Julian Assange accusato di essere uno strumento russo per giustificare la sconfitta di Hillary Clinton contro Trump

Julian Assange ha pubblicato i file di DNC nel 2016 non a causa dei legami con la Russia, ma poiché desiderava sempre la verità, ha dichiarato John Shipton ricordando i momenti chiave della vita di suo figlio in un’intervista nel documentario di RT

Le affermazioni dei servizi segreti statunitensi secondo cui Assange ha ricevuto le e-mail del Comitato nazionale democratico del 2016 trapelate direttamente dal Cremlino sono “assurde”, ha affermato Shipton.

WikiLeaks ha pubblicato i file, che hanno rivelato la propensione del DNC contro il candidato Bernie Sanders e alla fine è costato caro a Hillary Clinton nella corsa presidenziale contro Donald Trump. All’epoca, Assange era rinchiuso nell’ambasciata ecuadoriana a Londra.

Mentre era nell’ambasciata, Julian era “la persona più visitata al mondo”, con chiunque entrasse nella struttura fotografata e registrata dai servizi segreti britannici ed ecuadoriani. In tali circostanze, è semplicemente “impossibile” immaginare che avrebbe potuto avere contatti con l’intelligence russa, ha sottolineato Shipton.

È solo uno stratagemma completamente politico: poni il peso del fallimento di Hillary Clinton sulla Federazione Russa e su Wikileaks.

Shipton ha affermato che le accuse sui legami di suo figlio con la Russia erano le stesse di “avvelenamento da Skripal – un altro ridicolo scandalo dell’MI6″. L’ex doppio agente Sergey Skripal e sua figlia sono stati presumibilmente avvelenati con un agente nervoso a Salisbury, nel Regno Unito nel 2018, con la Gran Bretagna che incolpa la Russia per l’incidente, ma non si preoccupa mai di fornire alcuna prova per confermare le accuse.

Imparare WikiLeaks davanti a una tazza di tè

Il sito web degli informatori WikiLeaks è stato lanciato da Assange nel 2006, ma Shipton sapeva già in anticipo dei piani di suo figlio.

“Julian era a casa mia e stavamo bevendo una tazza di tè. E Julian ha detto che mi piacerebbe iniziare un Wiki. E questo Wiki si preoccuperebbe di file trapelati”, ha spiegato a RT. Assange non ha avuto problemi a ottenere la benedizione di suo padre per il progetto rischioso e ambizioso.

“Ho pensato che fosse una buona idea”, ha ricordato.

Quello che WikiLeaks ha fatto è stata “una novità” in quanto ha permesso al pubblico di analizzare da soli i documenti originali, qualcosa che in precedenza era disponibile solo per i servizi di intelligence. Quei file trapelati hanno mostrato alla gente “come è fatto il mondo”.

L’ambasciata ecuadoriana si è trasformata da “centro culturale” in prigione

Nel 2012, Assange ha chiesto asilo politico all’Ecuador e si è trasferito presso l’ambasciata del paese a Londra. Temeva che il mandato d’arresto svedese per l’interrogatorio sulle accuse di aggressione sessuale, che ha negato con forza, avrebbe portato alla persecuzione politica e all’estradizione negli Stati Uniti.

All’ambasciata fu data una piccola stanza a Julian di circa “tre metri e mezzo per tre metri” . “Quindi aveva metà della stanza in cui dormire e metà della stanza da cui lavorare per WikiLeaks.”

Ma questo piccolo spazio è diventato rapidamente una sorta di “centro culturale”, ha detto Shipton. C’era un flusso costante di “persone brillanti” in visita a suo figlio, tra cui “registi e Lady Gaga … politici …” e altri.

Tutto è cambiato quando il presidente pro-USA Lenin Moreno ha sostituito Rafael Correa in Ecuador nel 2017. La piccola stanza di Assange “è diventata esattamente come una prigione”, ha detto suo padre.

I padroni di casa ecuadoriani hanno “allontanato gli avvocati … perquisito i visitatori … installato telecamere in ogni stanza, installando dispositivi vocali in ogni stanza”. Spesso si stavano “dimenticando” di fornire carta igienica o di dare da mangiare ai propri ospiti. Se Julian avesse voluto un incontro privato, avrebbe potuto farlo solo in bagno, ha aggiunto Shipton.

Shipton ha confessato di temere che la permanenza di suo figlio all’ambasciata “sarebbe finita nel peggiore dei modi”. Quelle paure si sono materializzate l’11 aprile dello scorso anno quando le autorità ecuadoriane hanno invitato la polizia britannica ad arrestare l’editore.

“Per vederlo, sai, dopo 18 mesi di torture e sette anni di reclusione e trascinato fuori da quei sette poliziotti. Non è la cosa migliore da vedere “, ha così parlato delle riprese di Assange messo su un furgone della polizia, che sono state fatte solo dall’agenzia video Ruptly di RT. “Sembrava molto vecchio, sì. Niente affatto più giovane. ”

Julian sta cercando di sembrare calmo, ma vedo la sua ansia

Le audizioni sull’estradizione di Assange dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, dove è ricercato con accuse di spionaggio per le sue rivelazioni rischia decenni di prigione, sono attualmente in corso. Nel frattempo, le autorità del Regno Unito hanno posto l’editore nella famigerata prigione di massima sicurezza di Belmarsh, che secondo quanto riferito sta causando un pesante tributo alla sua salute.
“È dove tieni assassini, terroristi, e persone brutali. Non so perché abbiano messo lì Julian,”si è chiesto suo padre.
Shipton, che ha visitato per l’ultima volta suo figlio di 48 anni alla fine di febbraio, ha detto che Julian è “ora emaciato, è magro”.

