ursula von der leyen e kaja kallas

Guerra a oltranza in Ucraina

Alessandro Di Battista – 15/11/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/guerra-a-oltranza

 

Guerra ad oltranza

 

Leggete cosa ha scritto oggi Marco Travaglio: «Dinanzi alla disfatta militare e morale dell’Ucraina con i nostri soldi, i governi europei tacciono imbarazzati. Per promettere altri soldi, vista la fine che fanno, attendono tutti che la gente dimentichi le foto dei cessi d’oro. Tutti tranne uno, il più sveglio della compagnia: Antonio Tajani che, temendo di essere preceduto da qualcun altro, si affretta ad annunciare “un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev nelle prossime ore”. Casomai non sapessero più cosa rubare».

Per Zelensky (del quale non mi interessa nulla) e per il popolo ucraino (per il quale ho rispetto, ammirazione e massima solidarietà) questo è forse il momento più duro. La classe dirigente ucraina si è rivelata per quel che è: una classe dirigente corrotta che, conscia della sconfitta imminente, cerca di arraffare tutto quel che può, convinta di poter vivere in modo agiato all’estero.

Pensate a Timur Mindich, uno dei migliori amici di Zelensky, quello con i sanitari d’oro e i fasci di banconote da 200 euro nascosti in cucina. È lui, secondo le agenzie anticorruzione ucraine (quelle che Zelensky voleva di fatto controllare), il deus ex machina dell’ultimo scandalo di corruzione scoppiato nel Paese. Timur Mindich, oltretutto, è comproprietario di Kvartal 95, la società di produzione cinematografica fondata da Zelensky quando faceva il comico. Mindich è anche accusato di aver influenzato decisioni di alti funzionari governativi (incluso l’ex ministro della Difesa Rustem Umerov, ora segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino). Ebbene, Timur Mindich è già scappato dal Paese. Ha ricevuto una soffiata prima che lo scandalo esplodesse e se l’è svignata. Inoltre, pur essendo in età di leva, è riuscito a evitare il fronte non si sa bene come (o lo sappiamo benissimo, grazie alle sue conoscenze).

Adesso mettetevi nei panni dei ragazzi ucraini spediti al fronte magari dopo aver ricevuto addestramenti mediocri. Come si sentiranno sapendo che, mentre i loro familiari soffrono i blackout dovuti ai bombardamenti russi (quelli che avrebbero dovuto finire i missili 3 anni fa), i politici vicini a Zelensky e da lui nominati si sono fregati milioni e milioni di euro rubando proprio dal settore energia? Perché dovrebbero continuare a combattere sapendo, oltretutto, che i ladri hanno ricevuto le soffiate e sono già fuggiti all’estero mentre loro muoiono al fronte? Perché dovrebbero continuare a combattere sapendo che l’unica cosa che salverebbe quel che resta del Paese è un negoziato che imponga la neutralità all’Ucraina?

I russi avanzano mentre i politici ucraini rubano. E dall’Ue si sentono sempre le stesse parole: dobbiamo armare l’Ucraina!

Tajani, il ministro degli Esteri di Israele in Italia, ha detto: «È già pronto un nuovo pacchetto che firmeremo nelle prossime ore. Siamo in dirittura d’arrivo: siamo tre ministri responsabili, Crosetto, Giorgetti ed io, abbiamo già dato via libera al pacchetto». E ancora: «L’Italia ha stanziato finora oltre 100 milioni di euro per la resilienza energetica ucraina, fra contributi e crediti d’aiuto per la ricostruzione del sistema energetico, la transizione verde e la protezione delle infrastrutture critiche».

Capito sì, si vantano di aver dato denari a Kiev (tra l’altro anche al sistema energetico, quello dove hanno rubato) quando non hanno fatto nulla di davvero concreto per far sì che la guerra finisse. L’Ue neppure ha nominato un inviato speciale per l’Ucraina: l’ha fatto Trump, ma non l’ha fatto l’Ue.

E non è tutto: oggi la Kallas, la pericolosissima ministra degli Esteri dell’Ue, ha parlato. E, come sempre, ha detto le solite frasi senza alcun senso: “L’attacco della Russia è una minaccia esistenziale per l’Europa. Se vogliamo la pace, dobbiamo prepararci alla guerra”. Traduzione? Dobbiamo spendere in armi, armi e ancora armi.

Nonostante la devastazione dell’Ucraina, nonostante la crisi morale della classe dirigente di Kiev, nonostante l’avanzata dei russi che non erano un’armata Brancaleone come ci hanno detto, l’Ue continua a parlare solo la lingua della guerra.

Perché lo fa? Perché senza la costruzione del nemico russo, senza la narrazione secondo la quale la Russia è una minaccia esistenziale per tutta l’Europa, i cittadini europei non accetterebbero di spendere centinaia (forse migliaia) di miliardi di denaro pubblico in armamenti. Per questo, in un certo senso, la guerra deve andare avanti: almeno fino a che non verranno spesi i nostri soldi in armi. E gli ucraini dovranno continuare a morire per far sì che avvenga questa oscena speculazione finanziaria.

Ovviamente gli ucraini al fronte non vogliono andare. Per questo ci sono i rastrellamenti quotidiani, per questo vengono prelevati i giovani per strada e sbattuti sui furgoni. Pensate se queste immagini venissero mostrate dai telegiornali europei. Pensate, e parlate, alzate la voce: ne va del futuro dell’Europa e del popolo ucraino, quel popolo che deve guardarsi non solo dai nemici russi ma anche dai falsi amici dell’Ue.

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