[Rete Ambientalista] La delusione del COP 27

Rassegna di Rete Ambientalista del 27/11/2022

 

Non abbiamo parole, si è parlato di tutto, ma l’azione per ridurre l’aumento della temperatura terrestre, questione base per la sopravvivenza delle prossime generazioni, è stata trattata solo marginalmente. Alla vigilia del COP 27, il vertice delle Nazioni Unite sul clima, che si è appena concluso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, noi di Ecoitaliasolidale avevamo già espresso il timore di assistere ancora una volta a promesse vacue, rinvii di decisioni importanti, come in tante altri summit sul clima che si sono svolti nel passato “Auspicavamo che durante lo svolgimento della COP si potesse giungere finalmente a decisioni efficaci e condivise da tutti, in particolare sulla mitigazione climatica. Abbiamo ribadito come proprio gli scienziati ci stanno informando che stiamo per superare la linea rossa, quella del non ritorno, quella di un clima sempre più rovente e violento, portando la nostra specie verso la tanto temuta “Estinzione di massa”, per l’esattezza la Sesta… in effetti a Sharm el Sheikh, dopo due settimane di trattative, la COP27 si è conclusa con un quasi fallimento e con piccoli ed insufficienti passi in avanti.”

Il documento finale approvato alla Cop27 di Sharm el-Sheikh salva l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli preindustriali, il risultato maggiore della Cop26 di Glasgow l’anno scorso. Va comunque segnalato che il grado e mezzo in più a partire dall’era.

Doveva essere un pianeta ricco di vita, peccato che sia finito in questo stato… Sembrerebbe che la colpa di ciò sia dovuta ai suoi abitanti che per la loro cecità mentale non hanno mai voluto capire il fenomeno del riscaldamento planetario, nonostante le varie COP sul clima, come quella del Cairo… preindustriale è stato quasi raggiunto, per cui sarebbe più logico parlare di non superare i + 2,5 gradi… Un risultato minimo è stato comunque raggiunto: il via libera a un fondo per il Loss and damage, i soldi a cui attingere per rimediare ai danni e alle perdite causate dal clima nei Paesi in via di sviluppo più vulnerabili agli eventi meteorologici estremi. Si è sottolineata l’importanza della transizione alle fonti rinnovabili e si è auspicata l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. Ma il documento chiede soltanto la riduzione della produzione elettrica a carbone con emissioni non abbattute, non l’eliminazione e poi siamo ancora nella logica della “buona volontà” dei Paesi e non nell’impegno obbligatorio. La Cop27 riconosce che per non superare l’obiettivo di 1,5 gradi è necessaria una riduzione delle emissioni del 43% al 2030 rispetto al 2019. Con gli impegni di decarbonizzazione attuali, tuttavia, il taglio di emissioni sarebbe solo dello 0,3% al 2030 rispetto al 2019. Quindi nessuna decisione certa, rapida e sostenibile per l’uscita dai combustibili fossili. Lo stesso problema del mare e del suo inquinamento, come l’aumento del 30% dell’acidità in pochi anni, la diminuzione del 20% delle barriere coralline, l’aumento della temperatura, la perdita di biodiversità, non ha ricevuto adeguati provvedimenti e risposte.

Piergiorgio Benvenuti

 


 

Una Terra per tutti – Una guida per la sopravvivenza dell’umanità.

Delusione, ma Beppe Grillo ci ricorda che -con un nuovo progetto- celebriamo  nel 2022 il cinquantenario dello storico rapporto al Club di Roma “ I limiti alla crescita”: clicca sul titolo. E il

 2022Firenze si chiude aprendo una nuova stagione di mobilitazioni internazionali.

A venti anni dal Forum Sociale Europeo. Clicca sul titolo.

L’8 dicembre No Tav si avvicina. Tutte le iniziative.

Che si concluderanno con la storica marcia popolare. Clicca sul titolo.

Assemblea Nazionale dei Movimenti per la Salute.

Rivolta ai lavoratori sanità, ai movimenti, i comitati, le associazioni e le organizzazioni che a vario titolo lottano sui temi della salute, ai sindacati di base, alle associazioni e i collettivi femministi e transfemministi, alle reti e gruppi ecologisti e contro le nocività… Le rivendicazioni per una sanità ed un Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, gratuito, universale ed umanizzato che ponga fine alle privatizzazioni, per la ridefinizione, soprattutto nella Sanità, delle attuali competenze Stato-Regioni ed Enti Locali, contro qualsiasi proposta (o Legge Quadro) di autonomia differenziata/regionale, e contro la mercificazione della salute. Clicca qui.

Il salva trivelle del governo.

In contrasto con la Costituzione… e le ragioni economiche e ambientali. Clicca sul titolo.

Tredici torri eoliche a Tuscania.

Invece dei pannelli fotovoltaici. Secondo Italia Nostra, appare evidente che l’Italia voglia consegnarsi alle lobby internazionali dell’eolico, arrendendosi senza condizioni all’annunciata occupazione del territorio nazionale. Clicca sul titolo.