Sta molto attento a non mostrare la sua angoscia davanti a me. No, non vuole turbare suo padre. Ma vedo che la sua ansia è grande.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-le_assurde_accuse_contro_julian_assange_di_essere_uno_strumento_russo_fatte_solo_per_giustificare_la_sconfitta_di_hillary_clinton_contro_trump/82_33450/

 

“La persecuzione di Assange ed i giornalisti comprati”

Il giornalista australiano Assange è in attesa a Londra della decisione di un tribunale britannico sulla richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.
Assange è accusato di aver diffuso sul sito Wikileaks documenti statunitensi, in gran parte forniti dal soldato Chelsea Manning (anche lui perseguitato ed in galera negli USA), che attestano le malefatte, le uccisioni e le stragi compiute dall’esercito statunitense durante le varie imprese imperiali degli USA.
Se la richiesta venisse accolta, Assange – già perseguitato per 10 anni dal Governo svedese, alleato degli USA, con una falsa accusa di stupro, poi completamente caduta – rischia di rimanere in galera a vita.
La cattura di Assange, che si era rifugiato nell’Ambasciata equadoriana, è stata resa possibile dal tradimento del nuovo Presidente equadoriano Lenin Moreno, che, su pressione statunitense, lo ha fatto rapire all’interno dell’Ambasciata ignorando il principio dell’asilo politico. Una recente manifestazione per Assange a Roma ed in altre città italiane del mondo ha ricordato questi episodi che coprono di vergogna i nostri governi “democratici” dell’Occidente.
E’ inevitabile a questo punto il confronto con la nutrita schiera dei giornalisti occidentali che hanno affidato le loro brillanti carriere ad un uso sistematico della menzogna, regolando i loro articoli sulle precise indicazioni che vengono loro dai Governi degli USA e di altri paesi della NATO, dai servizi segreti occidentali e dai grandi gruppi capitalistici e finanziari. Un recente libro del “grande” giornalista tedesco Ulfkotte, recentemente scomparso, dal titolo che non ha bisogno di commenti, “Giornalisti comprati”, coraggiosamente presentato in Italia dall’editore Zambon con una prefazione di Diego Siragusa, ha descritto il fenomeno per esperienza diretta. Ulfkotte confessa apertamente di essere stato anche lui pagato per diffondere false notizie, e denuncia, dopo essersi pentito, la maggior parte dei giornalisti tedeschi per aver accettato soldi, prebende, avanzamenti di carriera, in cambio della manipolazione delle notizie a favore del Governo, della NATO, degli USA, e di altri poteri forti.
Un libro in cui veniva descritta la sistematica manipolazione delle notizie da parte di giornalisti e commentatori vari fu scritto pochi anni fa in Italia anche da Vladimiro Giacché con il titolo “La Fabbrica del Falso”. Anch’esso non ha bisogno di commenti. Un altro libro in materia fu scritto dal Prof. Borgognone, ed un altro ancora dall’altro giornalista tedesco Elsasser con particolare riferimento alle guerre in Jugoslavia (“Menzogne di Guerra”). Anche gli amici Mario Albanesi, Fulvio Grimaldi, Marinella Correggia e tanti altri hanno contribuito allo sputtanamento dei bugiardi.

Tra le bugie dei giornalisti corrotti sono particolarmente odiose quelle dedicate alla politica estera per giustificare guerre ed aggressioni.
Il primo ministro jugoslavo Milosevic fu paragonato dalla stampa occidentale ad Hitler, poi rapito, processato con accuse riconosciute come false dopo la sua morte avvenuta in circostanze poco chiare nelle prigioni dell’Aja. I Serbi furono accusati di presunte stragi a Sarajevo, Srebenica, e Rakac nel Kossovo; e queste false notizie servirono a giustificare le aggressioni della NATO.
Gheddafi fu accusato falsamente di aver fatto bombardare folle di manifestanti a Tripoli e di aver fornito Viagra ai suoi soldati per indurli a stuprare le oppositrici. Queste ridicole ed assurde accuse servirono a distruggere la Libia ed assassinare il suo Presidente.
Le accuse di usare armi chimiche e di torturare gli oppositori sono servite a mettere sotto accusa il Presidente regolarmente eletto della Siria, Bashar Assad, e giustificare l’appoggio occidentale alle peggiori bande terroriste di Al Qaida e dei Fratelli Musulmani che hanno cercato di destabilizzare la Siria.
I golpisti nazisti di Kiev ed il ridicolo “presidente autoeletto” del Venezuela Guaidò sono stati fatti passare per autentici democratici.
Ora l’epidemia Coronavirus viene usata da qualche sciacallo per sparlare della Cina, mentre sempre più incredibili sono le accuse contro il Presidente della Corea Popolare Kim Jong Un, che addirittura farebbe assassinare gli oppositori con cannoni antiaerei (ma perché non usare metodi più semplici?).

