[Resistenza] Il governo che serve

Un numero concepito come strumento dell’irruzione dei lavoratori e delle masse popolari nella campagna elettorale – clicca qui per leggere tutti gli articoli del numero

Il governo che serve

Bisogna essere chiari, le elezioni del 25 settembre non ribalteranno il tavolo: la maggioranza relativa sarà dei partiti delle Larghe Intese che canteranno vittoria (chi più e chi meno), rivendicheranno la legittimità del loro programma e delle loro misure e manovreranno per imporre un altro governo servo della NATO e della UE. Ma al netto della propaganda, dell’intossicazione e della diversione, la verità è che le Larghe Intese dovranno fare i salti mortali per formare un governo stabile. E i salti mortali non basteranno, se le coalizioni “antisistema” avranno raccolto un numero di voti tale da spedire in parlamento un gruppo abbastanza consistente di eletti. E non basteranno neppure le minacce e le preghiere se oltre a ciò, la parte già organizzata dei lavoratori e delle masse popolari scenderà sul terreno della mobilitazione per rendere ingestibile il paese alle Larghe Intese.

Bisogna essere realisti, le elezioni del 25 settembre – pensate e preparate come una manovra di palazzo – possono essere rivoltate contro i manovratori. Per questo vanno considerate – e sono – uno strumento e non un fine. Uno strumento attraverso cui approfittare delle contraddizioni e delle debolezze delle Larghe Intese per sviluppare l’azione comune delle forze anti Draghi fino a imporre il governo di cui il paese ha bisogno. [leggi tutto]

Campagna elettorale:

Vale più un grammo di pratica che una tonnellata di promesse e bei programmi elettorali

Promuovere una campagna elettorale fatta non solo di comizi e comparsate in TV, ma di iniziative di lotta contro il carovita, lo smantellamento delle aziende, la partecipazione alla guerra USA-NATO, la devastazione dell’ambiente e il riscaldamento climatico, lo sfascio e la privatizzazione della sanità e della scuola, le grandi opere inutili e dannose, gli sfratti, il maltrattamento degli immigrati, la repressione. Una campagna di mobilitazioni e proteste per rendere il paese ingestibile dalle Larghe Intese. E finalizzata ad avanzare nella lotta per imporre un governo di emergenza popolare.

Partiamo dagli esempi per chiarire meglio il concetto.

1.Unione Popolare (UP) sta facendo circolare questo messaggio: “contro il caro bollette fissare un tetto massimo e finanziare la spesa con la tassazione al 90% degli extraprofitti delle grandi aziende energetiche”. Bene!
Adesso però mettetevi nei panni di un qualunque proletario che valuta questa proposta di buon senso:
a. per adottare una simile misura UP deve vincere le elezioni e andare al governo… improbabile;
b. UP non dice come farà a obbligare le grandi aziende energetiche a pagare il 90% di tasse sugli extraprofitti, dato che non hanno pagato neppure l’una tantum di Draghi.

Ecco un esempio di cosa intendiamo per “perdere tempo a stilare bei programmi”, “programmi radicali”. Ma non è finita qui.

I partiti delle Larghe Intese hanno gioco facile (oltre alla faccia di bronzo) nel rigirare la frittata di UP: “il nostro lo abbiamo già fatto, nel decreto Aiuti bis le bollette sono bloccate fino ad aprile del 2023!”.
Adesso pensate a cosa succederebbe se UP facesse un passettino avanti e mettesse sul piatto un grammo di pratica, iniziative di rottura anziché attestarsi alla campagna “di opinione”.

Pensate a che accadrebbe se dicesse (e facesse): “mentre proponiamo il tetto alle bollette e il finanziamento della spesa con la tassazione al 90% degli extraprofitti delle aziende energetiche, stiamo usando i nostri comitati elettorali, i candidati, le relazioni con la società civile, i giuristi, gli avvocati, le associazioni di consumatori e i sindacati per promuovere ORA l’autoriduzione collettiva e organizzata delle bollette. Togliamo subito IVA, oneri di sistema e accise. Ogni comitato elettorale diventi centro di raccolta e organizzazione, promotore di proteste, occupazioni, manifestazioni”.

Ecco come un’azione perfettamente legale e assolutamente legittima (un grammo di pratica) trasforma la campagna elettorale dal circo dei buoni propositi, delle promesse e delle prese per il culo – questo è il terreno proprio dei partiti delle Larghe Intese – in una campagna di organizzazione e mobilitazione. Che conferirebbe credibilità alla proposta di UP e, per inciso, le permetterebbe di raccogliere voti che altrimenti andrebbero dispersi nell’astensionismo. [leggi tutto]

•    “Dobbiamo diventare i risoluti promotori della mobilitazione delle masse popolari” – un contributo di Alberto Fazolo

Mobilitarsi ora!

L’autunno caldo e la forza delle cattive abitudini

(…) Negli ultimi 3 anni, nel mese di agosto sono caduti 2 governi (il Conte 1 e Draghi). Lo scorso agosto Mattarella ha operato un colpo di mano per estromettere dal parlamento tutte le forze di opposizione! A luglio la procura di Piacenza ha provato a incastrare e mettere fuori gioco sei dirigenti sindacali protagonisti delle lotte nel settore della logistica. A fine luglio è stata privatizzata l’acqua. Ancora oggi il governo Draghi – teoricamente in carica solo per il disbrigo delle questioni correnti – manovra per riaprire le centrali a carbone, costruire rigassificatori, mentre mette in ginocchio decine di migliaia di aziende e centinaia di migliaia di famiglie per le sanzioni contro la Federazione Russa… tutto questo è successo in estate e succede ora… che cosa bisogna aspettare? [leggi tutto]

·         Trieste INSORGI: fare del 3 settembre una giornata di lotta che sia da esempio!

Non cedere all’astensionismo!

Mandiamo in Parlamento il maggior numero di candidati anti Larghe Intese

Occorre creare le condizioni per rendere ingestibile anche il parlamento alla classe dominante. Facendo emergere elementi, soggetti, personalità disposti a mettersi al servizio del movimento operaio e popolare. Portando quegli elementi, soggetti e personalità a operare secondo le indicazioni impartite dagli organismi operai e popolari.

Nel movimento comunista cosciente e organizzato del nostro paese ci sono varie organizzazioni che promuovono l’astensionismo come via per alimentare la lotta di classe, il conflitto, ecc.

Critichiamo apertamente questa posizione opportunista e attendista: è la posizione di chi rinuncia a combattere una battaglia accessoria, aspettando che scoppi per magia la battaglia decisiva. Ma la battaglia decisiva la si alimenta con manovre e operazioni accessorie e attraverso di esse si costruiscono le condizioni più favorevoli per combatterla.

L’astensionismo alle elezioni del 25 settembre NON è una condotta rivoluzionaria, è la condotta di chi mette la testa sotto la sabbia aspettando “che passi la campagna elettorale”, anziché usare la campagna elettorale e le elezioni per alimentare l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari.

E poi, a ben vedere i rapporti di forza, la campagna elettorale è anche una parentesi in cui si concentrano tutte le debolezze, fragilità e insipienze dei farabutti che ambiscono a fare gli aguzzini delle masse popolari. Perché non approfittarne? [leggi tutto]

·         Whirlpool, Ansaldo, Wärtsilä, GKN – La classe operaia deve imporsi nella campagna elettorale

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Parteggio! Solidali con Marco Vicini, il circolo Arci Tunnel e la band P38

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