Gli italiani vivono in una finta democrazia e non sanno di avere la museruola

Giuseppe Salamone – 20/10/2022

 

Il problema ad oggi (forse per la prima volta negli ultimi 30 anni) non è rappresentato dalle parole di Berlusconi, bensì è rappresentato dai guerrafondai nostrani che lo criticano i quali stanno portando la massa alla fame per poi farle accettare una guerra come unica soluzione per venirne fuori.

Se vivi in un regime rigido sai di non poter dire determinate cose altrimenti ti arrestano. Su questo punto non ci piove e credo che siamo tutti d’accordo. Se vivi nella nostra democrazia, soprattutto in Italia, sai che quando dirai determinate cose che non corrispondono al pensiero unico imposto dalla classe dominante, verrai umiliato e oppresso psicologicamente. Funziona così, non vieni arrestato, ma viene applicata una “punizione” forse più subdola e meschina.

Prendiamo l’esempio di Putin solo perché è l’ultimo in ordine cronologico. Hanno deciso che la linea da seguire si fonda sul “Putin è merda”. Da questo punto di partenza poi puoi dire e costruire qualsiasi ragionamento, vero o non vero. Anche sul web, se scrivi falsità ma ti attieni scrupolosamente a questa linea, i Fact Checker maratoneti si prendono un attimo di pausa. Se invece provi a dire “Putin non è merda”, lì iniziano i problemi. Puoi anche avere a sostegno della tua tesi dei fatti inconfutabili, delle verità storiche che non possono essere smentite in alcun modo, ma non basterà mai. Verrai deriso, umiliato, trattato come una merda umana, catalogato con i classici slogan privi di senso ma che fanno sentire superiore chi li pronuncia proprio perché trova sostegno nei media i quali orchestrano la propaganda occidentale.

Se noi vivessimo in una società libera che contemplasse la libertà di espressione, allora tutti i pensieri verrebbero accettati di buon grado anche se non condivisi. Siccome non lo siamo, allora chi non la pensa secondo gli standard calati dall’alto viene puntualmente manganellato proprio per dissuaderlo dall’avanzare un pensiero critico. Il classico colpirne uno per educarne cento. Questo non vale solo per ciò che sta succedendo oggi, è sempre stato così. Ti lasciano credere di essere libero facendoti dire ciò che vuoi, ma quando lo dici poi quella libertà ti viene tolta con metodi meschini.

Poi ci sono dei casi in cui questi metodi non funzionano, uno di questi è rappresentato da Assange. Qui è necessario agire secondo le linee usate dai regimi, ma siccome siamo in democrazia, attraverso la narrazione ed i metodi sopra citati sono in grado di farti credere che quel povero uomo meritava di fare la fine che sta facendo. Tutto si basa sui metodi comunicativi che sono più potenti delle censure. Chi è sottoposto alle censure dei regimi sa di esserlo, mentre chi è convinto di vivere in democrazia non lo sa. E per non farglielo sapere occorre privare le masse dai metodi che servono per aprire gli occhi, ovvero quei metodi che si basano sulla cultura e sull’istruzione.

Per trovare fondamento su questo ultimo ragionamento basta seguire i soldi e vedere quanti se ne spendono per l’istruzione e quanti se ne spendono per armi. Basta vedere quanto si spende in ricerca universitaria e conoscenza scientifica e quanti in riarmo, ricerca e perfezionamento in ambito militare. E soprattutto, un altro punto fondamentale è vedere quanti soldi vengono regalati all’editoria. Se tu governo, dai soldi a chi dovrebbe controllarti, ovvero la stampa che dovrebbe essere il cane da guardia del potere, stai togliendo di mezzo l’unico “antagonista” che potrebbe intralciare il lavoro di chi è chiamato a gestire i soldi dei cittadini e ad esercitare scelte che vadano a loro beneficio. Pertanto quando chi governa è legato in modo stretto con la stampa, la democrazia non è fatiscente, è completamente assente!

Bertrand Russell diceva che il passo successivo in un movimento fascista è quello di affascinare gli sciocchi e mettere la museruola agli intelligenti, con l’eccitazione emotiva da un lato e il terrorismo dall’altra. A voi le conclusioni….

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