Il ruolo dell’imperialismo di sinistra

‘Sinistrismo maschera della Gestapo’, questo era il titolo di un articolo con cui Pietro Secchia denunciava nel dicembre 1943 sul n. 6 de La nostra lotta le organizzazioni trotskiste e bordighiste che in nome di una lotta ‘rivoluzionaria’ contro il capitalismo attaccavano la vera lotta, quella armata, contro il nazifascismo. “Non è dunque una novità per noi – scriveva Secchia – il constatare che con l’occupazione teutonica in Italia sono apparsi alcuni fogli dai pomposi titoli come Stella Rossa e Prometeo i quali con roboante fraseologia massimalista e pseudo rivoluzionaria dicono di essere sulla via… della sinistra. In realtà sono sulla via della Gestapo”.

Oggi si potrebbe dire, attualizzando il discorso, ‘sinistrismo maschera dell’imperialismo’ a proposito di certi scritti che circolano in area ‘comunista’ sui venti di guerra e le responsabilità di chi la sta provocando.

Il ‘sinistrismo’ filo-imperialista aveva avuto modo di manifestarsi già all’epoca delle guerre infinite di Bush e dintorni. Dall’Afghanistan, all’Iraq, alla Libia, alla Jugoslavia lo slogan più in voga era: nè con Milosevic né con la NATO, poi lo stesso slogan fu riesumato per Saddam Hussein e per l’Afghanistan fino alla scandalosa partecipazione di esponenti della ‘sinistra’ a manifestazioni contro Gheddafi davanti all’ambasciata libica a Roma durante l’aggressione francese e NATO.

Ora, in rapporto alla crisi Ucraina, riprendono quota interpretazioni di ‘sinistra’ sulla situazione internazionale che si è determinata, che attribuiscono la responsabilità delle tensioni alle ‘grandi potenze imperialiste’. Ovviamente assieme agli Stati Uniti ci sono la Cina e la Russia che vengono giudicate alla stregua degli americani.

Tra coloro che fanno discorsi di questo genere continua ad esserci il KKE, il partito comunista greco, che coordina anche una mini-internazionale che segue la stessa linea e che ha, o ha avuto, adepti anche in Italia.

Ebbene, il KKE, in un commento del 27 gennaio scorso a proposito di una risoluzione del partito comunista spagnolo, ritorna sulle stesse questioni definendo imperialiste e concorrenziali sulle stesso terreno degli americani le politiche di Russia e Cina. A chi giova, in questo momento in cui l’imperialismo USA sferra i suoi attacchi furiosi per rilanciare la propria egemonia e tentare disperatamente di bloccare la crisi che lo coinvolge anche a rischio di nuove guerre, sostenere la tesi dei tre imperialismi?

Non si tratta qui nemmeno di individuare il nemico principale, come pure è nel metodo dei comunisti, ma soprattutto di considerare imperialista la politica della Russia e della Cina. Si può affermare che la politica della Russia è imperialista perchè sta reagendo all’accerchiamento della NATO ai propri confini? E’ imperialismo la politica russa che tende a bloccare i tentativi di disgregazione della Federazione che è il ghiotto obiettivo occidentale dopo il crollo dell’URSS? A chi giova insinuare il dubbio tra i compagni e alimentare quel ‘sinistrismo’ che Secchia definiva, a suo tempo, maschera della Gestapo? Quanto alla Cina, parlare di un suo ruolo ‘imperialista’ sta in linea con la politica americana che vede, e giustamente, questo paese come una spada di Damocle sul suo futuro di potenza egemone sul piano economico e tecnologico. Bisogna mantenere l’egemonia americana in questi settori? Oppure considerare imperialismo il programma socialista con caratteristiche cinesi che non solo ha sottratto, in un periodo storico eccezionalmente breve, più di un miliardo di persone alla fame e al sottosviluppo, ma ha anche raggiunto livelli scientifici e tecnologici avanzatissimi?

Ma c’è anche un’altra questione, che per certi versi è ancora più grave e riguarda l’area dell’imperialismo di ‘sinistra’. Si tratta della incapacità assoluta di intendere che l’attuale assetto geopolitico è quello che può garantire, nei diversi continenti, il supporto economico, politico, e talvolta anche militare, come è accaduto con la Siria, che impedisca che le aggressioni dell’imperialismo occidentale a guida americana possano prevalere. Anche questo è un ruolo imperialista?

Se non ci fosse bisogno di garantirci dalle infiltrazioni ideologiche imperialiste non sarebbe neppure il caso di preoccuparsi politicamente dell’imperialismo di ‘sinistra’, data anche l’inconsistenza dei suoi rappresentanti nell’area comunista, però la storia ci insegna come vengono orchestrate certe campagne che portano alle rivoluzioni arancione e come gli americani sappiano muoversi su questo terreno con una lunga esperienza alle spalle. Basti pensare come ultimamente si sono mossi con i curdi che ora sono diventati i loro mercenari in una parte della Siria. I conti tornano anche in questo caso.

Aginform
22 febbraio 2022

 

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