Sfattoria degli Ultimi, TAR Lazio accoglie ricorso: per il momento salvi i 140 animali del santuario

Sono salvi (per ora) i 140 maiali e cinghiali della Sfattoria degli ultimi, di Roma.
Dopo il respingimento ieri del primo ricorso d’urgenza al TAR del Lazio la mobilitazione generale per salvare gli ungulati si era fatta sempre più forte.  Byoblu ha testimoniato la vicenda con diversi servizi e articoli.

LE PIÙ IMPORTANTI ASSOCIAZIONI ANIMALISTE AL FIANCO DELLA SFATTORIA

A difesa degli animali da compagnia della Sfattoria erano intervenute anche numerose importanti associazioni animaliste come Enpa, Leal, Leidaa, Lndc e Oipa.

L’associazione Meta Parma aveva scritto un comunicato rivolgendosi alle forze dell’ordine invitandoli a non dar seguito alla mattanza:

“Gli animali della Sfattoria degli Ultimi sono accuditi invece in un luogo di luce, un luogo di pace, vivono nell’amore, accuditi e amati, e a loro volta amano. Uccidere queste creature sarebbe un atto ignobile, inaccettabile, una mattanza che ucciderebbe anche le persone che amano questi animali, per loro sono membri della famiglia.
Come cittadini di cuore e coscienza vi chiediamo di prendere posizione contro questa assurda ordinanza, e di non aiutare la strage di questi animali, vi chiediamo di dire “no”.
Non vogliamo credere, come cittadini, che le forze dell’ordine possano eseguire qualsiasi ordine senza dire “no” in caso di ordinanze di abbattimento che vadano a toccare i nostri animali e le nostre stesse vite.”

Il fatto che quegli animali siano registrati come animali da compagnia con tanto di microchip, li pone in una sfera diversa dagli altri animali selvatici della stessa specie che circolano liberi. In pratica, sostengono i volontari del rifugio, sarebbe come se d’un tratto voi con il vostro cane o gatto si trovaste in una qualsiasi zona rossa con conseguente decreto di abbattimento.

LE RICHIESTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

A maggio di quest’anno, dopo la scoperta di alcuni casi di peste suina nella Capitale, la Commissione Europea ha chiesto all’Italia di prendere provvedimenti.
Provvedimenti che sono arrivati con  l’ordinanza, firmata dal Ministero della Salute, di istituire una zona rossa fino al 31 agosto che copre diverse aree, tra cui quella dove si trova la Sfattoria a Nord di Roma. Ciò significa che all’interno della zona rossa, si possono applicare tutte le misure di contenimento, compreso l’abbattimento.

L’Asl 1 aveva poi provveduto a notificare al rifugio per animali la decisione di abbattimento.

LA BELLA NOTIZIA ARRIVATA IN SERATA

Ma in serata la bella notizia. Il secondo ricorso presentato al TAR è stato accolto.
Nel pomeriggio di oggi il Tar Lazio, con decreto n. 5380 a firma della presidente Rizzetto, ha finalmente accolto la nostra richiesta di sospensiva urgente del provvedimento di abbattimento firmato dalla Asl Roma 1 in data 8 agosto”, annunciano soddisfatti i volontari della Sfattoria, informando che i giudici amministrativi hanno fissato per il 14 settembre la data della udienza per approfondire la questione, ordinando alla Asl il deposito di altri documenti.

LE CONDIZIONI DI BIOSICUREZZA

Ieri una dichiarazione del commissario straordinario per la peste suina, Angelo Ferrari aveva fatto perdere le speranze ai volontari del rifugio romano:

Non è accoglibile la richiesta di non procedere all’abbattimento dei suini in questione, anche tenuto conto della carenza ed inadeguatezza delle misure di biosicurezza come comunicato dall’Asl Roma 1”.

Condizioni di biosicurezza (recinzioni) che i volontari hanno sempre dichiarato essere presenti nel rifugio, contestando le dichiarazioni dell’Asl 1 di Roma.

Da stasera, almeno per un mese, i 140 ungulati della Sfattoria sono salvi.

Davide G. Porro

13 Agosto 2022

SALVI (PER ORA) I 140 UNGULATI DELLA SFATTORIA DEGLI ULTIMI A ROMA | ByoBlu – La TV dei Cittadini

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