Altro che default: in Russia vola il surplus commerciale, a livelli record

Era stato già largamente previsto dai “complottisti filo-putiniani”: le sanzioni atlantiste  alla Russia non solo non hanno nemmeno scalfito l’economia del Paese, né la popolarità del suo Presidente, ma hanno avuto l’effetto opposto.

Per la prima volta dal 1994 la “Russia registra il più grande surplus commerciale dal 1994”.

Se fino ad ieri ci hanno fatto credere che le sanzioni avrebbero castigato la Federazione molto più di quanto potessero impensierire l’ Unione Europea, oggi sono gli stessi media a smentirsi.

“La Russia rischia il default”“L’ insolvenza colpirà anche colossi di Stato come Gazprom”,  ci volevano far credere che un Paese sottopopolato, ricco di materie prime, di risorse naturali, nemmeno “spremute” adeguatamente secondo gli standard occidentali, sarebbe stato messo all’angolo.

Ebbene Putin può davvero sorridere leggendo quelle previsioni:  tra gennaio e marzo il saldo tra import ed export  è stato positivo per 58,2 miliardi, un attivo superiore di oltre due volte e mezzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Non potrebbe essere più chiaro il Ministro delle Finanze Anton Siluanov che dichiara: “I flussi di esportazione sono rimasti praticamente gli stessi, ma le importazioni sono diminuite drasticamente a causa dei limiti logistici e delle restrizioni imposte dai paesi occidentali”.

“Quest’anno Mosca incasserà 100 miliardi in più del 2021. La Russia ha sufficienti riserve in oro e yuan e sarà in grado di tornare a crescere”Sono le parole della governatrice della Banca Centrale russa Elvira Nabiullina.

Certo l’occidente non si arrende: nonostante la Federazione russa abbia onorato una cedola da 650 milioni di dollari pagandola in rubli, visto che  gli Stati Uniti hanno bloccato l’operatività dei conti russi presso banche nazionali come Jp Morgan o Citigroup,  le agenzie di rating statunitensi hanno messo in chiaro che il pagamento in valuta differente rispetto a quella definita nei contratti comporta un default.

Ovviamente il ministro delle finanze russo Anton Siluanov ha minacciato di ricorrere alle vie legali se la Russia sarà dichiarata in default dall’Occidente. “Andremo in tribunale perché abbiamo preso tutte le misure necessarie per garantire che gli investitori ricevano i loro pagamenti”, ha detto. “Presenteremo le nostre fatture al tribunale confermando i nostri sforzi per pagare sia in valuta estera che in rubli.

A questo punto è evidente che non si tratta più di finanza, pagamenti, danaro, o titoli.

Gli Stati Uniti stanno cercando in tutti i modi di mettere le mani su un tesoro più grande di qualche  bond emesso da entità russe, o il rimborso di debiti a varie società occidentali, tra cui figura anche la nostra UNICREDIT.

Il tesoro è smisurato e immenso e si chiama Russia. Ed è un sogno che gli americani cercano di far diventare realtà fin dalla caduta del’ URSS.

ANTONIO ALBANESE

12/04/2022

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