“Ci opponiamo alla manipolazione genetica delle foreste” [petizione]

L’industria dell’ingegneria genetica sta lavorando negli Stati Uniti per rendere accettabile questa tecnologia contestata da molti. Sostengono che l’intervento sul materiale genetico degli alberi può essere un mezzo per salvare le specie e le foreste in pericolo. Questa narrativa è del tutto spregevole e la respingiamo.

All’inizio del secolo scorso, una malattia fungina ridusse il castagno americano a tal punto che ne rimasero solo pochi esemplari negli Stati Uniti occidentali e in Canada.

Per prevenire questo rischio l’industria dell’ingegneria genetica ha manipolato il materiale genetico dei castagni per rendere la specie resistente alla malattia. L’intenzione dei ricercatori è di introdurre alberi cresciuti in laboratorio nelle foreste spontanee il più rapidamente possibile, in modo che i loro semi possano essere dispersi e le piante si propaghino.

Il piano prevede quindi che il castagno americano riconquisti l’habitat in cui un tempo era così diffuso. Questa è la narrativa dei ricercatori che definiscono l’ingegneria genetica come la “salvatrice delle foreste”.

Questo progetto, però, è molto pericoloso. L’esperimento sarebbe irreversibile, con conseguenze che nessuno può calcolare. Le foreste sono comunità di vita molto complesse. Non esistono studi a lungo termine su come gli alberi geneticamente modificati interagiscano negli ecosistemi biodiversi con insetti, uccelli e altra fauna selvatica.

La prevista ripresa del castagno americano potrebbe portare alla scomparsa di altre specie.

Inoltre, l’autorizzazione di alberi geneticamente modificati potrebbe costituire un precedente e diventare di uso comune. Non si tratta della lodevole protezione di una specie iconica, ma di un interesse puramente commerciale dell’industria della cellulosa e del pellet. La menzogna dell’ingegneria genetica  come salvatrice delle foreste può avere successo, anche se gran parte della popolazione rifiuta l’intervento del materiale genetico.

Per noi che difendiamo l’ambiente, è chiaro: l’ingegneria genetica non protegge le foreste, ma le mette in pericolo. Riteniamo che il materiale genetico degli alberi non debba essere modificato.

Salviamo la Foresta

 

LA LETTERA

CA: Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti – Servizio di ispezione sanitaria degli animali e delle piante (USDA APHIS)

Gentili Signore,

Egregi Signori,

Attualmente si sta preparando una richiesta al governo statunitense per piantare castagni americani geneticamente modificati nelle foreste naturali.

Questi scienziati intendono riempire le foreste di alberi geneticamente modificati. Ciò costituirebbe un importante precedente.

Il castagno americano sarebbe la prima specie arborea geneticamente modificata approvata negli Stati Uniti e la prima pianta geneticamente modificata con la capacità di riprodursi consentita in un ecosistema naturale. Le piante geneticamente modificate potrebbero essere approvate in futuro, senza poterne impedire la diffusione incontrollata.

Aziende e ricercatori lavorano da anni per ottenere i permessi per le piantagioni industriali di alberi geneticamente modificati. La schiacciante opposizione pubblica ha contribuito a fermarli. Ora cercano di superare questa diffidenza, usando la menzogna della “riparazione della foresta”. I promotori della manipolazione genetica vogliono ripristinare il castagno americano, una specie quasi scomparsa nella prima metà del XX secolo, interferendo con il suo materiale genetico.

Tuttavia, non è possibile “riparare” una foresta con una specie arborea replicata in questo modo.

Non esistono studi a lungo termine sui rischi ecologici e sociali degli alberi di castagno americano geneticamente modificati introdotti nelle foreste spontanee. Le popolazioni indigene, i villaggi, le città, le contee e gli agricoltori che vogliono rimanere liberi da OGM sono a rischio. Questo, violerebbe la sovranità delle popolazioni indigene e minaccerebbe i mezzi di sostentamento degli attuali coltivatori di castagni.

Per tutte queste ragioni, mi unisco ai cittadini e alle organizzazioni che rifiutano questi e tutti gli altri alberi geneticamente modificati. Dobbiamo fermare questo grande e pericoloso esperimento nelle foreste degli Stati Uniti e del mondo.

Cordiali saluti,

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