[Pressenza] Pisa: l’esempio della grandiosa mobilitazione popolare contro le brutalità poliziesche. Abbattere il governo fascista!

Rassegna 27/02/2024

Pressenza

Notizie da Pressenza IPA – 27.02.2024

Pisa: l’esempio della grandiosa mobilitazione popolare contro le brutalità poliziesche. Abbattere il governo fascista!

Salvatore Turi Palidda

Gli sgherri di Piantedosi, Meloni, Salvini & Crosetto credevano di poter continuare senza ambasce la pratica abituale delle brutalità poliziesche per negare ogni minima protesta e resistenza al loro regime di “fascismo democratico” (ricordiamolo un governo eletto da solo il 27% degli aventi diritto al voto – vedi qui e qui). Ma la maggioranza della popolazione pisana (non solo gli studenti, ma famiglie, insegnanti e anche il rettore dell’università) si sono subito mobilitati in una grandiosa manifestazione la sera stessa di queste vigliacche brutalità. Tanto che, una volta tanto, lo stesso presidente Mattarella è stato indotto a redarguire mister Piantedosi ricordandogli che manganellare degli studenti è un fallimento.

Questo ministro dell’interno (che ha sempre difeso i dirigenti di polizia condannati per violenze e torture al G8 di Genova e ha fatto carriera di fedele servant del capo De Gennaro) s’è limitato a rispondere “Valuteremo gli eccessi”. Ma ha subito aggiunto “il governo non ha cambiato le regole della gestione dell’ordine pubblico”, perché “non ha alcun interesse che si verifichino disordini, al contrario vuole assicurare la massima espressione delle libertà dei cittadini in forma ordinata e pacifica” (un ordine pacifico che palesemente si rifà a quello del ventennio, cioè zero proteste!).

Il ministro assume in pieno il suo ruolo dicendosi “doverosamente disponibile a discussioni in Parlamento” che lui auspica “serene e costruttive, e non pregiudizialmente orientate a screditare l’azione del governo o delle forze di polizia” (in altre parole solo a condizione che gli si dia ragione!). Secondo lui, dal 7 ottobre a oggi, solo il 3% delle manifestazioni sono terminate con scontri poiché “le nostre forze dell’ordine sono attrezzate per svolgere il proprio compito in linea con le nostre caratteristiche di Paese maturo e democratico … sono tra le migliori al mondo anche proprio dal punto di vista della gestione democratica delle manifestazioni di libero dissenso”. E tutti i vari leader di Fratelli d’Italia, della Lega e di Forza Italia non hanno mancato di esternare la loro totale difesa delle forze di polizia. Salvini ha sbraitato “Chi mette le mani addosso a un poliziotto o a un carabiniere è un delinquente”.

Come ricorda Alessandra Algostino sul manifesto e su Osservatorio Repressione.info, sta “diventando una inaccettabile costante: ieri, a Pisa, Firenze, Catania; pochi giorni fa ai presidi sotto la Rai, a Napoli, Torino e Bologna. La deriva autoritaria che ha la sua veste istituzionale nella riforma sul premierato si esercita nelle piazze sotto forma di violenza delle forze di polizia, nelle aule di tribunale con la repressione del dissenso, nello spazio pubblico con l’espulsione del pensiero divergente … È un filo nero quello della repressione del dissenso che lega decreti sicurezza che si susseguono senza soluzione di continuità, normalizzando, con un ossimoro, presunte emergenze e stabilizzando eccezioni (violazioni) dei diritti; prassi delle procure che considerano eversiva la protesta rispetto alla democrazia; pronunce della magistratura civile e amministrativa che infliggono risarcimenti a chi contesta scelte politiche; provvedimenti di prefetti e questori che sottraggono spazi pubblici alle manifestazioni e comminano fogli di via agli eco-attivisti per le azioni di disobbedienza civile; limitazioni delle commissioni di garanzia agli scioperi; nuovi reati e pene per il dissenso, il disagio sociale e la solidarietà; daspo urbano per chi disturba il decoro della città”.

