Migliaia di giovani e giovanissimi, senza sigle e senza paura, hanno manifestato in tante città. Potrebbero farlo ogni sabato, malgrado decine di fermi preventivi. Lo fanno perché sono sempre di più gli esclusi, quelli che devono solo guardare, aspettare, desiderare
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| Migliaia di giovani e giovanissimi, senza sigle e senza paura, hanno manifestato in tante città. Potrebbero farlo ogni sabato, malgrado decine di fermi preventivi. Lo fanno perché sono sempre di più gli esclusi, quelli che devono solo guardare, aspettare, desiderare |
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| Si diventa adulti quando si prende la parola nella scena pubblica, quando ci si assume la responsabilità di quello che si dice e si fa. È successo molte altre volte nella storia che i giovani prendano la parola. E spesso si è trovato il modo di non ascoltare, di deviare la sacrosanta spinta ad esserci in qualche piattaforma di rivendicazioni. Ma più importante di tutto è prendere e conservare la parola, produrre pensieri, fare e non solo rivendicare e costruire insieme sogni |
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| Per i “grandi” media assetati di vetri rotti è praticamente inesistente, eppure è stata bellissima e partecipata la manifestazione nazionale contro i Cpr a Castel Volturno. La società in basso è migliore di istituzioni e circo mediatico. Ha scritto Ascanio Celestini: “I macabri carceri che chiamiamo CPR sono il terminale di una politica sporca contro i più deboli. Contro quello di Castel Volturno si stanno ribellando in tanti, dai movimenti di base alla politica del territorio, fino alla Chiesa” |
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| Scompare un pezzo di storia No tav. Ma non è il momento di pensare alla memoria |
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| Crisi idrica a Guadalajara |
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| Le piazze e il compito della speranza |
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| Nel giro di pochi anni il numero di ragazzi detenuti negli istituti penali minorili è cresciuto in modo significativo. Eppure si reclamano pene più dure, più custodia cautelare, più detenzione. Del resto, è la parte più semplice. È una scelta politica. E soprattutto è una scelta che dice molto sull’idea di società che si sta costruendo. Ma un Paese che costruisce celle dopo aver smesso di costruire relazioni non può dirsi più sicuro, può soltanto dirsi più rassegnato |
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| Quei ragazzi, per far sapere che “esistono”, non hanno altri mezzi |
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| La rivolta dei giovani nelle strade di Milano ha radici profonde: storie di esclusione, disuguaglianze, mancanza di opportunità e luoghi in cui sentirsi accolti. Ci sono ragazze e ragazzi che crescono in una città in cui la ricchezza è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti possono accedervi. Come adulti, educatori, docenti, genitori e membri della comunità, abbiamo la responsabilità di interrogarci: dove possono stare i ragazzi? Il punto di vista di alcuni Centri di aggregazione del Municipio 6 di Milano |
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| Ascanio Celestini e Cesare Moreno a confronto su scuola e narrazione |
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| Roma, 27 ottobre. Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione |
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| Ovunque, 6 novembre. 6 novembre, primo boicottaggio di massa per Bosco Ospizio |
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