Lo scandalo politico delle concerie in Toscana.

La manovalanza era affidata alla ’ndrangheta, agli interventi ad alto livello si occupavano i politici. Clicca sul titolo.

Morti sul lavoro: silenzi e bugie Inail.

A cura dell’«Osservatorio nazionale di Bologna morti sul lavoro»

Rischio oncologico superiore a Brindisi.

La pubblicazione del Rapporto sui tumori 2022 dovrebbe guidare le scelte di organizzazione sanitaria. Clicca qui.

MUOS rischio per la salute e strumento di guerra.

Nonché occasione di repressione dai tribunali. Clicca sul titolo.

Solidali con i lavoratori ma l’Ilva è un cavallo morente.

Occorre un piano B per le aree di crisi, fra cui Taranto, basato sulle bonifiche e su una riconversione economica finalizzata alla transizione ecologica. Clicca sul titolo.

Malattie Rare: le richieste del settore al nuovo Governo.

OMAR (Osservatorio Malattie Rare) presenta il proprio settimo “Orphan Drug Day (continua…)

Progetti che migliorano la vita di chi ha una Malattia Rara.

I primi sei progetti approvati dal Comitato Scientifico (continua)…

Non vogliamo più finanziare la difesa armata.

Messa a punto la campagna “Sei per la pace, sei per mille” : aderisci.

La “Carta “del Movimento Nonviolento.

Le quattro fondamentali direttrici d’azione del Movimento. Clicca sul titolo.

Arance per la vita.

Solidarietà ai curdi bombardati da Erdogan. Clicca sul titolo.

L’ONU sull’occupazione delle terre palestinesi.

Documento respinto da Israele. Clicca sul titolo.

Al bando produzione e utilizzo dei Pfas.

In assemblea il prossimo 7 dicembre.  contro la Lobby.

Siamo ancora qui nel 2022 a chiedere “Vogliamo sapere cosa c’è nel nostro sangue!” Domanda  retorica  perchè lo sappiamo benissimo cosa c’è. Lo sappiamo da decine di anni dopo ben otto indagini epidemiologiche, di cui l’ultima dell’Università di Liegi, e dopo gli inequivocabili referti del sangue depositati anche in magistratura. Lo sappiamo benissimo che in Fraschetta i livelli record di malattie e di morti sono legati allo stabilimento chimico di Spinetta Marengo, e lo sappiamo benissimo quali e quante sono le sostanze che fuoriescono in acque a atmosfera, e su cui gli studi internazionali chimici e sanitari non lasciano margini di dubbio.

Lo sa benissimo chi non si fa abbindolare dalle istituzioni dichiarandosi “moderatamente soddisfatto”. Lo sa dunque  benissimo il Comitato StopSolvay che come “ragione sociale” e  nel logo evidenzia “STOP”, STOP SOLVAY, fermare la Solvay, chiudere. Appunto, il Comitato-che-chiede-la-fermata-della-Solvay fa l’assemblea il 7 dicembre 2022 per informare la cittadinanza PERCHE’ chiede un provvedimento così drastico. Informa cioè i cittadini e i lavoratori, quelli che sono ancora ignari o increduli, che cosa c’è nel loro sangue. Affinchè partecipino alla lotta per lo STOP. Affinchè partecipano a chiedere

AL SINDACO DI ALESSANDRIA DI EMETTERE UNA ORDINANZA DI CHIUSURA DELLE PRODUZIONI INQUINANTI DELLA SOLVAY DI SPINETTA MARENGO.

Questa è l’utilità etica e politica delle assemblee, alla stregua di quelle che il Movimento di Lotta per la salute Maccacaro sta facendo quasi settimanalmente con il suo sistema di informazione (oltre 37mila partecipanti). Come ha fatto  Legambiente co-promotrice del DDL Crucioli per la messa al bando in Italia  dei PFAS in produzione e utilizzo. 

    

Indagine epidemiologica Pfas anche a Montecastello.

Il pfas C6O4 che fa bloccare l’acquedotto di Montecastello, Comune confinante con Alessandria e abbastanza distante dall’epicentro di Spinetta Marengo, è un sovrappiù di ragioni per avvalorare la richiesta di fermare le produzioni inquinanti della Solvay, con monito urgente al sindaco di Alessandria di emettere relativa ordinanza di chiusura. Questo sindaco può procedere senza tentennamenti sulla scorta delle consolidate indagini ambientali e sanitarie di Alessandria, senza attendere ulteriore conferma dal progetto di accertamento ematologico (biomonitoraggio) sulla popolazione montecastellese, e sulla limitrofa quale “Coorte Bianca” di confronto. Tanto meno attendendo i dati che tarderanno anni: infatti il progetto universitario locale potrebbe rientrare in “Scenarios” nell’ambito del programma “EUHorizon 2020” finalizzato a contribuire all’obiettivo Green Deal europeo verso “l’ambizione di inquinamento zero per un ambiente libero da sostanze tossiche”, e che comprende 19 organizzazioni di 10 Paesi europei (Italia, Spagna, Grecia, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Regno Unito, Cipro) e Israele, estendendosi fino a Usa e Canada. Ma anche dai risultati di questo progetto, come da quelli di ulteriori indagini epidemiologiche in territorio alessandrino, si misureranno i risarcimenti alle popolazioni e agli enti da parte del tribunale.

