La Nato dà le armi ai nazisti del battaglione Azov, mentre La Stampa “cancella” la verità

Abbiamo già trattato l’origine storica e i crimini di guerra attribuiti al battaglione Azov, unità paramilitare neonazista incorporata nella Guardia Nazionale ucraina. Anche alcuni media mainstream sembrano essersi resi conto della presenza di milizie d’ispirazione nazista che combattono per l’Ucraina.Non si capisce bene il motivo, ma improvvisamente l’estremismo di destra ha iniziato a non essere considerato più così tanto malvagio in Occidente. “Il battaglione Azov non è un battaglione neonazista, è una parte delle forze armate dell’Ucraina”, ha affermato Enrico Mentana nello speciale del TG La7 andato in onda l’11 marzo 2022. Ci permettiamo di correggere il direttore Mentana: il battaglione Azov è un battaglione neonazista e fa parte delle forze armate dell’Ucraina. La domanda che tutti dovrebbero porsi è: dove vanno a finire le armi che sono state consegnate dai paesi occidentali all’Ucraina?

La NATO arma il Battaglione Azov

A quanto si apprende, anche al battaglione Azov. Sin dall’intervento militare della federazione russa in Ucraina, soltanto il Governo statunitense ha inviato la bellezza di 350 milioni di dollari in equipaggiamento militare a Kiev. In poco meno di una settimana, verso la fine di febbraio e l’inizio di marzo, gli Stati Uniti d’America, l’Italia e molti altri stati appartenenti alla NATO hanno trasportato oltre 17.000 armi anticarro. Tra queste, missili Javelin, Stinger, Spike e mitragliatrici che sono state veicolate dai confini della Polonia e della Romania, direttamente in Ucraina. A riportare gli spostamenti è il The New York Times.

E mentre la NATO alimenta la “guerriglia” in Ucraina con approvvigionamenti bellici, alcuni guerrieri che ricevono le armi sono dei convinti suprematisti della razza ariana. Le testata bielorussa con sede in Polonia NEXTA ha twittato l’8 marzo 2022 foto dei missili anticarro inviati dalla NATO nella città ucraina di Kharkiv. Nelle foto diffuse dalla testata si vedono militari attorno a un lanciamissili Javelin. “Il battaglione Azov è stato il primo a venire a conoscenza delle armi”, ha scritto il mezzo d’informazione pubblicamente “anti-russo”.

Il nesso tra Occidente e Azov

Considerati i legami di Azov con gruppi fascisti negli Usa, alcuni deputati statunitensi hanno in precedenza tentato di listare la milizia neonazista ucraina come un’organizzazione terroristica. Nel 2019, il rappresentante democratico dello Stato di New York, Max Rose, insieme ad altri 39 membri del congresso aveva scritto una lettera al Dipartimento di Stato chiedendo di etichettare il battaglione Azov come un gruppo terroristico. Il provvedimento non fu mai preso, e oggi Washington e la NATO armano il battaglione fino ai denti in una guerra per procura contro la Russia.

Le foto pubblicate da NEXTA sono soltanto la punta dell’iceberg dei rapporti esistenti tra i governi occidentali e i nazisti in Ucraina. Nel 2017, ufficiali dell’esercito statunitense e canadese hanno tenuto un incontro con il battaglione Azov nella regione del Donbass. Il ritrovo è stato immortalato in alcune foto che sono state pubblicate sul sito ufficiale del battaglione. Lo riporta il giornalista Benjamin Norton sul blog Multipolarista. Le fotografie ritraggono soldati con toppe della bandiera statunitense, di fianco a soldati che sfoggiano simboli nazisti sulla propria divisa, come la Wolfsangel.

L’Europa supporta  neonazisti?

A sostenere il battaglione d’ispirazione neonazista troviamo anche: Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia e Israele. Incredibile che proprio Israele si sia prestato ad appoggiare organizzazioni neonaziste. Nel 2018, il media mainstream israeliano Haaretz ha diffuso la notizia di un gruppo di attivisti per i diritti umani che ha presentato una petizione alla Corte di Giustizia israeliana, richiedendo il blocco dell’esportazione di armi in Ucraina. Lo scandalo era scoppiato dopo che Azov aveva postato un video sul proprio canale YouTube, dove si vedeva un guerriero di estrema destra imbracciare un fucile d’assalto Tavor, prodotto proprio in Israele.

La Stampa “cancella” il passato?

Nel frattempo, il mainstream italiano cerca di cancellare le tracce del passato. Il 30 novembre 2014, La Stampa aveva pubblicato un lungo articolo nella sezione blog del sito intitolato “I neo-Nazi imperversano in Ucraina, ma il Nazismo non è più il ‘male assoluto’ (per l’Occidente)”. Nel testo, la giornalista Maria Grazia Bruzzone ha ripercorso i passaggi storici che hanno portato al rovesciamento del governo filorusso di Viktor Janukovich. Protagonisti degli eventi storici dell’epoca proprio il battaglione Azov, assieme ad altri gruppi paramilitari di estrema destra. In questi giorni, l’articolo è misteriosamente scomparso dal sito della Stampa, lo segnala l’attento Antidiplomatico. Pensando di cancellare una verità scomoda, la testata torinese si è scordata che il Web non dimentica mai.

 

Franz Becchi

14 Marzo 2022

NATO, ARMI AI NAZISTI DEL BATTAGLIONE AZOV. E LA STAMPA… (byoblu.com)

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