L’economia russa vola, ma i mediastream asserviti dicono che si avvia al default

Nel racconto del conflitto tra Russia e Ucraina ci sono due pianeti diversi. C’è il pianeta dei media mainstream italiani, che racconta la sua versione, secondo cui la Russia sarebbe in procinto di soccombere a causa delle sanzioni occidentali.

Aspettando il default

“La Russia ha un mese per salvarsi ma il default è ormai a un passo”, annunciava Repubblica, il 14 marzo 2022. Non occorre dire che il mese successivo la Russia non è fallita.

La storia del default russo è tornata poi a distanza di mesi e nel giugno scorso i media annunciavano che Mosca fosse “In default tecnico”.

Il default russo è diventato così per i media italiani come il signor Godot, si aspetta il suo arrivo, lo si annuncia, ma non arriva mai. E così “Aspettando il default” viene rimodulato, cercando di ritardare l’arrivo del fallimento russo, visto che finora non se n’è vista traccia. “La strategia delle sanzioni alla Russia funziona”, titola con ferma sicurezza il Foglio. “Le sanzioni funzionano e con l’inverno arriverà il crollo dell’economia russa”, profetizza Linkiesta.

E così mentre Linkiesta, Il Foglio e la combriccola dei giornaloni italiani guarda il passare del tempo senza che nessun default arrivi, scopriamo che a Mosca non se la stanno passando così male, anzi.

Il petrolio russo fa gola a molti

A dirlo è l’insospettabile Bloomberg, quotidiano statunitense vicino all’ambiente di Wall Street. In un editoriale a firma di Javier Blas si certifica il fallimento delle sanzioni occidentali contro la Russia. “Sui mercati energetici, Putin sta vincendo la guerra”, titola in maniera piuttosto eloquente l’articolo di Bloomberg.

Ci troviamo in questo caso sull’altro pianeta, quello del mondo reale, dove è vero che la Russia ha perso molti clienti europei sia per le forniture di gas che di petrolio, tuttavia Mosca sembra aver già trovato altri compratori. “Luglio ha segnato il terzo mese consecutivo di ripresa della produzione di petrolio, con un aumento significativo della produzione dal punto minimo di quest’anno di 10 milioni di barili fissato ad aprile, quando gli acquirenti europei hanno iniziato a evitare la Russia e Mosca si è affrettata a trovare nuovi acquirenti”.

Nessun isolamento o default per Mosca

Nel mondo presente nella testa dei giornalisti che aspettano il default russo esiste solo l’occidente. Un retaggio ottocentesco che li costringe a vivere, appunto, su un altro pianeta, frutto della loro fantasia. Nel pianeta reale esiste l’India, esiste la Turchia ed esistono i Paesi dell’area mediorientale.

Si tratta di Stati che, come riporta Bloomberg, non hanno isolato la Russia, ma anzi hanno deciso di rafforzare i loro rapporti commerciali ed energetici con Mosca. “La maggior parte del greggio russo sta finendo in Asia, in particolare in India, ma anche in Turchia e in altri Paesi del Medio Oriente. E alcuni anche in Europa, con gli acquirenti che continuano ad acquistare greggio russo prima della prevista introduzione di sanzioni ufficiali all’inizio di novembre. Tutti quelli che scommettevano che la produzione di petrolio russa avrebbe continuato a diminuire, me compreso, si sbagliavano”.

Almeno Bloomberg ha l’onestà intellettuale di ammettere l’errore, caratteristica invece del tutto assente nei media nostrani, che continueranno a spostare in avanti le lancette dell’orologio dell’atteso default russo, sperando così di imbonire i propri lettori. Nel frattempo, sempre sul pianeta reale, i cittadini europei stanno finanziando con tasse e bollette la scelta politica di utilizzare sanzioni contro la Russia, che non funzionano.

Michele Crudelini

11 Agosto 2022

L’ECONOMIA RUSSA STA VOLANDO, MENTRE I MEDIA ITALIANI ASPETTAVANO DA MESI IL DEFAULT (byoblu.com)

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