Schiavi in cambio di petrolio: come la famosa agenda Draghi ha finanziato la guerra in Libia

Michelangelo Severgnini – 13/09/2022

Schiavi in cambio di petrolio: come la famosa agenda Draghi ha finanziato la guerra in Libia – CASA EDITRICE L.A.D. – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

 

“Caro Presidente Draghi […] se vuole approfondire le questioni di cui le sto parlando, le consiglio di ascoltare su Radio Radicale la trasmissione «Voci dalla Libia – speciale Fortezza Italia», a cura di Andrea Billau e Michelangelo Severgnini”. [Roberto Saviano – Corriere della Sera, 7 aprile 2021]

Con queste parole il celebre scrittore italiano si riferiva al lavoro di Michelangelo Severgnini ora diventato un libro “L’Urlo – schiavi in cambio di petrolio” edito da LAD edizioni, che sarà presentato giovedì 15 settembre 2022 a Roma presso Radio Trastevere Gallery alle 18 in via Natale Del Grande, 21.

Oltre all’autore saranno ospiti Abdul Hadi Al-Huweej (ex-ministro degli Esteri libico e presidente del Partito per il Futuro Libico), Vito Petrocelli (senatore), Emanuele Dessì (senatore e candidato ISP). Introduce Antonio Di Siena (LAD edizioni) e modera Francesca Ronchin (giornalista).

LA QUARTA DI COPERTINA

L’Urlo non è il grido di dolore dei migranti che annegano nel mar Mediterraneo.

L’Urlo è il tentativo di abbattere il muro di manipolazione e silenzio eretto in Europa per nascondere la verità sulla Libia.

Un diabolico meccanismo di sfruttamento neo-coloniale che ha distrutto uno Stato sovrano, sprofondato nella guerra civile i suoi abitanti, depredato le sue risorse.

Schiavi in cambio di petrolio. Un patto scellerato tra governi europei e milizie – benedetto da NATO e ONU – in vigore dal 2011.

Migliaia di esseri umani, rapiti, torturati e ridotti in schiavitù in Libia. Migliaia di barili di greggio derubati e contrabbandati in Europa. È questo l’accordo. È questa la storia che non si può raccontare.

LA PREFAZIONE

Dalla prefazione di Abdul Hadi Al-Huweej:

<<L’Urlo è un messaggio forte, chiaro e coraggioso di un grande scrittore che urla a modo suo attraverso un libro che elenca eventi documentati, con una corretta informazione, la realtà della migrazione, miraggio, illusione e strada della morte verso l’Europa.

(…)

L’urlo è una parola di verità chiara e trasparente sulle menzogne che circolano sul fenomeno dell’immigrazione irregolare – che ha fruttato all’Europa più di mezzo miliardo di euro per i governi che si sono succeduti a Tripoli – e il cui risultato sono state altre migliaia di migranti che pullulano nel Mediterraneo, alcuni dei quali arrivano mentre gli altri muoiono tra le onde.

L’urlo è la verità sui doppi standard europei che sostengono di vo- lere elezioni libere, giuste e democratiche in Libia.

L’urlo è un grido che chiarisce la menzogna dell’Occidente sull’a- iuto alla Libia per superare la sua crisi.

(…)

È l’urlo di una coscienza viva, consapevole e cosciente.

Un urlo morale, politico, culturale, intellettuale, un urlo di uma- nità, l’urlo dell’uomo verso i suoi simili in un tempo di interessi e di assenza di principi.

C’è qualcuno che risponde?>>.

LA DENUNCIA

Lo scorso fine luglio, il governo dimissionario Draghi con voto del Senato ha stanziato 11 milioni 884 mila euro per la Guardia Costiera Libica. In realtà diverse voci autorevoli in Libia denunciano come i fondi inviati dall’Italia non siano spesi dal governo di Tripoli esattamente per gli obiettivi ufficialmente stabiliti.

Lo ha denunciato ad esempio il giugno scorso Breka Beltamar, capo della Commissione per la società civile libica e lo ha ribadito recentemente Yousef Al-Aquory, capo della Commissione affari esteri del parlamento di Tobruk: “il governo di Tripoli è un governo de facto – afferma quest’ultimo-, non è soggetto all’autorità del parlamento e quindi non c’è alcun controllo su di esso, e non c’è alcuna garanzia che questi fondi vengano destinati agli obiettivi per i quali sono stati stanziati, ed è molto probabile che questi stanziamenti finiscano a partiti e gruppi armati sospetti”.

In poche parole, il governo insediato a Tripoli, privo della fiducia del parlamento e quindi di legittimità, riceve fondi da governi occidentali che poi non spende secondo quanto dichiarato, ma li reinveste in armi e milizie per difendere militarmente la capitale, essenziale per gestire la Banca centrale libica e il saccheggio del petrolio.

Le testimonianze sopraccitate sono state raccolte da Michelangelo Severgnini, regista e scrittore, autore del film “L’Urlo”, ora diventato anche un libro pubblicato da LAD Gruppo Editoriale, che sarà presentato nei prossimi giorni a Bari, Roma e Milano.

La denuncia contenuta nel libro smaschera 10 anni di politiche di guerra italiane in Libia e indica nei fondi per la Guardia Costiera e più in generale per il contrasto alla migrazione, quei canali attraverso cui i governi italiani hanno finanziato la guerra in Libia al fine di sfruttarne le risorse.

Il libro “L’urlo” è il risultato di una ricerca lunga 4 anni documentata attraverso decine di interviste a libici e migranti-schiavi in Libia, a disposizione anche nella versione originale accessibile attraverso codici QR presenti nel libro.

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