In realtà, come abbiamo raccontato anche in dettaglio dal 2001, sia quotidianamente sul sito di Osservatorio Repressione.info, sia nel libro del 2021 Polizie, sicurezza e insicurezze, dal 2001 a oggi c’è stato un continuum delle brutalità e torture poliziesche del G8 di Genova. Non solo con i morti e le torture massicce in diverse carceri, in stazioni di Carabinieri, in commissariati di polizia e anche in sedi delle polizie locali, oltre che nelle strade, sulla pelle di immigrati e di italiani, di presunti devianti, di resistenti o presunti sovversivi e persino clochards.

Questa continuità di pratiche di sistematiche brutalità s’è riprodotta grazie alla scellerata deriva liberista dell’ex-sinistra che di fatto ha spianato la strada al governo fascista oggi al potere. L’impunità dei responsabili delle molteplici brutalità e torture è stata quasi sempre garantita! E ovviamente questo governo pretende fare ancora di più e quindi cerca di sfruttare ogni occasione per scatenare la sua ambizione di procedere in fretta verso la piena instaurazione di un regime che ricorda il ventennio fascista ma in chiave liberista, con la pretesa di agire in nome del popolo, cioè eletto “democraticamente”, senza bisogno di colpo di stato o di nuova marcia su Roma.

Ma ecco che Pisa e poi Firenze, Milano, ieri anche a Roma e altre piazze hanno infine cominciato a dimostrare che questi epigoni dei regnanti del ventennio NON PASSERANNO!

Se sinora si è avuta l’impressione che le resistenze a questo governo fossero solo isolate, occasionali e incapaci di convergenze, sembra infine profilarsi una mobilitazione collettiva. Se questa mobilitazione continuerà a ripetersi questo governo non potrà durare, si scoprirà che si regge sul consenso di una minoranza che ha approfittato della congiuntura sfavorevole alle resistenze. E le ragioni per la moltiplicazione di queste non mancano. Meloni-Salvini-Tajani e la panoplia dei suoi ministri, tutti arroccati nell’arroganza della manovalanza squadrista, da parvenus fra i parvenus, non fanno altro che sfornare emendamenti, decreti e leggi per favorire i loro amici e fedeli, evasori, super sfruttatori dei lavoratori costretti al falso precariato e al lavoro nero, e per proteggere i boss della sanità privata, le lobby degli armamenti, gli speculatori delle grandi opere (che probabilmente non vedremo mai realizzate o vedremo crollare come il ponte Morandi e tanti altre).

Nel frattempo, l’Italia annega nei rischi di crimini ambientali, di incidenti sul lavoro, di mortalità dovuta a contaminazioni tossiche. Ma le polizie sono istigate solo a manganellare, a perseguire rom, immigrati, presunti devianti e presunti sovversivi nonché a manganella studenti. Le agenzie di prevenzione e controllo sono ridotte al lumicino e sistematicamente sabotate dal governo: sui 1.149 posti per ispettori tecnici messi a bando per il reclutamento, solo 670 sono stati coperti, mentre per gli ispettori ordinari, su 2.300 unità solo circa 1.600 sono operativi e il resto viene impiegato come personale amministrativo … e questi sono i numeri per tutta l’Italia! A Firenze c’è solo un ispettore tecnico … non stupisce quindi il disastro di ben 5 morti al cantiere dell’Esselunga – da notare 4 stranieri e si dice che fossero costretti a restituire parte della paga al caporale.

Un paese in cui, come osserva l’Eurispes: “L’insieme dell’economia ‘non osservata’ ha generato circa 530 miliardi di euro, pari al 35% del PIL ufficiale che è intorno a 1540 miliardi. A questa si somma l’economia criminale che si stima a circa 200 miliardi, soventi riciclate nell’economia legale”. Un universo sommerso che è sempre intrecciato con le economie dette legali. Ma vedi caso questo governo ha provveduto ad allentare i controlli e a sabotare o evitare l’azione delle agenzie di prevenzione e controllo e quella che dovrebbero adempiere le forze di polizia locali e nazionali. Immancabilmente si ha la proliferazione delle insicurezze ignorate prima evocate.

Sosteniamo tutte le Resistenze, tutte le proteste e mobilitazioni contro il governo delle angherie e brutalità poliziesche e dei magliari fascio-liberisti.

il Prof. Palidda è uno stimato sociologo ed ha effettuato studi sulle politiche securitarie ed ha pubblicato per i tipi di Meltemi il volume sopracitato “Polizie, sicurezza e insicurezze”

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