[CARC] Sciopero del 28 novembre: unità dei lavoratori e cacciata del governo Meloni

Newsletter n.42 del 21 novembre 2025: unità per cacciare il governo Meloni

Sciopero del 28 novembre: unità dei lavoratori e cacciata del governo Meloni

Il 28 novembre sarà sciopero generale. Uno sciopero contro la finanziaria di guerra proclamato dalla Usb e dalla Cub, a cui Cobas, Si Cobas e altri sindacati di base hanno aderito. L’Usb ha inoltre rilanciato con una manifestazione nazionale a Roma per il giorno successivo. La Cgil ha invece proclamato sciopero generale per il 12 dicembre, sempre contro la finanziaria di guerra del governo Meloni. Un passo indietro dunque rispetto all’unità sindacale che era stata costruita sul campo il 22 settembre e che aveva portato milioni di lavoratori il 3 e il 4 ottobre a fermarsi e bloccare tutto.

A questa nuova divisione sugli scioperi del 28 novembre e del 12 dicembre si è contrapposta nelle ultime settimane la spinta all’unità venuta da alcuni iscritti e delegati di sindacati di base e Cgil. Si sono alternati infatti appelli fatti da delegati Cgil e da delegati di altri sindacati di base verso la Cgil affinché confluisse nello sciopero del 28 novembre.

Volantino. 28 novembre e 12 dicembre. Due scioperi generali, un solo obiettivo: cacciare il governo Meloni!

Un appello per le giornate di mobilitazione del 28 e 29 novembre. Il P.Carc ha aderito e rilancia l’appello alla mobilitazione “contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni – Rompere con Israele – Palestina libera

Sullo scontro Meloni-Mattarella e la lotta politica in corso

Colpi di su, colpi di giù, colpi da destra, colpi da sinistra. Il pugile suonato del governo Meloni incassa e cerca di ributtare qualche sganassone di qua e qualche manrovescio di là. Ma la sostanza non cambia. Le stelline gli girano attorno alla testa e gli occhi incrociati non aiutano a vedere da dove arriveranno i prossimi colpi.

Dopo gli scontri interni alla maggioranza, gli scandali sul garante della privacy, le botte da orbi degli scioperi, dei blocchi e delle manifestazioni oceaniche di fine settembre e inizio ottobre, l’ultima sberla in ordine di tempo è partita dal Quirinale.

Le donne delle masse popolare invadono le strade contro il governo Meloni. Il 22 novembre a Roma, il 25 in tutte le città

Rilanciamo il comunicato di Non una di meno che lancia le mobilitazioni del prossimo 22 e 25 novembre in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. La manifestazione nazionale indetta da Non una di meno per il 22 novembre a Roma e quelle territoriali del 25 novembre devono essere occasioni per fare passi avanti in termini di organizzazione e mobilitazione, per coinvolgere quante più colleghe, amiche, vicine di casa per promuovere queste date, organizzare spezzoni, scioperi, iniziative e assemblee sul lavoro, nelle scuole e nei quartieri. Per scioperare il 28 novembre, al di là dell’appartenenza sindacale, e fare in modo che ci sia la massima convergenza. Per unire con un unico filo rosso queste giornate e concatenarle in modo che siano gli ennesimi 10 giorni di fuoco di questo autunno caldo. In modo che siano passi ulteriori per bloccare tutto, per paralizzare il paese, e per cambiare tutto, anche e soprattutto per le donne delle masse popolari.

Intervista de L’Ordine Nuovo ai lavoratori della Leonardo promotori della petizione “Non in mio nome, non col mio lavoro”

Rilanciamo di seguito l’intervista che i compagni de L’Ordine nuovohanno realizzato ai lavoratori della Leonardo di Grottaglie rispetto alla petizione che hanno lanciato per revocare ogni accordo, commissione e contratto che lega Leonardo allo stato genocidario e terrorista di Israele. Ci uniamo a quanto gli operai e i compagni della rivista indicano rispetto al dare massima visibilità a questa iniziativa.

