Il sonno della ragione genera mostri: la follia di Macron di inviare truppe in Ucraina

Alessandro Marescotti – 28 febbraio 2024

Il sonno della ragione genera mostri: la follia di inviare truppe in Ucraina (peacelink.it)

 

Come cittadini pacifisti, nutriamo profonda inquietudine per questa deriva verso un conflitto sempre più ampio e sanguinoso. La storia ci insegna che il “sonno della ragione genera mostri”, e che la guerra non è mai la soluzione ai problemi, men che meno l’escalation che Macron ha in mente.

Le recenti dichiarazioni del Presidente Macron, che non ha escluso l’invio di truppe NATO in Ucraina, hanno provocato inquietudine e timore sulla scena internazionale. La prospettiva di un’escalation militare diretta tra la NATO e la Russia apre scenari apocalittici, con conseguenze devastanti per l’intera Europa e il mondo.

Come cittadini pacifisti, nutriamo profonda preoccupazione per questa deriva verso un conflitto sempre più ampio e sanguinoso. La storia ci insegna che il “sonno della ragione genera mostri”, e che la guerra non è mai la soluzione ai problemi. L’invio di truppe in Ucraina non solo non porterebbe alla pace, ma anzi alimenterebbe la spirale di guerra, con un costo umano in termini di vite e sofferenze immenso e inaccettabile.

L’escalation militare in corso si è già dimostrata fallimentare e controproducente. Non solo non ha indebolito Putin, ma lo ha rafforzato, galvanizzando il sostegno nazionalistico interno. Invece di alimentare la guerra, è urgente e necessario percorrere tutte le vie che portino a un cessate il fuoco.

Per questo motivo, chiamiamo a raccolta tutti i cittadini che credono nella pace e nella nonviolenza a mobilitarsi in modo permanente e costante. La mobilitazione pacifista non può essere episodica, ma deve trasformarsi in una presenza viva e costante nelle piazze, per manifestare pubblicamente il dissenso dell’opinione pubblica verso l’escalation militare e per chiedere con forza un negoziato serio e costruttivo.

Solo una grande e costante pressione di popolo, unita e determinata, può fermare la follia della guerra e porre su tavolo negoziale la via della pace come unica strada per la soluzione dei conflitti e delle controversie internazionali.

Alla voce delle armi deve subentrare la voce dei cittadini che hanno diritto di autodeterminare la propria appartenenza geopolitica in modo pacifico.

È tempo di svegliare la ragione e di far sentire la voce di chi crede in un futuro di convivenza pacifica e di dialogo fra i popoli, contrastando alla radice il nazionalismo che alimenta l’odio e il risentimento fra russi e ucraini.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime iniziative pacifiste che verranno programmate per il G7 in Puglia e a diffondere un forte messaggio di impegno per la pace.

In questa pagina web troverete un video che invitiamo a diffondere per fare del prossimo G7 l’occasione del rilancio di un’idea diversa di futuro, non più centrata sulla guerra e sul riarmo ma sulla risoluzione dei grandi problemi che attanagliano il mondo: la povertà, la fame, le diseguaglianze, il catastrofico impatto dei cambiamenticlimatici. Un’idea diversa di futuro passa solo attraverso la via stretta e difficile della pace, l’unica tuttavia percorribile senza la quale il futuro sarà popolato dai mostri del nazionalismo, dell’intolleranza e della sopraffazione.

 

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Scheda sulla “strategic ambiguity”

L’ambiguità strategica in ambito militare

L’ambiguità strategica è una strategia militare che si basa sulla mancanza di chiarezza circa le intenzioni e le azioni future di una potenza militare. In parole povere, uno Stato non esplicita se interverrà militarmente in un determinato scenario, creando incertezza nell’avversario.

Perché viene adottata?

L’ambiguità strategica può essere adottata per diverse ragioni:

  • Deterrenza: Creando incertezza sull’eventualità di un intervento militare, si può dissuadere l’avversario dall’intraprendere azioni aggressive.
  • Flessibilità: Mantenere la propria posizione ambigua permette di mantenere una maggiore flessibilità strategica, adattandosi alle circostanze in divenire.
  • Gestione delle escalation: L’ambiguità può aiutare a gestire le escalation di tensione, evitando di alimentare una corsa agli armamenti o un conflitto aperto.

Perché può essere pericolosa?

L’ambiguità strategica può anche essere pericolosa:

  • Mancanza di fiducia: Può creare sfiducia e instabilità tra le potenze coinvolte, aumentando il rischio di incidenti o calcoli errati.
  • Escalation involontaria: L’incertezza sulle intenzioni reciproche può portare a un’escalation involontaria di un conflitto.
  • Pericolo di miscalcolo: L’avversario potrebbe interpretare male la posizione ambigua, aumentando il rischio di una guerra non voluta.

Esempio:

Un esempio di ambiguità strategica è la politica degli Stati Uniti verso Taiwan. Gli Stati Uniti non hanno mai dichiarato esplicitamente se interverrebbero militarmente in caso di invasione cinese di Taiwan. Questa ambiguità ha lo scopo di deterrenza la Cina dall’agire, ma allo stesso tempo mantiene flessibilità agli Stati Uniti nel caso di un conflitto.

In conclusione, l’ambiguità strategica è uno strumento complesso che può essere utilizzato per raggiungere diversi obiettivi di sicurezza. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei rischi associati a questa strategia, in modo da poterla utilizzare in modo responsabile.

(Scheda generata dell’Intelligenza artificiale generativa)

 

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