In queste accuse si sono distinte, oltre che giornalisti compiacenti, anche alcune notissime ONG che vanno per la maggiore.
Amnesty International ha mandato in giro per tutto il mondo una mostra fotografica consistente in immagini di cadaveri di persone torturate, che sarebbero stati fotografati da un fantomatico agente della polizia siriana pentito, noto col soprannome di Caesar. Ma quando ho chiesto a membri di Amnesty il nome di questo Caesar e come facessero ad affermare che quelle foto fossero realmente foto di oppositori siriani, nessuno ha saputo rispondere.
Lo stesso è avvenuto quando un gruppo dell’organizzazione pacifista No War di cui faccio parte chiese a Medici Senza Frontiere su quali basi avessero diffuso la notizia di un attacco chimico a Douma, alla periferia di Damasco, nel 1913, in cui sarebbero morti 1500 civili. Anche loro non seppero dare una risposta. Ripetevano a pappagallo notizie diffuse dai nemici del Governo della Siria (quello regolarmente eletto e riconosciuto dall’ONU).
Anche nel caso della campagna orchestrata contro l’Egitto per il caso Regeni, se chiediamo la verità, allora vorremmo sapere tutta la verità. Vorremo sapere, ad esempio, perché Regeni avesse lavorato per la Oxford Analytica, una società i cui dirigenti erano John Negroponte, noto agente della CIA, organizzatore degli “squadroni della morte” in America Centrale, Colin McColl ex dirigente del servizio segreto inglese MI6 , ed il Sig. Young già consigliere privilegiato di presidenti statunitensi. Vorremmo sapere perché Regeni ha tentato di arruolare nell’ambito di un fantomatico “progetto” un sindacalista egiziano, che poi lo ha denunciato, e come mai il corpo di Regeni (che i Servizi Segreti egiziani avrebbero potuto facilmente far sparire, se fossero stati loro i colpevoli dell’omicidio) sia stato esibito in un luogo frequentato, non lontano da una sede degli stessi Servizi, e proprio nel giorno in cui doveva essere siglato un accordo miliardario tra ENI ed Egitto. La possibilità di una “provocazione” per far fallire l’accordo, attuato con il sacrificio di un personaggio minore già “bruciato”, è molto reale, e male fanno anche giornali come il “Manifesto” o il “Fatto Quotidiano” ad alimentare a senso unico il “caso Regeni”.

Oggi che l’esercito siriano sta scacciando i terroristi sostenuti dall’esercito turco dalle loro ultime basi, si leva dai loro sostenitori sconfitti – che non possono fare altro – un coro di proteste contro i presunti bombardamenti di scuole ed ospedali da parte dell’aviazione russa e dell’artiglieria siriana.
Se ne fanno portavoce, non solo 14 ministri degli Esteri europei, tra cui Di Maio, in una lettera aperta piena di bugie, ma anche i giornalisti “progressisti” di Lettera 21.
Invece di accusare per le sofferenze del popolo siriano i terroristi che hanno tenuto in ostaggio per 7 anni la Provincia di Idlib, viene accusato il Governo siriano, che ha il dovere di liberare tutto il suolo nazionale dal terrorismo diretto dall’esterno.
Le vittorie dell’esercito e del popolo siriani, che si stringono intorno al loro Presidente, sono un’adeguata risposta a queste ennesime ipocrisie menzognere.

Roma 27.febbraio, 2020
Vincenzo Brandi

http://www.gamadilavoce.it/

Appello per impedire l’estradizione di Assange negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti d’America devono annullare tutte le accuse contro Julian Assange, incluse quelle di spionaggio relative alle attività di pubblicazione di documenti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Gli incessanti tentativi del governo Usa di processare Julian Assange per aver reso pubblici documenti riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate statunitensi non sono altro che un assalto su larga scala al diritto alla libertà d’espressione.

Julian Assange è attualmente detenuto nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, nel Regno Unito, sulla base della richiesta di estradizione degli Usa per accuse che derivano direttamente dalla pubblicazione di documenti segreti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Ci opponiamo fermamente all’eventualità che Julian Assange sia estradato o trasferito in ogni altro modo negli Usa, dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani, tra cui condizioni di detenzione che potrebbero equivalere a tortura e altri maltrattamenti, come un prolungato isolamento. Il fatto che sia stato obiettivo di una campagna ostile promossa da funzionari Usa fino ai più alti livelli compromette il suo diritto alla presunzione di innocenza e lo espone al rischio di un processo iniquo.

La pubblicazione di documenti da parte di Julian Assange nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks non dovrebbe essere punita perché tale attività riguarda condotte che il giornalismo investigativo svolge regolarmente nell’ambito professionale. Processare Julian Assange per questi reati potrebbe avere un effetto dissuasivo sul diritto alla libertà di espressione, spingendo i giornalisti all’autocensura per evitare procedimenti giudiziari.

Proteggi il diritto alla libertà di espressione. Chiedi alle autorità statunitensi di annullare le accuse contro Julian Assange derivanti solo dalle sue attività di pubblicazione di documenti con Wikileaks. Firma il nostro appello al Procuratore Generale degli Stati Uniti William P. Barr.

