Fulvio Grimaldi: “Dall’Ucraina al Pakistan, dal cavallo di Caligola a Di Maio

Avete sentito. Grosso colpo geopolitico negativo.  Con il colpo di mano parlamentare alla uruguayana hanno defenestrato in Pakistan Imran Khan, democraticamente eletto, e hanno insediato un fantoccio USA, fratello scemo del precedente proconsole di Obama.

Il Pakistan atomico non va mollato. A costo di ammazzarne tutti i presidenti e premier eletti, a partire dai Bhutto.

Imran  popolarissimo, laico, sostenitore di Kabul, partner della Via della Seta, sovranista, inviso al globalismo russofobo e sinofobo, governava un immenso paese, potenza nucleare, decisivo per gli equilibri anti-unipolari totalitari e neonazisti.

Anche qui gliel’hanno fatta col nazi-jihadismo, ormai lo strumento prediletto in vista del Reich Globale. A fianco degli stupratori mediatici di massa, sono tornati indispensabili i violentatori fisici. Il nazismo del terzo millennio si evolve. Picchiatori, seviziatori necrofagi, tipo Bucha. Dal manganello con olio di ricino all’antropofagia morale e alla regressione atridica. Salto di qualità da Auschwitz a Kiev e Mariupol.

A Giorgio Bianchi

Per inciso, grazie Giorgio Bianchi. Fammi essere enfatico: da 8 anni bandiera stracciata, ma svettante, a presidio di verità, onestà, umanità, nel posto più pericoloso e offeso del mondo. Esagerato dirti un Che Guevara dell’informazione? Non esagerato.

Pakistan normalizzato?

Colpaccio soprattutto alla Cina e alla Via della Seta. Afghanistan circondato e ucciso. Peggio anche per l’Iran. Godono gli sciacalli di Erdogan, sparsi ovunque si truffi in turco e Sharia ottomana. Torneranno alla ribalta Xinjang, Tibet, Hong Kong.

Guidati per finta da un vecchio gangster rimbambito, con dietro una marmaglia in transizione robotica, la feccia più degenerata della specie va alla prova finale. O la va col Reich Globale o, stavolta, simbolicamente nella Mariupol liberata, annegano come pantegane. Con tanto di squadroni della morte USA-UK-Francia che li addestrano da vent’anni al grande incendio del Reichstag.

La questione è se, con la corruzione nazi- sanitaria globale (peraltro solo da noi, NATO- UE), sono già riusciti a intontolirci al punto da farci apparire come un bene i continui crimini di Jack lo Squartatore Goldman Sachs, tipo lo sganciamento sui corpi (qualcuno ciancia di spiriti che si sollevano su tutto questo. Nell’iperuranio?) delle specie viventi di bombe tossiche tipo Grete, Frida For Future, Black Lives Matter, ortiche Green, cavallette, fosforo, uranio, ministri Bianchi, guaiti davidparenziani da pieno delirio tremens (ma la Kabala non ha niente di meglio per far riscattare il nazismo perfino ai suoi?).

Caligola, uno dei reggitori romani più intelligenti e spiritosi, aveva piazzato il suo nobilissimo cavallo tra i senatori, a evidenziarne la bassezza morale, la voracità, l’usura, l’ottusità che incalza al passo con le nequizie inflitte ai giusti.

Ovviamente storici come Seneca, intrecciati ai bonzi patrizi da interessi sporchi e comuni, lo hanno dileggiato come pazzo. E così i successivi storici del micidiale monoteismo: quanto era pagano andava in cancel culture. Ce ne hanno lasciato l’1%, in termini di civiltà, cultura, monumenti, letteratura.

Noi non abbiamo cavalli nobili da contaminarsi di vergogne tra i banchi di un Senato tutto incappucciato,  molto drogato e interamente camorrista. Caligola è scomparso tanto tempo fa, ahinoi.

Però abbiamo un avanzo di discarica di lattine che fa il ministro degli Esteri. Uno zero in cravatta, un miserabile imbecille per il quale né Virgilio, né Dante, saprebbero trovare un posto adeguato alla caratura di gaglioffo con cui insulta il mio paese e il mio popolo.

E se lo zoccolo del cavallo di Caligola facesse uno scarto…

Fulvio Grimaldi

13/04/2022

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