[Sinistrainrete] Jacques Camatte: Niente è risolto

Si conclude, con questo articolo, lo studio relativo al rischio di estinzione[1]

Gli uomini combattono, si uccidono, ma è la natura a soffrire di più: la sua distruzione aggrava il rischio di estinzione, che si accresce anche a causa della continua erosione della naturalità delle specie. – Jacques Camatte

Niente è stato risolto e, globalmente, oggettivamente, l’umanità vive nella déréliction [solitudine esistenziale, abbandono], per quanto riguarda i dominati, e nella fuga in avanti dei dominanti, che pensano, nei fatti, di scongiurare o manipolare la minaccia di estinzione.

Grazie all’uscita dalla natura, l’umanità pensava di poter sfuggire al rischio di estinzione, soprattutto con lo sviluppo del capitale, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza, ma la morte di esso [2] e la persistenza del rischio sono la prova lampante che niente è stato risolto. Diversi fenomeni lo testimoniano.

Il covid-19 si manifesta periodicamente con grande virulenza, mentre altre malattie, come il vaiolo delle scimmie, sono in aumento.

La dipendenza e lo sradicamento accrescono la perdita dell’immunità naturale, di conseguenza aumenta l’assistenzialismo.

La siccità, che aumenta ogni anno in intensità e durata, è accompagnata da una serie di incendi sempre più distruttivi. Si può dire che, parallelamente, si assiste sempre più a sparatorie, come se l’incendio coinvolgesse la specie stessa.

La fame colpisce sempre più persone in tutto il mondo.

Rivolte, sommosse, in rapporto a un malcontento persistente, e persino crescente, in diversi Paesi.

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Gaspare Nevola: Caccia alle streghe: successo di una mitologia e “razionalità” politica. Lettura sotto l’ombrellone

gasparenevola

Caccia alle streghe: successo di una mitologia e “razionalità” politica

Lettura sotto l’ombrellone

di Gaspare Nevola

Caccia alle streghe. Imperniata su una mitologia. Su una mitologia che ottiene grande successo. E che possiede una sua sorprendente “razionalità” politica. Una storia paradossale ed enigmatica, su cui riflettere. Tra Progresso, Medioevo e Modernità

caccia alle streghePrologo

«La natura aborre il vuoto, anche nella mente. Oggi il penoso vuoto della noia viene riempito e continuamente rinnovato dal cinema e dalla radio, dalla televisione e da giornali. Più fortunati di noi, oppure meno fortunati (chi sa?), i nostri antenati dipendevano, per il lenimento della noia, dagli spettacoli settimanali del loro parroco, completati di tanto in tanto dai discorsi dei cappuccini in visita o dai gesuiti di passaggio. La predicazione è un’arte, ed in questa, come in tutte le altre arti, i cattivi esecutori superano di gran lunga quelli buoni» (Aldus Huxley, 1952)Oggi, settanta anni dopo, qualcosa di questo ritratto va certamente aggiornato. Rispetto agli anni ’50 dello scorso secolo, alcuni interpreti nuovi della partitura devono trovare posto. Così come è necessario tenere conto di altre arti del sapere e del dire che riempiono il vuoto della mente.Negli scorsi giorni, sempre al riparo del sacro ombrellone, per distrarmi da una campagna elettorale tirata fino al grottesco da politici e giornalisti e compagnia cantando, ottimi interpreti della “teoria dei campi” ereditata da Bourdieu, ho letto-riletto un vecchio saggio dello storico inglese Hugh Trevor-Roper (1914-2003), La caccia alle streghe in Europa nel Cinquecento e nel Seicento, ripescata nella memoria e nella libreria. Ero studente quando lessi per la prima volta questo denso saggio, e ricordo che ne avevo scritto sul quaderno delle letture (chissà dove finito). Procederò con una certa libertà, inseguendo sfide interpretative del passato che si accompagnano a interrogativi sul presente. Cosa pretendere di più da una lettura sotto l’ombrellone e l’orizzonte oltre le onde?

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Alessandro Somma: Letta l’antifascista e Meloni la fascista: le due facce della medaglia neoliberale

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Letta l’antifascista e Meloni la fascista: le due facce della medaglia neoliberale

di Alessandro Somma

Sicuramente le liste di Fratelli d’Italia includono nostalgici del ventennio fascista e questi daranno il loro voto al partito di Giorgia Meloni. Altrettanto sicuramente incentrare la campagna elettorale su questo aspetto non porta lontano, tanto più se lo si fa per accreditare una contrapposizione tra la destra e il Piddì che non regge a una lettura meno superficiale del fascismo.Quest’ultimo ha azzerato le libertà politiche e dunque la democrazia: è l’aspetto più noto, che trova riscontro nell’iconografia del ventennio, fatta di immagini pensate per documentare la violenza sugli oppositori. Il fascismo non ha però azzerato le libertà economiche: non ha soppresso la proprietà privata e neppure ostacolato il funzionamento del mercato. Al contrario ha riformato quelle libertà, le ha disciplinate trasformando lo Stato nella mano visibile chiamata a rendere storicamente possibile il funzionamento del capitalismo. E proprio per riformare le libertà economiche ha soppresso le libertà politiche: passaggio indispensabile a eliminare l’ostacolo al funzionamento del capitalismo rappresentato dal conflitto sociale.