Annullare le accuse contro Julian Assange

 

Speciale PandoraTV – Da oggi si decide la sorte di Julian Assange

Nel silenzio di tutti i media, il fondatore di Wikileaks affronta l’offensiva di quattro Stati — Gran Bretagna, Stati Uniti, Svezia, Ecuador — che hanno preso su di loro la vergogna di perseguitare un uomo che ha rivelato al mondo la verità dei loro misfatti. Read More “Speciale PandoraTV – Da oggi si decide la sorte di Julian Assange”

Campagna per annullare le accuse contro Assange ed impedirne l’estradizione

Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione, Amnesty International ha lanciato una campagna per chiedere alle autorità degli Usa di annullare tutte le accuse di spionaggio o relative a questo reato nei confronti di Julian Assange in modo che egli sia prontamente rilasciato.

Se quelle accuse non venissero annullate, le autorità del Regno Unito dovrebbero assicurare che Julian Assange non sia estradato negli Usa, dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani.

“Gli incessanti tentativi del governo Usa di processare Julian Assange per aver reso pubblici documenti riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate statunitensi non è altro che un assalto su larga scala al diritto alla libertà d’espressione”, ha dichiarato Massimo Moratti, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa.

“Il potenziale effetto raggelante verso i giornalisti e altre persone che denunciano le malefatte dei governi rendendo note informazioni ricevute da fonti credibili potrebbe avere profonde conseguenze sul diritto delle opinioni pubbliche a conoscere cosa stanno facendo i loro governi. Tutte le accuse mosse nei confronti di Julian Assange a seguito di tali attività devono essere annullate”, ha aggiunto Moratti.

Secondo Amnesty International le accuse contro Assange derivano direttamente dalla pubblicazione di documenti segreti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks, attività che in quanto tale e di per sé non dovrebbe essere punita e che il giornalismo investigativo porta regolarmente avanti nell’ambito professionale.

“Tutte le accuse su cui si fonda la richiesta di estradizione degli Usa dovrebbero essere annullate per consentire il pronto rilascio di Julian Assange. In caso contrario, le autorità britanniche hanno l’obbligo chiaro e inequivocabile di non trasferire Julian Assange negli Usa, dove egli rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani”, ha precisato Moratti.

“Negli Usa, Julian Assange potrebbe essere sottoposto a condizioni detentive equivalenti a maltrattamento e tortura, compreso l’isolamento prolungato. Anche il rischio di subire un processo iniquo è molto concreto, data la campagna ostile promossa nei confronti di Julian Assange da funzionari Usa fino ai più alti livelli, che ha fortemente compromesso il suo diritto alla presunzione d’innocenza”, ha concluso Moratti.

Ulteriori informazioni
Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione, Amnesty International ha promosso una petizione globale per chiedere agli Usa di annullare tutte le accuse contro Julian Assange derivanti unicamente dalla pubblicazione di documenti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Amnesty International ha sottolineato inoltre come le norme e gli standard del diritto internazionale vietino il trasferimento di una persona verso un altro paese dove questa possa rischiare di subire gravi violazioni dei diritti umani. Se Julian Assange venisse estradato o trasferito in qualsiasi altro modo negli Usa, il Regno Unito violerebbe questo divieto.

AMNESTY INTERNATIONAL

Roma, 21 febbraio 2020

La petizione globale in favore di Julian Assange è online (dal 21 febbraio 2020) all’indirizzo:
https://www.amnesty.it/appelli/annullare-le-accuse-contro-julian-assange

 

Milano per Assange, sabato 22 febbraio alle ore 17:00

Il Comitato per la Liberazione di Julian Assange – Italia andrà a manifestare davanti al Consolato britannico di Milano in difesa di Julian Assange.

Le udienze del processo contro di lui, che potrebbero portare alla sua estradizione negli Stati Uniti, inizieranno infatti a partire da lunedì 24 febbraio.

Chiedere la sua libertà significa difendere la nostra libertà.

Questo è un appello a tutti i sinceri democratici che vogliono informazione libera per poter decidere liberamente.

Ci ritroviamo sabato 22 febbraio, dalle ore 17:00, in piazza del Liberty a Milano.

https://facebook.com/events/s/milano-per-julian-assange-pres/3009283085783207/

 

Incontro-dibattito a Chiavari per il diritto all’informazione, per la liberazione di Assange

Per il diritto all’informazione! Per la liberazione di Julian Assange, giornalista colpevole solo di aver rivelato la verità! Incontro-dibattito sabato 22 febbraio 2020 a Chiavari. Read More “Incontro-dibattito a Chiavari per il diritto all’informazione, per la liberazione di Assange”

L’avvocato di Assange, ci sono molte prove sullo spionaggio ai danni del suo assistito, anche in bagno”

Il principale indagato per lo spionaggio ai danni di Assange ha affermato che fu il governo dell’Ecuador stesso a richiedere l’implementazione di metodi di ascolto

Il principale indagato per le attività di spionaggio che Julian Assange ha subito è apparso davanti al tribunale nazionale di Madrid. Si tratta di David Morales, proprietario della società spagnola UC Global, che ha gestito la sicurezza dell’ambasciata ecuadoriana a Londra tra il 2015 e il 2018, dove si era rifugiato il fondatore di WikiLeaks.Nelle sue dichiarazioni, Morales ha affermato che è stato lo stesso governo dell’Ecuador a richiedere l’implementazione di metodi di ascolto perché era preoccupato che l’attivista avrebbe potuto incontrare “criminali”, secondo le  sue parole riferite dai media spagnoli.