Sanitari per Gaza: individuare le misure che servono e lottare per attuarle

Lo scorso 25 ottobre la Rete Napoli per la Palestina ha organizzato un presidio di denuncia davanti ai cancelli della Mostra di Oltremare che ospitava in quei giorni Pharmaexpo. Un’iniziativa volta a denunciare la complicità del Comune di Napoli e del governo Meloni con l’entità sionista. Oggetto della contestazione lo stand dell’azienda israeliana TEVA, un’azienda che collabora attivamente con il genocidio del popolo palestinese praticando un “apartheid farmaceutico”, cioè imponendo alla popolazione palestinese farmaci a prezzi maggiorati e negando i vaccini.

Appello di Maduro ai Presidenti e ai Capi di Stato della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e ai Popoli dell’America Latina e dei Caraibi

Rilanciamo la lettera appello che il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha indirizzato ai Presidenti e ai Capi di Stato della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e ai Popoli dell’America Latina e dei Caraibi. L’iniziativa rientra nelle misure che il Venezuela bolivariano sta dispiegando per rispondere alle minacce e alle provocazioni di Trump e degli imperialisti Usa, misure che si basano sulla mobilitazione delle masse popolari venezuelane, dell’America Latina e del mondo intero.
A dimostrazione che tali misure hanno importanza ed eco internazionali, in calce riportiamo due iniziative che si svolgono in Italia (una già svolta e una in previsione per il 20 novembre).
Lavoriamo per costruire un ampio fronte in difesa del Venezuela e contro la Terza guerra mondiale.

Leggi anche: Trump minaccia la guerra. Il Venezuela risponde con la mobilitazione popolare

ELEZIONI REGIONALI

***

Torino. Solidarietà con Anan, Alì e Mansour!

Il 21 novembre, a L’Aquila, si svolge l’ultima udienza del processo contro tre partigiani palestinesi: Anan, Ali e Mansour, accusati dall’Italia di terrorismo per il loro supporto alla causa palestinese.
Anan è detenuto da oltre un anno, sottoposto a una misura cautelare imposta dal governo Meloni che agisce in conformità agli ordini dello Stato genocidario di Israele. Inoltre, in risposta al movimento di solidarietà che si è via via intensificato davanti al carcere di Terni, Anan è stato trasferito d’autorità nel carcere di Melfi, in Basilicata. Ciò ha peggiorato le sue condizioni detentive e minato il suo diritto a una difesa adeguata. Il caso di Anan non è isolato, ma riflette una politica repressiva e vendicativa attuata dalle autorità italiane contro chi, come Anan, Ali e Mansour, si schiera per la libertà della Palestina e si oppone al crescente movimento di solidarietà presente nel paese.

Prato. Solidarietà a SUDD Cobas e ai lavoratori Euroingro per l’aggressione squadrista!

Il Partito dei CARC esprime solidarietà ai lavoratori della Euroingro e a tutti i lavoratori sfruttati del distretto industriale di Prato, al sindacato SUDD COBAS che li sta guidando nella lotta per ottenere le loro sacrosante rivendicazioni letteralmente di base, in un’area dove né la politica dei partiti delle larghe intese, né i sindacati concertativi hanno il coraggio o l’interesse a intervenire. In quel distretto industriale, complici politici e istituzioni, si sono create le condizioni perché se lo potessero permettere. Lo stesso sistema che fa del più grande polo del Tessile dell’Europa un concentrato di sfruttamento e morte, vedi la strage di Teresa Moda del 2013: insicurezza e sfruttamento vanno sempre di pari passo.

Pozzuoli. Solidarietà al Comitato Monachelle. Il 22 novembre tutti all’ex Convitto!

***

È uscito il numero 11-12/2025 di Resistenza

***

È uscito

il volume 14 delle Opere di Stalin

Scritti e discorsi dal marzo 1934 all’aprile 1940

Una coedizione Edizioni Rapporti Sociali – PGreco

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it

Sharing - Condividi