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Carlo Clericetti: Regole Ue, la Germania guarda indietro

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Regole Ue, la Germania guarda indietro

di Carlo Clericetti

Mentre in Italia l’attenzione è tutta concentrata sulle acrobazie di effimere formazioni politiche delle quali è difficile capire persino l’orientamento, la Germania batte un colpo sulla fondamentale partita della riforma delle regole europee. Ed è un colpo che fa risuonare una nota completamente stonata nel dibattito che era stato rilanciato dall’articolo di Draghi e Macron sul Financial Times, che rimandava a una proposta italo-francese firmata dai consiglieri economici dei due presidenti (Francesco Giavazzi e Charles-Henri Weymuller).L’economista Massimo D’Antoni ha segnalato un documento del ministero tedesco per gli Affari economici e azione climatica, guidato dal vice cancelliere Robert Habeck, co-leader dei Verdi insieme ad Annalena Baerbock, intitolato “Proposta di principi per guidare il governo tedesco nelle decisioni sulla riforma delle regole fiscali europee”. Ci si sarebbe aspettati che un documento su questo tema arrivasse dal ministero delle Finanze, guidato dal liberale Christian Lindner: ma bisogna dire che, visti i contenuti, è difficile ipotizzare che Lindner non lo condivida.

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Fabio Bulla: I Tetripiazzisti della superstizione

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I Tetripiazzisti della superstizione

di Fabio Bulla

Il termine terrapiattista usato come insulto è senza dubbio un crimine d’odio, bistrattare il contadino ed il manovale non pregni della cultura necessaria riporta indietro la storia umana e le lotte fatte contro la vera discriminazione.Il genere umano ha ridotto la sua dignità a scopare tutto quello che si muove e ad infilarsi nel culo ciò che vuole, ma giammai ad avere un’opinione contraria a quella decisa dall’alto.Non si può scioperare perché arreca danno, visitare i malati perché potresti ucciderli, votare chi è inviso ai mercati, scegliere in libertà cosa è meglio per te.L’odio si divide in buono e cattivo, è buono quando rispetta i dogmi della religione globalista, cattivo in ogni altro caso.Siamo in territori visti tante altre volte, l’eredità di sangue rimane anche se adesso è diventata quella della finanza e della speculazione; i vassalli, valvassori e valvassini sono i loro tetripiazzisti politici, scienziati o influencer. Si riportano le classi inferiori alla superstizione per farle stare quiete nella paura.

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Guido Salerno Aletta: Nuovi Paradigmi Cinesi imitano l’Italia che fu

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Nuovi Paradigmi Cinesi imitano l’Italia che fu

di Guido Salerno Aletta

Non deindustrializzare come fece l’America, ma aggiungere valore alle produzioni tradizionaliI modelli di crescita si basano sostanzialmente o sull’aumento delle quantità dei beni e dei servizi che vengono prodotti, ovvero sull’aumento del valore dei beni medesimi attraverso un loro miglioramento qualitativo e quindi sul loro prezzo. Il nuovo processo produttivo è in grado, in quest’ultimo caso, di “aggiungere” maggior valore.Il vero dramma con cui si confronta l’America da decenni è stata la scelta di abbandonare le produzioni industriali tradizionali, la Old Economy, a favore della New Economy: niente più industria manifatturiera, da delocalizzare nei Paesi a basso costo del lavoro, per privilegiare la New Economy fondata sui servizi, ed in particolare sulle capacità innovative che sono consentite dall’applicazione di internet e dalla conseguente enorme riduzione dei costi di produzione.Il settore dell’agricoltura è stato parimenti considerato a bassissimo valore aggiunto per via della enorme riduzione dei costi e conseguentemente dei prezzi a livello mondiale, che è stata consentita dalla meccanizzazione, dalle coltivazioni sempre più estensive e dalla selezione sempre più accurata delle sementi e dei concimi.