A questo proposito, Aitor Martínez, avvocato della squadra di difesa di Julian Assange, ha dichiarato a RT che esiste un gran numero di prove secondo le quali la società avrebbe trasferito i risultati dell’attività di spionaggio sgli Stati Uniti. Le prove includono copie complete di “migliaia di passaporti” di visitatori ed e-mail con “obiettivi di spionaggio prioritari” , tra gli altri documenti.

Gli avvocati, i medici e gli stessi diplomatici ecuadoriani sarebbero parte di quel gruppo che avrebbe dovuto essere attentamente monitorato. “I microfoni nascosti sono stati installati all’interno dell’Ambasciata”, ha aggiunto Martínez, specificando la posizione esatta dei dispositivi che hanno registrato le “ore di ore” delle riunioni di Assange.
“Un secondo microfono è stato installato nel bagno del signor [Assange]” quando è stato scoperto che stava organizzando riunioni lì, perché già sospettava che lo stessero spiando, precisato.

Morales avrebbe dato queste istruzioni al personale per iscritto e le informazioni raccolte durante lo spionaggio dovevano essere inviate a un server nel quale erano stati depositati tutti i dati, a quali la CIA aveva accesso. Ovviamente.

Fonte: Foto Swisse.info

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_lavvocato_di_assange_assicura_che_ci_sono_molte_prove_sullo_spionaggio_ai_danni_del_suo_assistito_incluso_un_microfono_in_bagno/82_32977/

 

Sanremo 2020, dopo la censura a Roger Waters il silenzio assordante su Assange

Sanremo 2020. Monologo sulla “libertà di stampa”, verosimilmente, talmente imbarazzante per una RAI che aveva appena censurato Roger Waters  da essere mandato in onda alle due di notte.
In cattedra tale Emma d’Aquino (su Wikipedia i suoi fondamentali contributi alla libertà di stampa) che dopo aver tuonato contro la “querela facile contro i giornalisti”(qui la protesta di una giornalista de Il Fatto Quotidiano, assolta “perché il fatto non sussiste” a seguito di una querela della d’Aquino) e dopo essersi appellata, nientedimeno, ai rapporti di  Reporters sans frontières (qui un articolo su questa ONG) si lancia in una, davvero surreale, disamina della Libertà di Stampa nel Mondo concentrandosi – ça va sans dire – su Siria e Iran. Neanche una parola, ovviamente, su Julian Assange, ancora in galera, per la cui liberazione hanno già firmato 1100 giornalisti di 96 Paesi.

Ricordatevi anche di questo quando pagherete il canone RAI sulla bolletta della luce.

Francesco Santoianni

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sanremo_2020_dopo_la_censura_a_roger_waters_il_silenzio_assordante_su_assange/6119_32966/

 

L’appello del Generale Mini e dell’ambasciatore Bradanini: “Liberate Assange, ha detto solo la verità”

Anche in Italia i sostenitori dei Julian Assange fanno sentire la loro voce contro l’estradizione negli Stati Uniti del fondatore di Wikileaks che rischia 175 anni di prigione per “aver detto solo la verità”, come hanno ribadito il Generale Fabio Mini e l’ambasciatore, Alberto Bradanini

Nei giorni scorsi riflettori mediatici di nuovo puntati sul fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rinchiuso in una prigione britannica, durante la prima udienza sulla sua estradizione negli USa dove rischia una condanna a 175 anni di carcere.

In Italia i sostenitori di Assange sono tornati a farsi sentire, come riporta l’Adnkronos che cita una dichiarazione del Generale Fabio Mini: “La vicenda di Assange, le accuse più disparate, il trattamento iniquo e le violazioni dei diritti umani che ha dovuto subire dimostrano come le cosiddette ‘grandi democrazie’ occidentali -in particolare, Stati Uniti e Gran Bretagna- non hanno rispetto delle persone e nemmeno delle loro stesse leggi”.

“Non occorre essere complottisti -prosegue il generale- per riconoscere che l’accanimento contro Assange è dovuto a un solo, grave, delitto: aver detto la verità. E, ancor peggio, non aver aggiunto nulla di suo a quanto americani e inglesi affermavano e facevano in spregio a qualsiasi ‘umanità’ e logica, in guerra e in pace, con i nemici e gli alleati. Ma se la persecuzione di questi ‘paladini della libertà e della democrazia’ non stupisce, è invece assordante il silenzio che tutti gli altri Stati mantengono da anni, invece di insorgere non soltanto per ciò che sta accadendo ad Assange, ma per ciò che si è limitato a rivelare”

La comunità internazionale, i servizi d’intelligence, gli eserciti e i politici del mondo “gli sono debitori di molte rivelazioni che nemmeno immaginavano o che si rifiutavano d’immaginare -osserva Mini- Piuttosto che ammetterle, fingono di non averle mai sentite o dicono che si tratta di nefandezze giustificate in quanto parte della guerra e della politica. Il silenzio degli ‘altri’, però, autorizza i ‘paladini’ a insistere con le menzogne, mentre Assange dev’essere lasciato libero -fisicamente e psicologicamente- anche di difendersi o di accusare. In entrambi i casi abbiamo tutto da guadagnare”.

