

MARTINA GIUNTOLI

05/05/2022

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