Rapporto Pendolaria 2024, nel Lazio record per il mancato ritorno sui treni dopo la pandemia

Legambiente Lazio – 14/02/2024

 

Rapporto Pendolaria 2024. Nel Lazio record per il mancato ritorno sui treni dopo la pandemia, – 40% dal 2019 al 2022

Clamorose differenze per i viaggi su convogli Trenitalia che con 13 anni di età media sono tra i più giovani d’italia e su mezzi Cotral-Atac che con 33,5 anni di età media sono i più vecchi d’Italia

“Nel Lazio viaggi infernali su Roma Lido e Roma Nord, scarsi investimenti regionali, raddoppi di binari su tratte strategiche fermi al palo e nessuna riattivazione di tratte dismesse; sono le cause della mancata crescita per i numeri dei viaggiatori che significa eccesso di spostamenti in auto privata, inquinamento e peggioramento della qualità della vita”

Roma-Lido e Roma Nord-Viterbo saldamente tra le peggiori linee d’Italia. Il Lazio spende per il trasporto pubblico appena lo 0,04% del bilancio regionale

 

Legambiente ha pubblicato il dossier Pendolaria 2024, con l’analisi del trasporto pendolare in Italia. Dal report il Lazio emerge per avere il record negativo di ritorno sui treni dopo la pandemia, tra 2019 e 2022 sono -40% i pendolari sui treni regionali, da oltre 500.000 viaggiatori a 350.000, mentre in tutte le altre regioni stanno risalendo i numeri a quelli pre-pandemici. Intanto dalla Regione continuano ad arrivare risorse scarsissime: per il trasporto regionale investimenti pari ad appena lo 0,04% del bilancio.

“Con i numeri di Pendolaria sono chiarissimi gli scarsi investimenti regionali, le differenze clamorose per la qualità di viaggio su mezzi Trenitalia e Cotral e i picchi di disservizi infernali sui treni romani verso Ostia e verso Nord – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Il Lazio ha un numero di convogli complessivi molto importante ma numerosi sono anche i nodi clamorosamente evidenti che continuano a non essere risolti: Roma Lido e Roma Nord agonizzanti, ma anche frequenze di passaggio dalla Capitale verso Tivoli, Nettuno e i Castelli totalmente inadeguate, così come le novità zero sulle riattivazioni di tratti ferroviari dismessi a Fiumicino Città, Terracina e tra Orte e Civitavecchia. Di fronte a queste necessità, il crollo delle utenze del TPL è la conseguenza più diretta, così come l’aumento di traffico, inquinamento e incidentalità legata all’enorme numero di automobili private in circolazione, peraltro se l’investimento regionale per le ferrovie è irrisorio, è sparito anche quello enorme stanziato inizialmente da PNRR con i tagli arrivati da un Ministero dei Trasporti che lascia all’asciutto due progetti strategici come la linea veloce Roma-Pescara e soprattutto l’Anello Ferroviario, ma continua a puntare su strade e autostrade come la Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone, con scelte del tutto opposte a quelle per migliorare ambiente e qualità della vita nel Lazio”.

Calca sulla Roma-Lido

Il Lazio è la seconda Regione per offerta totale di treni con 1.521 al giorno (di cui 961 di Trenitalia e 560 di ATAC e Cotral); se l’età media dei convogli, con 17,8 anni, è solo lievemente superiore rispetto alla media nazionale di 15,8 anni, c’è una clamorosa differenza tra la flotta Trenitalia che ha vetture tra le più nuove d’Italia con soli 13 anni di età media e quella di Cotral-Atac che, con 32,5 anni raggiungono invece la media peggiore d’Italia. Tra le conseguenze più evidenti di questo divario incredibile è lo stato di salute di Roma-Lido e Roma Nord-Viterbo che anche questo’anno sono in assoluto tra le peggiori linee d’Italia: dopo anni e anni di inqualificabile peggioramento del servizio, si è arrivati al disastro totale sulle cosiddette ex-concesse che in questi ultimi mesi avrebbero dovuto cambiare volto con i passaggi di gestione da Atac a Cotral.

Amedeo Trolese, responsabile per la mobilità di Legambiente Lazio, pone l’accento sull’importanza delle stazioni: “Più ne apriamo al territorio e più utenti si avvicineranno al trasporto su ferro con conseguente miglioramento della qualità della vita. Quindi bisogna velocizzare al massimo per aprire il cantiere del ‘nodo Pigneto’ dove è prevista la realizzazione di una nuova stazione di interscambio tra ferrovie regionali e metro C completamente interrata e il miglioramento dello spazio urbano sovrastante. Attuazione dei previsti  “Piani di assetto” di Tiburtina, Tuscolana, Trastevere e Ostiense, dei quali si narra da decenni ma non si ha alcuna notizia seria; così come l’apertura di due stazioni Selinunte e Statuario; del Piano Regolatore generale ferroviario di Roma Casilina (con apertura di accesso da Tor Pignattara); della fermata Zama e del collegamento tra la Stazione Tuscolana e la fermata Ponte Lungo della Metro A; così come per la fermata Massimina sulla linea per Civitavecchia. Infine va menzionata la riqualificazione della stazione di Torricola vera e propria porta dell’Appia Antica”.

Tra le tratte da ri-attivare, con Pendolaria Legambiente torna a chiedere la riapertura della Priverno-Terracina e Orte-Capranica-Civitavecchia ma anche della Parco Leonardo Fiumicino Città, per ridare un treno alla maggior città italiana senza stazione. Sull’aumento delle frequenze di passaggio, l’associazione del cigno verde chiede che avvenga su FL2 Roma-Tivoli dagli attuali 30/60 minuti a 15 minuti con i lavori previsti per l’alta velocità Roma-Pescara, su FL4 Roma-Castelli e su FL8 Roma-Nettuno dagli attuali 60 minuti a 15 minuti grazie a un quadruplicamento della tratta Capannelle-Ciampino, così come la trasformazione in metropolitane di Roma Nord e Roma Lido che non sia un solo cambio di nome ma un aumento straordinario di servizio per le tratte pendolari potenzialmente più frequentate d’Italia.

 

Sharing - Condividi