A sostegno di Assange anche l’ex Ambasciatore italiano in Cina e Iran Alberto Bradanini, il quale ha spiegato che il fondatore di Wikileaks sta “pagando con la vita, a vantaggio di noi tutti, la difesa della libertà”. Ed ha aggiunto: ” “La sua prigionia ingiustificata testimonia la pretesa di dominio imperiale dell’élite americana, che teme la verità ed è in preda al panico per il fatto che comuni cittadini possano conoscere trame oscure, corruttele e manipolazioni politiche e mediatiche messe in opera da quella che si autoproclama la ‘più grande democrazia del mondo’”.

Attraverso la pubblicazione di migliaia di documenti degli apparati americani, “ricevuti senza violare alcuna norma, ma solo svolgendo la professione di giornalista -prosegue il diplomatico italiano- Assange ha mostrato come operino strutture Usa occulte o semiocculte. Queste dispongono di ingenti risorse finanziarie e tecnologiche, con cui raccolgono dati su nemici e amici, finanziano tensioni, aggressioni politiche ed economiche, ‘rivoluzioni’ e conflitti contro nazioni, organizzazioni, imprese o individui che non si sottomettono al loro potere. Tutto ciò a beneficio di una minoranza, la plutocrazia dell’1% contro il 99% di una popolazione precarizzata ed eticamente manipolata, che alimenta il mito della ‘nazione indispensabile’, voluta da Dio per governare un mondo recalcitrante”.

Con la richiesta di estradizione, secondo Bradanini, gli Usa si pongono “al di sopra del diritto (nazionale e internazionale), della libertà di stampa, cruciale in un sistema democratico, e del rispetto dei diritti umani, come è evidente anche dalla decisione di tenere aperta la prigione di Guantanamo, dove si può essere rinchiusi senza limiti di tempo e torturati senza aver subito alcuna condanna penale”.

“Gli abusi subiti da Assange, con la complicità del governo britannico -conclude l’ex ambasciatore- possono giustificarsi solo nella presunzione che i cittadini debbano restare all’oscuro di quel che fanno apparati paralleli e servizi di intelligence. Il fondatore di Wikileaks appare come uno dei grandi della scena politica contemporanea, a favore del quale dovrebbero mobilitarsi le nazioni europee. L’Italia democratica e costituzionale -guidata da due partiti che per storie diverse si attribuiscono grande sensibilità ai temi etici- potrebbe offrire asilo politico a Julian Assange. Ma si troverà il coraggio per un passo del genere?”.

Fonte: Adnkronos – Foto AFP

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lappello_del_generale_mini_e_dellambasciatore_bradanini_liberate_assange_ha_detto_solo_la_verit/82_32731/

 

“Resta forte Julian, stiamo combattendo per te. Non gli permetteremo di farti questo! Sarai libero!”

‘Resta forte, sarai libero!’, il video che mostra Julian Assange a Westminster in un van della polizia

Il fondatore di Wikileaks Julian Assange, attualmente imprigionato in un carcere di massima sicurezza a Londra, si è presentato davanti ai magistrati di Westminster a Londra dove è stata avviata un’audizione sulla sua possibile estradizione negli Stati Uniti.

Alcuni giornalisti sono riusciti a intravedere Julian Assange dopo la sua audizione in un van della della polizia fuori dal tribunale.

Assange, con gli occhiali e la barba grigia, è stato incoraggiato a “rimanere forte”.

“Resta forte Julian, stiamo combattendo per te. Non gli permetteremo di farti questo! Ricordalo! Resta forte, sarai libero!”, gli ha detto un uomo non identificato.

Incoraggiato da un secondo giornalista a parlare con la telecamera, Assange ha scosso la testa e gli ha indicato l’orecchio, indicando che non era in grado di sentire o parlare.

Gli amici e i colleghi giornalisti di Assange hanno ripetutamente espresso preoccupazione per un “rapido declino” della salute del fondatore di Wikileaks dalla sua prigionia. Si ritiene che la salute di Assange sia peggiorata costantemente dal suo confinamento all’ambasciata ecuadoriana nel 2012, peggiorando dopo essere stato incarcerato.

video di Ruptly

Fonte: Sputnik

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-resta_forte_sarai_libero_il_video_che_mostra_julian_assange_a_westminster_in_un_van_della_polizia/82_32576/

 

Un amico di Assange: “Julian mi ha chiamato e raccontato come sta morendo lentamente”

Il giornalista Vaughan Smith ha dichiarato che l’australiano è tenuto in isolamento per 23 ore al giorno

Il giornalista Vaughan Smith, amico di Julian Assange, ha dichiarato che il fondatore di Wikileaks lo ha chiamato alla vigilia di Natale e ha denunciato le condizioni in cui è imprigionato nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh a Londra.

“Ha detto a me e mia moglie come stava lentamente morendo a Belmarsh dove, sebbene solo in detenzione preventiva, è tenuto in isolamento per 23 ore al giorno ed è spesso sedato”, ha scritto in un tweet, pubblicato il 26 dicembre , senza fornire dettagli sulle situazioni in cui i tranquillanti si applicano ad Assange.

“La procedura di estradizione inizia a febbraio e ha un disperato bisogno del nostro sostegno”, ha aggiunto.

Smith ha anche pubblicato un tweet con una foto del giornalista australiano scattata nel 2010, quando Assange – che è stato poi rilasciato su cauzione – ha visitato la famiglia del suo amico per festeggiare il Natale.