 

Gli altri pozzi della provincia alessandrina inquinati dai Pfas.

Oltre al Bormida, a valle dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo i risultati dei campionamenti 2020-2022 ordinati da Asl ed eseguiti da Arpa evidenziano un inquinamento costante dei Pfas lungo l’asse del torrente Scrivia e anche e in prossimità del Tanaro. Bandito dal 2013 e confermandosi indistruttibile, ancora nel 2020-2022 la fa da padrone (0,67 µg/l) il PFOA ad Alzano, Castelnuovo Scrivia, Isola Sant’Antonio, Guazzora, Molino dei Torti, Piovera, Tortona, Villarvernia. Mentre a Pietra Marazzi e a Montecastello sono spuntati anche C6O4 e ADV.

 

Incontenibile la lobby internazionale dei PFAS.

L’OMS NELLE GRINFIE DELLA LOBBY DEI PFAS

116 scienziati hanno inviato una lettera all’Organizzazione Mondiale della Sanità sollecitando una revisione completa o il ritiro della bozza delle linee guida dell’organizzazione sull’acqua potabile per le due sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) più studiate. La lettera descrive in dettaglio come la bozza dell’OMS eviti il calcolo degli standard sanitari, ignorando le prove solide dei danni di PFOS e PFOA. La lettera rileva anche la mancanza di trasparenza sulla paternità della bozza»: così Isde Medici per l’Ambiente. La bozza omette o oscura le prove dei legami tra l’esposizione a PFOS e PFOA e il cancro, i danni al fegato, l’aumento del colesterolo e i danni al sistema immunitario. Per questi esiti, esistono numerosi e solidi studi sull’uomo che hanno riscontrato legami con livelli molto bassi di esposizione a questi due e ad altri PFAS. Questi legami sono ulteriormente supportati da numerosi studi animali. Poiché la bozza dell’OMS ignora l’ampia mole di studi sulla salute umana e animale per concentrarsi -sotto la spinta della lobby della chimica- sulle capacità e sui costi delle tecnologie di bonifica, le linee guida proposte si discostano in modo significativo da quelle scientificamente fondate di altre importanti agenzie sanitarie: l’EPA statunitense, l’EPA californiana, l’U.S. EPA Science Advisory Board eccetera.

LA LOBBY DEI PFAS MANOVRA REGIONE VENETO E ISS

Nascondendosi dietro ISS Istituto Superiore Sanità, la Regione Veneto, che non ha mai voluto stendere un vero piano di sicurezza alimentare, con delibera stabilisce come dose settimanale Pfas assimilabile dal corpo umano senza rischi, 8 nanogrammi per chilo corporeo, cioè quasi il doppio di quanto consigliato dagli esperti dell’Ente Europeo per la sicurezza alimentare EFSA (4,4 ng/kg bw per settimana).

 

Solvay: una bufala tira l’altra.

La lobby della chimica dei Pfas, capitanata dalla Solvay, dunque, si batte tenacemente per condizionare tanto gli organismi internazionali quanto le istituzioni nazionali. A questo scopo annuncia “scoperte scientifiche” che eliminerebbero il Pfas definitivamente dall’ambiente. Il processo, testato al Surface Lab del Politecnico di Milano, prevede di “ossidare il titanio con la lamiera che esce rivestita da una pellicola per poi entrare nel reattore ed uscirne praticamente ripulita dalle sostanze: una rete di biossido di titanio illuminato dalla luce e polarizzato elettricamente permette di trasformare il Pfas in CO2 e acqua”. Insomma, una rivoluzione che punta ad eliminare l’utilizzo di filtri a carboni attivi, finora proposti come panacea (clicca qui come smascherammo la bufala).

A parte il conflitto di interessi che deriva dallo stretto legame di partenariato fra Solvay e Politecnico di Milano, che dalla multinazionale belga riceve 800.000 euro in contratti di ricerca, dal legame strategico che dà anche la possibilità a entrambi di partecipare in maniera congiunta a bandi nazionali e internazionali di sostegno finanziario a progetti comuni, quanto meno il sospetto di “bufala” avanza se si considera che si tratta di un test di laboratorio da sperimentare direttamente sul campo tramite reattori grandi e grossi da piazzare sui pozzi contaminati. A questo proposito, parlare di biossido di titanio a Spinetta Marengo è come parlare di corda in casa dell’impiccato: negli anni ’70 il pretore chiuse per inquinamento l’enorme impianto. Ne abbiamo ancora scritto (clicca qui) in occasione della mobilitazione in Liguria contro la miniera di titanio nel parco del Beigua.

Sito: www.rete-ambientalista.it

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