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Michael Roberts: Ucraina: l’invasione del capitale

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Ucraina: l’invasione del capitale

di Michael Roberts

guerra Ucraina 677x381La scorsa settimana, i creditori privati stranieri dell’Ucraina hanno accolto la richiesta del Paese di congelare per due anni i pagamenti di circa 20 miliardi di dollari di debito estero. Ciò consentirebbe all’Ucraina di evitare l’insolvenza sui prestiti contratti all’estero. A differenza di altre “economie emergenti” in difficoltà sul fronte del debito, sembra che gli obbligazionisti stranieri siano felici di aiutare l’Ucraina, anche se solo per due anni. La mossa farà risparmiare all’Ucraina 6 miliardi di dollari nell’arco del periodo, contribuendo a ridurre la pressione sulle riserve della banca centrale, che sono diminuite del 28% da un anno all’altro, nonostante gli ingenti aiuti esteri.L’economia ucraina è, non a caso, in uno stato disperato. Si prevede che il PIL reale diminuirà di oltre il 30% nel 2022 e il tasso di disoccupazione è del 35% (Constantinescu et al. 2022, Blinov e Djankov 2022, Banca Nazionale Ucraina 2022). “Siamo grati per il sostegno del settore privato alla nostra proposta in tempi così terribili per il nostro Paese”, ha risposto Yuriy Butsa, viceministro delle Finanze ucraino, “Vorrei sottolineare che il sostegno che abbiamo ricevuto durante questa transazione è difficile da sottovalutare…”. Rimarremo pienamente impegnati con la comunità degli investitori anche in futuro e speriamo nel loro coinvolgimento nel finanziamento della ricostruzione del nostro Paese dopo la vittoria della guerra”, ha detto Butsa.Qui Butsa rivela il prezzo da pagare per questa limitata generosità da parte dei creditori stranieri: l’accelerazione della richiesta delle multinazionali e dei governi stranieri di assumere il controllo delle risorse dell’Ucraina e di portarle sotto il controllo del capitale straniero senza alcuna restrizione e limitazione.

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Il Rovescio: Istantanee per le anime afflitte e per quelle esaltate

ilrovescio

Istantanee per le anime afflitte e per quelle esaltate

di Il Rovescio

Pubblichiamo anche qui l’editoriale del numero 14 (Luglio 2022) della rivista anarchica “i giorni e le notti”. Il titolo è nostro71f9DlKq9pL1. Excusatio non petita. È passato un anno dall’ultimo numero della rivista. E che anno. Neanche il tempo di analizzare come l’Emergenza Covid-19 stesse affondando i propri artigli nelle relazioni sociali, nei sentimenti e nei corpi, che ci troviamo ai bordi della Terza Guerra mondiale. Mentre la spirale si fa sempre più veloce nei moti e sempre più imprevedibile negli effetti, non possiamo certo far rientrare – per forza e per pigrizia – l’inedito del presente storico dentro il già-visto. Il ritardo con cui usciamo è dovuto senz’altro a una serie di cause oggettive: il sequestro poliziesco-giudiziaro di materiali preparatòri e di articoli già pronti, gli impedimenti dovuti alle varie misure repressive, gli sforzi per mantenere comunque una presenza nelle strade. Ma le ragioni sono anche e soprattutto soggettive. L’assenza negli ultimi quattro anni di una riunione redazionale – nel senso umano e non tecnologico del termine: stare nello stesso luogo e discutere ad agio e a lungo – ha avuto un effetto sullo slancio, sulla qualità e sulla puntualità delle nostre riflessioni teoriche. Siamo di fronte a un passaggio epocale che non può essere affrontato da cervelli isolati che assemblano i rispettivi contributi. Soprattutto se non si vogliono evitare le domande scomode e difficili. Soprattutto se dalle risposte si fanno discendere i necessari orientamenti etico-pratici.Ecco spiegati la composizione e i limiti del numero che avete tra le mani. Nonché la maggiore aperiodicità che la rivista avrà in futuro.
2. «Origine è la meta». Queste parole di Karl Kraus, che ritroviamo anche nelle tesi Sul concetto di storia di Walter Benjamin, vanno oggi applicate letteralmente alle dinamiche statali. Nelle Emergenze, il dominio ricapitola la violenza della propria origine storica, che la quotidianità capitalistica e la finzione democratica riescono in buona parte, almeno alle nostre latitudini, a nascondere.

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Manolo Monereo: Taiwan e l’orizzonte storico

