Chiesta la cessazione dell’obbligo vaccinale alle più alte cariche Istituzionali

La moratoria, termine giuridico che indica la cessazione di un obbligo, è stata sottoscritta da quasi 170 mila cittadini italiani, ed inviata alle più alte cariche dello stato e istituzioni fra cui il Presidente della Repubblica Mattarella, il Presidente della Corte Costituzionale e l’AIFA.

Lo stato dell’asserita “emergenza sanitaria” è finito in Italia ufficialmente il 31.03.2022.
Dunque, dal 01.04.2022 in poi non sussiste più alcuna base, neanche ius-formalistica, sulla
quale si possano basare misure restrittive dei Diritti Fondamentali e rispettive coercizioni.

Questo l’inizio della redazione che accompagna la moratoria voluta dalla Confederazione legale per i diritti dell’uomo, per porre fine alla vaccinazione con siero anti-Covid.

In merito abbiamo sentito l’avvocato Renate Holzeisen, presidente della Confederazione:

“Sappiamo che ogni giorno abbiamo delle morti ed eventi dannosi molto gravi e irreversibili, tra l’altro anche fra i nostri giovani, e dunque ogni giorno che si perde, ogni giorno che le massime cariche dello Stato non tutelano finalmente la salute e la vita dei cittadini, significa ulteriori morti, ulteriori danneggiati con questi sieri”.

 

Arianna Graziato

6 Maggio 2022

 

 

ACCOMPAGNATORIA MORATORIA

Confederazione Legale per i Diritti dell’Uomo, associazione di natura forense, inoltra in allegato il proprio Manifesto per la moratoria dell’obbligo vaccinale anti-Covid-19, redatto e sottoscritto dai soci fondatori della medesima, al quale hanno spontaneamente aderito 167.221 cittadini italiani, i cui nominativi sono pure elencati in allegato.

Noi, Avvocati di Confederazione Legale, unitamente ai firmatari del Manifesto sollecitiamo la S.V. ad adoperarsi, per quanto nella propria competenza, affinché ogni obbligo vaccinale anti-Covid-19 venga al più presto sospeso nei confronti di tutti i destinatari.

È ormai sotto gli occhi di tutti come i trattamenti farmacologici sperimentali proposti ed imposti non siano efficaci nel contrasto alla diffusione del contagio, a fronte di profili di sicurezza del tutto inadeguati.

Dalla pronuncia dell’ordinanza del C.G.A. della Regione Sicilia, che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario – cui, ancora oggi, si nega vergognosamente il diritto costituzionale al lavoro ed allo stipendio, in caso di inottemperanza – non è passato giorno senza che venissero pubblicati articoli, documenti e studi scientifici che hanno progressivamente evidenziato il deficit di efficacia e di sicurezza dei prodotti inoculati.

Ci preme segnalare la presenza, tra questi, anche di documenti interni delle case farmaceutiche produttrici, portanti significative ammissioni circa l’insicurezza dei preparati.

Al contempo, la Magistratura ordinaria – da ultimo il Tribunale di Padova – ha infine denunciato, oltre al profilo dell’insicurezza, anche quello della radicale inadeguatezza degli strumenti utilizzati rispetto al fine dichiarato della legislazione, ossia la prevenzione dal contagio e la protezione dei cd. soggetti fragili. Inoltre, il Tribunale di Padova ha giustamente messo in luce la mancanza di proporzionalità delle misure adottate dal legislatore rispetto allo scopo proposto.

Gli argomenti in base ai quali Confederazione Legale ha promosso la presente iniziativa sono compendiati nella relazione allegata, ricognitiva delle ragioni scientifiche e giuridiche che impongono un immediato ripensamento della legislazione in parola.

Poiché in progresso di tempo non potrà che evidenziarsi ulteriormente la fallacia dei presupposti su cui poggiano gli obblighi, già oggi lampante a chiunque non rifiuti di vederla, è necessario agire con urgenza affinché, quantomeno, ogni cittadino possa da subito determinarsi rispetto alla vaccinazione in piena libertà, senza alcun condizionamento di natura economica e sociale.

La verità emerge col tempo, ma quanto noto già oggi è più che sufficiente perché domani non si possa invocare una pretesa buona fede, facendosi scudo di una ignoranza, a questo punto, colpevole.

Non attivarsi ora per la sospensione degli obblighi vaccinali significa rendersi corresponsabili, in piena consapevolezza, dei gravissimi danni subiti e subendi da coloro che saranno ancora costretti od indotti a vaccinarsi o che, non intendendo comunque farlo, vengono ingiustamente penalizzati.

È intenzione di Confederazione Legale porre in essere ogni iniziativa affinché tali corresponsabilità possano essere accertate in tutte le sedi competenti e sanzionate a norma di legge, e perché nessun soggetto danneggiato rimanga privo del dovuto ristoro, secondo i princìpi cardine dello stato di diritto.

Tanto si deve.

C.L.

Si allegano:

 

L’intervista video e l’articolo:

INVIATA LA MORATORIA PER FERMARE L’OBBLIGO VACCINALE – Renate Holzeisen (byoblu.com)

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