L’Algeria entra nei BRICS: ennesimo schiaffo al blocco occidentale

Michele Crudelini (Byoblu) – 08 Novembre 2022

L’ALGERIA ENTRA NEI BRICS: ENNESIMO SCHIAFFO AL BLOCCO OCCIDENTALE (byoblu.com)

 

Il mondo sta cambiando, ma i giornali italiani sembrano non accorgersene. Il comportamento mediatico è infatti assimilabile a quello di un bambino, la cui attenzione risulta essere facilmente soggiogabile ad ossessioni temporanee: il Covid prima, la guerra poi, i migranti ora.

Diventa così difficile riuscire a comprendere le dinamiche parallele a questi eventi e che stanno cambiando l’ordine mondiale per come lo conosciamo.

BRICS sempre più compatti

Il conflitto tra Russia e Ucraina non ha infatti compattato il mondo occidentale, come una certa propaganda vorrebbe far credere, anzi, potrebbe averne velocizzato il processo di declino. Il presunto isolamento della Russia esiste infatti solo nelle pagine dei nostri giornali. Il taglio delle relazioni commerciali e diplomatiche con Mosca ha invece portato l’effetto opposto: il rafforzamento dell’asse russo cinese.

Su Byoblu avevamo dato conto delle ultime iniziative prese nell’ambito dei BRICS, l’alleanza internazionale che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. I BRICS hanno infatti in cantiere l’introduzione di una nuova valuta di riferimento internazionale, alternativa al dollaro, per porre fine al predominio economico statunitense. Non solo.

Sono sempre più numerosi i Paesi che sono attratti dalle opportunità offerte dal blocco dei BRICS. Nei mesi scorsi Argentina e Iran hanno fatto richiesta informale di poter aderire al gruppo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Arabia Saudita, storico alleato americano che ora vorrebbe uscire dalla sfera di influenza di Washington.

La richiesta dell’Algeria

La volontà di aderire ai BRICS sta continuando a contagiare nuovi Stati: l’ultimo è l’Algeria. Il Paese nordafricano ha infatti presentato richiesta ufficiale di adesione al gruppo. Ad annunciarlo la rappresentante del Ministero degli esteri algerino Leila Zerrogui: “Abbiamo presentato la nostra domanda e sia la Russia che la Cina hanno accolto favorevolmente l’adesione dell’Algeria”. Ci sarebbe quindi piena disponibilità da parte dei principali Paesi dell’alleanza per allargare l’elenco degli Stati membri.

La volontà algerina di entrare a far parte dei BRICS si era già manifestata in passato e in particolare nel corso dell’ultimo summit, in cui il Paese nordafricano era invitato, il Presidente Abdelmadjid Tebboune aveva dichiarato che: “L’imperativo di assicurare l’instaurazione di un nuovo ordine economico in cui regni la parità e l’equità tra i Paesi. Le nostre esperienze passate ci hanno mostrato che lo squilibrio registrato sulla scena internazionale e l’emarginazione dei Paesi emergenti all’interno degli organismi mondiali costituiscono una fonte di instabilità, mancanza di equità e assenza di sviluppo”.

Proviamo a tradurre: l’ordine post guerra fredda a guida americana è instabile, ingiusto e crea squilibri. Vogliamo un nuovo ordine multipolare in cui gli Stati possano trattare reciprocamente alla pari.

Il cortocircuito logico della politica estera italiana

L’ingresso dell’Algeria nei BRICS rappresenta poi uno schiaffo alle sicurezze occidentali. Il Paese nordafricano è infatti il nono produttore di gas al mondo e, secondo i piani dell’ex Presidente del Consiglio italiano Draghi, sarebbe dovuto diventare il primo fornitore per l’Italia. Il paradosso è che Mario Draghi ha scelto l’Algeria per sostituire le forniture provenienti dalla Russia e oggi scopriamo che l’Algeria farà parte di una stretta alleanza politica ed economica proprio con la Russia.

Subordinare la politica estera di un Paese a scelte di natura ideologica, o peggio, alla volontà imposta da altri Stati ritenuti alleati porta a simili paradossi. Il mondo sta cambiando, l’Italia dovrebbe capirlo prima di chiudere i rapporti con quegli Stati che in un futuro prossimo potrebbero dominare la scena internazionale.

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