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Taiwan e l’orizzonte storico

di Manolo Monereo

“Gli Stati Uniti si stanno attivando al massimo e non si fermeranno finché non avranno sconfitto le potenze emergenti che mettono in discussione la loro egemonia. Putin lo ha imparato anni fa e oggi Xi Jinping lo sta sperimentando direttamente”Gli Stati Uniti hanno umiliato la Cina? Hanno indebolito Xi Jinping? Apparentemente, sì. Nel gioco tra realtà e apparenza, gli americani sono estremamente creativi. Il loro compito è quello di costruire scenari che a volte si sovrappongono e a volte no. Il primo è sempre quello della realtà, dei fatti sociali in senso stretto. L’altro scenario principale è quello mediatico-cognitivo, che consiste nell’inventare “fatti comunicativi” che riconfigurano i fatti sociali, li inquadrano e li interpretano secondo la loro volontà politica. La chiave, alla fine, è imporre una certa lettura di questa realtà.La tempistica dell’assassinio stragiudiziale del leader di ciò che resta di Al Qaeda non è casuale, ma accompagna il messaggio che l’Amministrazione statunitense intende inviare all’emisfero Orientale insieme alla Presidente della Camera dei Rappresentanti, la signora Pelosi: gli Stati Uniti sono un attore determinante nell’area Asia-Pacifico (ora abilmente ribattezzata Indo-Pacifico) e non permetteranno l’emergere di una potenza che sfidi il loro dominio e la loro influenza.

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ilsimplicissimus: Clima: coltivazione di polli in “batteria”

ilsimplicissimus

Clima: coltivazione di polli in “batteria”

di ilsimplicissimus

Girando in città per quello che probabilmente è l’ultimo ferragosto di vacanza generale, si incontra un enormità di monopattini e di bici elettriche alcuni anche forniti a turisti piuttosto pigri cui pesa il dovere di fare almeno un giro tra le rovine del passato e ahimè del presente.. Ora il problema è che mentre gli anziani pedalano senza assistenza sulle loro bici a forza umana, tutti quelli che si vedono andare pazzamente andare su questi veicoli elettrici sono giovani che potrebbero facilmente correre o pedalare su bici normali invece di andare poi a consumare calorie in palestra, per procurarsi la tartaruga: siamo all’inversione di ogni logica. Basta solo guardare questo spettacolo per rendersi conto dell’ennesima follia che si sta consumando per “salvare il pianeta ” e di come il messaggio lanciato a pieni polmoni dai media e dalla comunicazione in generale sia ingannevole e punti come al solito non alla conoscenza, delle cose, ma a stabilire un cortocircuito emotivo – modaiolo per cui ad esempio elettrico è meglio non solo rispetto ai veicoli a motore a combustione interna, ma anche a quelli che funzionavano a propulsione umana. Così si ha una moltiplicazione dell’aggressione all’ambiente.

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Andrea Muratore: Globalizzazione e complessità, quel nesso che le classi dirigenti non colgono

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Globalizzazione e complessità, quel nesso che le classi dirigenti non colgono

di Andrea Muratore

Il mondo della globalizzazione è il mondo dell’interdipendenza e della complessità: fenomeni accadono in periodi e regioni diverse, influenzandosi attraverso una fitta rete di intrecci. Tutto questo continua a non essere capito da classi dirigenti eccessivamente vincolate alle logiche del pensiero lineare, anche di fronte a casi devastanti come il Covid-19 e la guerra in Ucraina. Eppure le lezioni della storia recente avrebbero dovuto ammonire. Un esempio concreto può aiutare a comprenderne la complessità.Per lungo tempo, il Medio Oriente fu il più grande fornitore di prodotti energetici (petrolio e gas) dell’Europa. Dalla metà degli anni Novanta, la Russia iniziò a esportare il suo gas prodotto soprattutto nelle zone del Mar Caspio. Ciò impose la necessità di sviluppare una rete di trasporti adatta a veicolare il gas: ben più conveniente del processo di liquidazione e rigassificazione fu ritenuta la costruzione di gasdotti. I gasdotti implicavano una continuità territoriale tra il produttore e il consumatore.

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Salvatore Bravo: Vogue di guerra

sinistra

Vogue di guerra

di Salvatore Bravo

Il premier ucraino Volodymyr Zelensky con la moglie Olena hanno posato per Vogue. Le foto e l’abbigliamento rigorosamente in stile moda-spettacolo sono state infarcite da frasi sull’ eroica resistenza ucraina.La verità è dinanzi a noi, ci viene incontro, fa mostra di sé, ma se non vogliamo riconoscerla a nulla vale la sua evidenza. Dinanzi a noi vi è l’ennesimo capitolo della società dello spettacolo che trasforma la tragedia in business e palcoscenico.La reificazione del liberismo scrive un nuovo capitolo della sua storia. L’estraneità al mondo e la derealizzazione sono le punte avanzate della nuova alienazione: la realtà storica con l’odore dei cadaveri prodotti in serie dalla guerra in atto, una delle innumerevoli, come fossero merce da smaltire è soffusa dal velo di Maya della società dello spettacolo. Gli occidentali continuano ad inviare armi all’Ucraina, russi ed i ucraini cadono sul fronte di guerra e nelle città, ma ci giunge l’immagine rasserenante e familiare dei coniugi al potere che posano come in un fotoromanzo: si abbracciano, si scrutano, ammiccano e seducono. Appaiono figure famigliari, muovono o vorrebbero suscitare simpatia.

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