 Julian Assange called my family from prison this Christmas Eve while we were preparing for dinner. Please spare a thought for him. He spoke to my wife, Pranvera and our girls – who remembered Christmas with him in 2010 when he was our guest while on bail. #politicalprisoners pic.twitter.com/uM004M2UDG

— Vaughan Smith (@VaughanSmith) 26 dicembre 2019

“Sembrava orribile”

Successivamente, nel contesto di una conversazione con RT, Smith ha confermato che Assange gli stava parlando della morte. “Mi ha detto questo: ‘ Sto lentamente morendo qui ‘”,. Inoltre, ha precisato di aver notati che il fondatore di Wikileaks ha avuto difficoltà a parlare durante la chiamata e ha parlato “lentamente”. “Sembrava orribile … è stato molto fastidioso ascoltarlo”, ha detto.
Durante l’intervista, Smith ha chiarito che Assange non gli ha detto durante la chiamata di essere sedato, anche se ha detto “questo sembrava abbastanza ovvio “. Secondo le sue dichiarazioni, le persone che hanno visitato il giornalista australiano hanno avuto la stessa opinione.

“In primo luogo non capisco perché si trova nella prigione di Belmarsh”, ha evidenziato Smith, aggiungendo che Assange “non è un pericolo pubblico”. Il fondatore di WikiLeaks “ha generato una discussione, un dibattito su come dovrebbe essere la trasparenza nell’era digitale ” , ha ricordato.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-un_amico_di_assange_julian_mi_ha_chiamato_e_raccontato_come_sta_morendo_lentamente/82_32373/

 

Edward Snowden: La Guerra degli Usa contro Assange “un altro passo” verso l’autoritarismo

Edward Snowden, ex contractor della National Security Agency, ha rivelato gli sforzi globali di sorveglianza di massa utilizzati dagli Stati Uniti e da alcuni dei suoi più stretti alleati

Edward Snowden ha difeso Julian Assange, collega informatore che ha subito l’ira delle autorità statunitensi per la fuga di informazioni dannose.

Mercoledì scorso, Snowden è apparso a Stoccolma tramite collegamento video da Mosca di fronte a un pubblico dal vivo ai Right Livelihood Awards, soprannominato l’alternativa “Premio Nobel” e assegnato a persone e organizzazioni che difendono i diritti umani.

“Morirei in prigione”

Snowden stesso ha vinto il premio nel 2014 per aver rivelato una serie di dati classificati dalla National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti sulle pratiche di sorveglianza illegale perseguite segretamente dalla NSA e dai suoi partner nella Five Eyes Intelligence Alliance.

“Certamente non c’è dubbio da parte di alcun esperto legale o anche di un opinionista politico sul fatto che ciò che devo affrontare negli Stati Uniti è un processo straordinario di ciò che ritengo internazionalmente riconosciuto come una persecuzione piuttosto che un procedimento giudiziario”, ha affermato in diretta streaming. “La potenziale e probabile condanna per aver detto la verità, che il governo non contesta è ciò che è successo qui, è che morirei in prigione”.

Gli è stato quindi chiesto di commentare i casi di Chelsea Manning e Julian Assange. Entrambi sono stati accusati negli Stati Uniti (Manning condannato e Assange che ora combatte per evitare l’estradizione dalla Gran Bretagna) per aver trafugato documenti militari e diplomatici altamente classificati che esponevano crimini statunitensi in Iraq e Afghanistan, nonché la detenzione indefinita di prigionieri a Guantanamo.

Le carte del Pentagono

Snowden ha affermato che la repressione americana degli informatori è iniziata nei primi anni ’70, quando l’analista militare Daniel Ellsberg ha fatto trapelare alla stampa uno studio top-secret del Pentagono sul coinvolgimento degli Stati Uniti in Vietnam, noto come Pentagon Papers.

Quel rapporto mostrava che il governo degli Stati Uniti aveva segretamente contribuito a rovesciare il presidente del Vietnam del Sud, Ngo Dinh Diem, nel 1963, e aveva nascosto la portata reale dei suoi bombardamenti sul Vietnam del Nord, nonché gli attacchi nella vicina Cambogia e Laos. Ellsberg fu accusato di spionaggio, furto e cospirazione, che alla fine furono respinti.

Tutti loro – Snowden, Assange, Manning ed Ellsberg – furono accusati dello stesso Espionage Act del 1917 . “Questa è una legge speciale che esclude assolutamente qualsiasi tipo di processo equo risalente agli anni ’70”, ha affermato Snowden.

Inoltre, ha raccontato: “Quando Ellsberg ha cercato di dire alla giuria perché ha fatto quello che ha fatto, il suo avvocato gli ha chiesto: ‘Mr. Ellsberg, perché hai copiato i Pentagon Papers? – che era la storia segreta del vero coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam – il procuratore del governo disse: “Obiezione! Questo non è qualcosa che la giuria può ascoltare.

“E il giudice è stato d’accordo. Ha messo a tacere Ellsberg. E ha messo a tacere la nostra capacità di sentire il perché di queste cose, e per la giuria di considerare non solo questo era legale, ma era morale.

Snowden ha continuato: “E penso che questa sia la triste storia della relazione del governo degli Stati Uniti con la stampa nell’ultimo decennio. Si sono sempre più preoccupati di ciò che è legale [piuttosto che di ciò che è morale ”.

