Ucraina, Anpi avverte Letta: “L’invio di armi può esporre l’Italia all’atomica”

“Enrico siamo diversi, ma non militarizziamo il confronto tra noi”. Il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo incontra il leader del Pd Enrico Letta e offre il ramoscello d’ulivo. Ma sulla crisi Ucraina le differenze tra l’associazione dei partigiani e i Democratici restano. A cominciare dall’invio delle armi e di altro materiale bellico a Kiev. Questo il messaggio che Pagliarulo ha portato a Letta, nell’incontro di oggi: “L’invio di armi in Ucraina espone il nostro Paese a un grave pericolo. Se Putin leggesse questo gesto come un atto di collibegeranza, il livello di attenzione salirebbe, e un’escalation potrebbe comportare l’uso di armi nucleari da parte della Russia“, dice il presidente Anpi in un’intervista all’Agenzia Dire.

“Con Letta abbiamo parlato di metodo, più che di merito. Ci siamo detti che nel dibattito politico dobbiamo evitare il piu’ possibile lo scontro e contribuire a raffreddare gli animi. Nei giorni scorsi, noi dell’Anpi siamo stati oggetto di attacchi sconsiderati, anche se non dal Pd. Ora le opinioni possono essere diverse, e in questo caso lo sono. Ma abbiamo il dovere di tornare alla politica. Ce lo impone la drammaticità della situazione. In sintesi col Pd lavoreremo entrambi per la pace, a volte convergendo, a volte in autonomia di ruoli e posizioni”, spiega Pagliarulo. Ma sulle armi all’Ucraina, l’Anpi e il Pd la pensano all’opposto. Letta ha chiesto un impegno ulteriore fin dalla prima discussione in Parlamento. Il segretario dem ha detto a Montecitorio che bisogna “mettere la Russia in ginocchio”.

“Non c’è dubbio, su questo tema abbiamo posizioni opposte. L’ho ricordato a Letta, spiegando che a nostro parere c’è il rischio che la Russia interpreti l’invio di armi come un gesto di cobelligeranza. È un pericolo grave“. Potremmo trovarci in guerra, senza volerlo? “Sì, e aggiungo che la presenza dell’atomica introduce una differenza sostanziale rispetto al passato. Un innalzamento della tensione e una escalation del conflitto potrebbe portare all’uso delle armi nucleari. La sicurezza del Paese sarebbe di fronte a un grave pericolo. Per questo noi abbiamo detto che bisogna sostenere lo Stato ucraino ma con altri mezzi, non militari”. Eppure il Parlamento si è espresso a larghissima maggioranza per l’invio di armi e materiale bellico. È deluso dalle forze politiche? “Prendo atto che da una parte ci sono le realtà associative e sindacali che vanno nella direzione che anche noi seguiamo, e dall’altra c’è il Parlamento. Ma questo fa parte dello scollamento tra politica e società”.

 

Alfonso Raimo

02/03/2022

Ucraina, Anpi avverte Letta: “L’invio di armi può esporre l’Italia all’atomica” – DIRE.it

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