“Una guerra al giornalismo”

Snowden ha ripetutamente criticato l’Espionage Act per aver spogliato gli informatori della possibilità di citare il valore pubblico delle loro informazioni a loro difesa.
“E ora sotto l’amministrazione Trump, abbiamo fatto un altro passo”, ha aggiunto. “Siamo passati dalla guerra del governo degli Stati Uniti agli informatori fino ad ora una guerra al giornalismo con l’accusa di Julian Assange per quello che anche il governo stesso ammette sia stato un lavoro legato al giornalismo”.

“E questa penso sia una cosa pericolosa, pericolosa, non solo per noi, non solo per Julian Assange, ma per il mondo e il futuro. Se permettiamo alle democrazie sviluppate di imprigionare i loro critici politici e dissidenti, le persone che mettono in discussione la legalità, la correttezza e la moralità delle loro politiche e il perseguimento delle loro guerre, incoraggeremo i regimi più autoritari sulla Terra.”

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-edward_snowden_la_guerra_degli_stati_uniti_contro_julian_assange_un_altro_passo_verso_lautoritarismo/82_32054/

“Dire la verità diventa un crimine”, campagna a sostegno di Assange

Una serie di personaggi pubblici, tra cui un ex ambasciatore britannico in pensione e il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, hanno annunciato il lancio di una massiccia campagna a sostegno di Julian Assange, per l’anno prossimo

Esperti, personaggi pubblici e sostenitori di Julian Assange si sono riuniti nel corso di un evento chiamato “Libera la verità” a Londra. L’agenzia video Ruptly ha filmato la mostra di manifesti che denunciano la prigionia di Assange, così come le opere d’arte da lui ispirate.”Così tanti attivisti si stanno riunendo in un momento in cui sento che c’è stato un vero cambiamento nel sentimento pubblico” , ha commentato Craig Murray, ex ambasciatore del Regno Unito in Uzbekistan, che ora fa campagne per il famoso editore.

Nonostante la mancanza di copertura o copertura distorta nei media mainstream, ora si comprende che Julian viene estradato negli Stati Uniti solo per aver pubblicato la verità.

È fiducioso che il prossimo anno “vedremo una delle più grandi campagne [a sostegno di Assange] dei nostri tempi”.

È estremamente importante attirare l’attenzione sul fondatore del sito Web WikiLeaks, perché “stiamo per stabilire un precedente”, ha avvertito Nils Melzer, un relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura.

Se Assange viene estradato negli Stati Uniti e se viene punito per aver denunciato la verità, allora essenzialmente ciò che sta accadendo è che dire la verità diventa un crimine.

Assange è attualmente detenuto nella prigione di Belmarsh di massima sicurezza di Londra mentre si trova ad affrontare l’estradizione negli Stati Uniti per cospirazione e accuse di spionaggio.

Melzer in precedenza aveva lanciato l’allarme per le condizioni della sua detenzione, accusando le autorità britanniche di sottoporlo a “torture psicologiche” e avvertendo che avrebbe potuto affrontare ulteriori trattamenti crudeli se estradato negli Stati Uniti.

“Sarà condannato dallo stesso giudice che condanna tutti questi informatori in un tribunale chiuso nella Virginia dell’est, e scomparirà in un carcere di massima sicurezza in condizioni disumane per il resto della sua vita”, ha avvertito Melzer.

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Il video è disponibile cliccando sul link sopra.

 

Pamela Anderson a sostegno del fondatore di Wikileaks: “Liberate Julian Assange”

L’attrice statunitense Pamela Anderson ha chiesto al primo ministro australiano, Scott Morrison, di sostenere la liberazione del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. Read More “Pamela Anderson a sostegno del fondatore di Wikileaks: “Liberate Julian Assange””

La Svezia archivia le accuse di stupro contro Julian Assange

Julian Assange è attualmente in attesa di processo nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel sud-est di Londra

La procura svedese ha deciso di chiudere le indagini preliminari per violazione del fondatore di Wikileaks Julian Assange, ha dichiarato il vice procuratore generale del paese Eva-Marie Persson in una conferenza stampa.

“Tengo questa conferenza stampa per informarvi che sospenderò le indagini preliminari”, ha affermato Persson, il quale ha precisato che la decisione di chiudere il caso può essere impugnata.

La decisione è legata alle accuse di violazione del 2010, che sono state respinte dall’attivista australiano. I pubblici ministeri hanno abbandonato le indagini nel 2017, incapaci di procedere mentre Assange risiedeva nella missione diplomatica ecuadoriana, ma ha riaperto le indagini sul caso nel maggio 2019.

Il procuratore ha spiegato che un’ulteriore indagine condotta da maggio ha dimostrato che le prove utilizzate nel caso non erano abbastanza convincenti. Inoltre, ha spiegato che non intende mettere in discussione Assange, perché crede che la sua testimonianza non aiuterebbe a far luce sulle circostanze dell’accaduto.

L’11 aprile, Assange è  stato arrestato  dalla polizia britannica dopo essere rimasto per sette anni presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra. L’operazione è avvenuta dopo che il governo di Lenín Moreno ha revocato lo status di asilo diplomatico.

Dopo l’arresto dell’attivista, Washington ha annunciato un’accusa contro di lui per presunta cospirazione. Il 23 maggio, gli Stati Uniti gli hanno addebitato 17 nuove accuse , inclusa la violazione della legge sullo spionaggio. Assange è attualmente incarcerato nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh a Londra e deve affrontare una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti.

 

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